Neruda – Confesso che ho vissuto, Memorie

8806145134.jpgAccanto alla sua incantevole poesia Neruda ci regala questa opera, le memorie della sua vita, indispensabile per arrivare davvero a capire l’uomo e quindi il poeta e l’autore. Qui si trovano tutte le sue esperienze marcanti che caratterizzano la sua naturale crescita ed evoluzione; dai viaggi come console alle esperienze politiche cilene che hanno dato le scintille alla sua letteratura. Troviamo momenti accesi di una prosa traspirante di calore e altri più familiari e delicati tutti descritti con parole genuine, allo stesso tempo semplici ma di un significato profondo. In ogni istante, in ogni pagina ed episodio traspare la figura di un Neruda poeta che lega a doppio filo un significato umano e politico della sua poesia e che nonostante i molti conflitti del secolo scorso vissuti anche in prima persona (in particolare la guerra civile di Spagna) non cessa di avere una speranza inaffondabile, una voce positiva a favore della vita, dell’umanità. Sono scritti lucidi e chiari, di tremenda umanità anche nelle sue posizioni politiche e lasciano una traccia forte durante la lettura. Come per una beffa del destino sopravvisse solo 10 giorni al colpo di stato ai danni di Salvador Allende nel settembre 1973, uomo col quale aveva costruito una solida relazione grazie alla collaborazione profonda nel partito comunista. I frutti delle opere di Neruda come uomo, quindi poeta e politico arrivarono proprio con l’elezione di Allende nel 1970 e la nuova speranzosa alba socialista cilena; a coronamento della sua produzione il premio Nobel del 1971.
Nonostante la tragica fine di Allende, del suo governo e la sua immediata scomparsa i sogni di Neruda poeta, uomo e politico rimangono scolpiti in questa opera, adatta a tutti ma soprattutto a chi ha ancora coraggio di sognare e ribellarsi.

di ilcujo

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Postato il Domenica, Luglio 8th, 2007 alle 20:12 in Trip-Recensioni, Numero 6. Segui le risposte con RSS 2.0 feed. Puoi rispondere , o trackback dal tuo sito.

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