Gli States e il mito del Cowboy
Questa è una mini-guida comportamentale per comprendere la natura degli americani; non so a quanti di voi sia capitato di intessere relazioni sociali con cittadini USA, ma prima o poi potrebbe capitarvi, e a me che è successo tante volte, la cosa più sorprendente che ho notato è la totale fobia dell’americano medio per l’omosessualità.
La sola idea di contatto fisico che vada oltre la gioviale stretta di mano, diciamo, ad esempio, il nostro comune abbraccio o il bacio sulla guancia molto in voga da Roma in giù, equivalgono a radiare la vostra persona dall’albo della loro umanità. Una cosa normalissima che è per noi quella di dividere, in viaggio, un letto matrimoniale tra due uomini, è per loro fonte di un inedito terrore psicologico. Anche se imbracati nel sacco a pelo tirato fin sugli occhi, l’Americano avrà paura a sdraiarsi vicino a voi e abbandonarsi al sonno. Una volta mi è capitato di sentirmi chiedere scusa perchè l’amico, seduto nel retro di un’auto con me, al momento di uscire mi avrebbe “passato davanti alla faccia il sedere”. Vi fa ridere? Per quanto incredibile, questa storia è INCREDIBILMENTE VERA.
In Europa, a parte il dormire tranquillamente assieme a maschi senza sentirsi per questo meno virili, a volte capita di giocare e scherzare sull’argomento, magari “palleggiandosi” un pò: NON FATELO MAI. Se lo fate, per loro sarete omosessuali, e quindi sarete bannati da tutti i circuiti sociali e dalla loro sfera di umanità. Non è un discorso legato all’omofobia, dal momento che essere gay negli USA è perfettamente normale, e meglio che esserlo in Europa, ma è legato alla virilità: l’americano medio è cool quando fa sesso tutte le sere con una donna diversa, si vanta di avere dimensioni grosse e riesce a bere più birre di te, il suo avversario. Da questo, comunemente chiamato il “Mito del Cowboy” o “La Sindrome di John Wayne”, nascono la maggiorparte dei problemi della società americana di oggi. Questo, e il patriottismo che, alla stessa maniera “Waynesca”, viene inculcato nella testa dei bambini fin dalla culla. Il padre deve dimostrare di essere maschio alfa, avere soldi, tante donne (da qui le famiglie allargate costellate da molteplici divorzi) e prestigio. E questo va trasmesso ai figli maschi, con sopruso e violenza psicologica. Per l’omosessuale, non c’è posto nella gerarchia americana dei veri valori, c’è solo l’ipocrita accettazione nelle varie zone-ghetto lustrate a mò di paradisi di tolleranza, di cui San Francisco è la bandiera.
Provate a essere gay nell’Oklahoma o nel Texas nord-occidentale, o in Alabama, per esempio. Non ci saranno più i forconi del KKK ad attendervi, ma la vita potrebbe per voi essere veramente difficile.
Questa è una dinamica interessante che deve essere tenuta ben presente in una prospettiva di viaggio negli USA, perchè cose che per noi sono scontate, da occidentali bianchi, per loro purtroppo non lo sono. A volte anche guardare sovrappensiero un amico che si cambia la maglietta e rimane a torso nudo, senza la minima intenzione di osservarlo in quel senso, può essere per noi discriminante. Sappiate quindi difendervi a parole in un buon inglese se qualche situazione del genere si verificasse, perchè per questa diversità culturale potreste rovinarvi il viaggio, e l’idea che vi potete fare degli States.
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