Trip-Editoriale Numero 5, Est Europa

La piazza del municipio di TallinnAmmettiamolo. Il viaggiatore indipendente preferiva l’Est Europa prima del 1989. D’accordo, non stavano molto bene, erano sotto dittatura sovietica e non avevano molti beni di consumo. Faceva anche più freddo.
Poi é caduto il comunismo ed é arrivata l’immensa felicità del consumismo, la libertà di lavorare e consumare, con gli effetti collaterali della della democrazia e del riscaldamento globale.
Adesso possono esprimere la propria opinione e fa anche più caldo.
Ma chi ha avuto la fortuna di vagare per le lande desolate dell’Est prima dell’arrivo dei McDonalds in piazza Venceslao, sa che qualcosa é andato perduto.
Erano i paesi perfetti per il viaggiatore indipendente perché il turismo non esisteva.

Giravamo in treno o in bus, la gente aveva il grigio in faccia ma quando ci vedeva ci parlava era felice. Noi rappresentavamo la libertà e ci vestivamo di colori sgargianti.
Ti invitavano a casa e scoprivi che una famiglia sotto regime comunista con 50 dollari al mese di stipendio e lo zucchero in bella mostra sul tavolo (perché era caro e quindi di lusso) poteva essere felice.
Capivi allora che in assenza di ipermercati ti potevi rifugiare in prodotti meno moderni ed innovativi per dare un senso alla tua giornata: il bacio della moglie, il sorriso della figlia o il piacere di parlare con un adolescente italiano che ci sta provando con lei.

Non era la vera felicità, quella che oggi possono avere comprando una Tv al plasma, ma si trattava comunque un ottimo surrogato in attesa di tempi migliori.

E non c’erano troppe differenze sociali: erano quasi tutti poveri.
Ma se il tuo vicino ha la Fiat 126 verde (Malucha) e l’altro vicino ha la 126 rossa e l’altro vicino ha la 126 verde, non hai bisogno di mettere la porta blindata al garage.
Così passi il tuo tempo libero con Kafka e non con Pippo Baudo.

Inoltre, se il tuo lavoro non ti porta da nessuna parte e la TV in bianco e nero ha solo due canali, magari leggi un libro.
Noi in confronto ai nostri coetanei eravamo degli ignoranti. La loro cultura era una specie di rifugio.
Questa non é un’apologia del comunismo, anzi, ma un elogio dell’assenza del consumismo.
Se basta eliminare il consumismo per riuscire ad essere felici anche in un regime comunista, allora ci dobbiamo proprio pensare: potrebbe fare miracoli anche per noi.

Oggi se vai in Est Europa nessuno ti invita più a casa, vai in Hotel. Non hanno più tempo per te e in ogni caso sono stati a Jesolo l’estate scorsa.

D’altro lato viaggiare in maniera indipendente é diventato più facile: prenotazioni online, linee aeree low cost e un sacco di informazioni in internet.
Vi presentiamo quindi delle Trip-Guide per alcune città: Sofia, Vilnius, Tallinn, Riga e Praga non turistica.

se siete abituati al pacco da mezzo chilo della Lonely Planet vi accorgerete che per viaggiare non serve sapere molto, in quanto si impara strada facendo.
Le Trip-Guide infatti vi accompagnano con molta attenzione nei primi passi, vi danno qualche accenno di base e poi vi lasciano andare da soli alla scoperta di queste bellissime città.
Possibilmente evitando il McDonalds e mangiando allo stesso prezzo in un ottimo ristorante frequentato solo da locali.

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Postato il Lunedì, Luglio 9th, 2007 alle 04:16 in Trip-Editoriali, Numero 5. Segui le risposte con RSS 2.0 feed. Puoi rispondere , o trackback dal tuo sito.

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4 Risposte a “Trip-Editoriale Numero 5, Est Europa”

  1. Fabio dice:

    Purtroppo la guida di Praga non riesco a visualizzarla… sono io che ho dei problemi?

  2. claudio dice:

    Fabio il link era sbagliato. Adesso dovrebbe essere ok

  3. Nicolò dice:

    Questa frase mi ha fatto un attimo pensare: “Non era la vera felicità, quella che oggi possono avere comprando una Tv al plasma, ma si trattava comunque un ottimo surrogato in attesa di tempi migliori”.
    Non credo che la felicità possa essere ricercata nelle cose materiali sinceramente, ed è per questo credo che nonostante tutto la felicità delle persone che hanno avuto e hanno meno di chi più permettersi beni in quantità illimitata sia più soddisfacente.

  4. tripluca dice:

    Nicolò, mi dispiace ma un 30 pollici non lo puoi nemmeno mettere a confronto col sorriso di un bambino….scherzavo! Era ironia. Volevo dire che ci vendono la felicità legata agli acquisti e dimentichiamo che le cose più belle nella vita sono gratis.
    Come il TripMagazine :)
    Luca

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