Grand Canyon: il Bright Angel Trail

di Luca Ticozzi

Una tranquilla giornata nel Grand Canyon

Quanta fatica arrivare a Cedar Ridge

Partendo dal South rim esistono 2 sentieri per raggiungere il Fiume, il Bright Anget Trail, che parte dal Bright Angel Lodge, nei pressi del Grand Canyon Village a 2070 mt e che porta, al termine di una discesa di poco più di 15 Km, al campeggio di Bright Angel, posto sulla sponda Nord del fiume Colorado, ad un altitudine di 735 mt. Il secondo sentiero, il South Kaibab Trail parte da Yaki Point, 7 Km a est del Village e da quota 2178 mt scende al Bright Angel in poco più di 10,5 Km, facile intuire che il secondo sia molto più ripido oltre che più veloce, le mie informazioni mi spingono tuttavia a optare per quest’ ultimo, dovrebbe essere meno affollato e regalare scenari unici.

gk4.jpgLa giornata non inizia nel migliore dei modi, la sveglia ha fatto i capricci, la logica conseguenza è stata una colazione veloce e frugale, 2 errori che pagherò durante la giornata, per certe escursioni occorre essere in marcia all’ alba e ben rifocillati, sono le 9 del mattino, il sole è già alto e la coda per entrare al parco mi fa accumulare altro ritardo, il mio compagno mi lascia a Yaki Point verso le 9:45, un orario molto stupido, sono in ritardo di almeno 2 ore abbondanti rispetto alla tabella di marcia, ma quando mi ricapita un occasione del genere? Con me ho una borraccia da 1,5 L d’ acqua, spero di recuperarne altra strada facendo e una guida abbastanza approssimativa del sentiero che m’ aspetta (altri imperdonabili errori, partire con più informazioni possibili e con parecchia acqua e razioni energetiche).
Nella prima mezz’ ora si scende di 400 mt fino ad arrivare a Cedar Ridge, una bella passeggiata, ideale per una gita di mezza giornata, un breve assaggio di quello che mi aspetta. Fin qui la gente non è mancata, non su può certo parlare di folla ma neanche di solitudine, nei pressi di Cedar Ridge si trova anche un bagno pubblico, con mia grande sorpresa munito di solventi chimici, che, se non danneggiano comunque la natura circostante mi fanno altresì capire che di acqua non c’ è neanche l’ ombra.

gk5.jpgDopo un breve tratto pianeggiante il sentiero, per altro largo e ben tenuto, ridiscende ripido e deciso, i turisti si fanno meno numerosi, in compenso incontro la prima carovana di muli, mi faccio da parte e li lascio passare in una colonna molle e pacata, intorno a me il paesaggio comincia a trasformarsi, il colore che predomina è il rosso, è il ferro che ossidandosi colora il calcare altrimenti grigio, un processo che dura milioni di anni.

La discesa si fa sempre più ripida, fortunatamente il sentiero è davvero perfetto, largo quel tanto che basta e alla portata dell’ escursionista meno esperto. Poco prima di giungere a metà strada un incontro spettacolare, un condor, fermo sul ciglio del sentiero a pochi metri da me, è incredibile, fa davvero impressione, sarà alto quasi un metro, avanzo piano piano cercando di fare meno rumore possibile ma arrivato a pochi passi compie un salto, poche battute d’ ali e lo vedo liberarsi nel vuoto con un apertura alare tanto fiera quanto impressionante, saranno almeno 3 metri, dopo pochi secondi lo vedo guadagnare quota, così, senza un battito d’ ali, semplicemente sfruttando le correnti ascensionali e in questo silenzio che mi circonda l’ unico rumore che percepisco è un flebile ma deciso sssshhhh che mi fa accapponare la pelle dall’ emozione. I condor sono protetti all’ interno del parco ed essendo una specie in pericolo d’ estinzione sono muniti di numero d’ identificazione così da poter essere censiti e controllati in qualsiasi momento.

gk6.jpgLa metà del sentiero è già alle mie spalle, ho incontrato un altro bagno pubblico, sempre assolutamente privo d’ acqua, il che non mi rende certo felice, in compenso la temperatura si è decisamente alzata e anche la vegetazione ne risente, le conifere hanno lasciato spazio ad arbusti, più radi vista la conformazione prettamente rocciosa del paesaggio. Ancora qualche centinaio di metri e il mio udito è scosso da un rumore che non lascia dubbi, il fiume è vicino, molto vicino, posso udirne in lontananza il ruggito, l’ adrenalina mi scorre nelle vene, non sto più nella pelle dall’ emozione, non mi resta che percorrere l’ ultima parte della discesa, si tratta in pratica di un Canyon dentro un altro Canyon, lo faccio praticamente correndo.

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Postato il Mercoledì, Settembre 12th, 2007 alle 22:37 in Trip-Itinerari, Trip-USA, Numero 7. Segui le risposte con RSS 2.0 feed. Puoi rispondere , o trackback dal tuo sito.

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