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Elezioni in Paraguay, il 20 aprile 08 il paese cambia.

Pochi conoscono il Paraguay e sanno riconoscerlo nella cartina. Dire "paraguayo" ad una persona qui in Brasile significa definirlo un pezzente. E' l'ultimo paese in termini economici ed è il paese del contrabbando e della illegalità. Tutto il mercato "pirata" del Brasile passa attraverso il Paraguay. Questo Paese, incastonato in un fazzoletto di terra tra Bolivia, Brasile e Argentina, ha una storia complicata, fatta di colonizzazioni gesuite, devastazioni portoghesi, annientamento dell'80% della sua popolazione, ricostruzione difficile e sanguinose dittature militari. E' il Paese che più di altri ha ospitato i nazisti in fuga dalla Germania sconfitta ed è la nazione che da 60 anni a questa parte sta vivendo, bloccata in una condizione di povertà estrema, la semi-dittatura del più longevo partito repubblicano dell'America del sud, il Partido Colorado, partito che dal 1954 al 1989 ha sostenuto il cruento regime del generale Alfredo Stroessner. Ma tira aria di cambiamento in Paraguay. Un cambiamento forte e radicale, una svolta a sinistra che pare essere pronta a spazzar via quella che viene chiamata la "democra-dura" e che corrisponde ai 17 anni di transizione che hanno seguito l'era Stroessner. Domenica 20 aprile, il secondo Paese più povero dell'America Latina, dopo il Nicaragua, sarà chiamato alle urne per eleggere il nuovo presidente della Repubblica e gli occhi di tutto il mondo sono puntati su Fernando Armindo Lugo Mendez, ex vescovo di San Pedro recentemente sospeso a divinis dal Vaticano di Ratzinger e nipote di uno dei più aggueriti oppositori del regime.

Foto Story: Cascate d’Iguazù

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