Govinda vive - in ricordo di Tiziano Terzani

Tiziano Terzani, per dirla con parole sue, “ha lasciato il suo corpo” il 28 luglio di un anno del 2005. In Italia Terzani è diventato popolare, quasi un ‘icona dei pacifisti’ dopo i fatti dell’11 settembre, quando il Corriere della Sera pubblicò alcuni suoi articoli contrapposti a quelli di Oriana Fallaci. Articoli che furono raccolti in Lettere contro la Guerra, il suo ultimo libro che, nonostante la fama internazionale, dovette tradurre egli stesso in inglese perchè tutte le case anglosassoni si rifiutarono di farlo,timorose di irritare il governo Usa. Ridurre però la figura di Tiziano Terzani ai suoi ultimi anni è ingiusto, perchè lui è stato uno dei più grandi viaggiatori dell’ultimo secolo. E in particolare un viaggiatore del continente asiatico. Giornalista e scrittore si, ma viaggiatore sopra ogni cosa, tanto che era così che voleva essere ricordato sulla sua lapide.

Laureato in legge a Pisa, specializzato in Usa con studi di cinese, capì ben presto che il posto di manager in Olivetti, che occupò un paio d’anni, non faceva per lui. Attratto dall’Asia e spinto dalla moglie Angela, figlia di pittori tedeschi trasferiti a Firenze, intraprese la carriera giornalistica per Der Spiegel, come corrispondente da Singapore. Da allora, vissute in prima linea le guerre in Vietnam e Cambogia, illuso e disilluso dal comunismo, espulso dalla Cina, gaijin in Giappone, immerso nella profonda Russia dei giorni successivi al crollo del Muro di Berlino, Terzani non si è mai fermato.
Sempre in prima linea, a cercare la verità nei fatti. Fino a quando si rese conto che i fatti in parte gliela nascondevano questa verità e, complice il cancro irreversibile che gli venne diagnosticato nel 1995, lasciò la professione per cercarla nella meditazione. Tra i tanti libri che Terzani ci ha lasciato, potrete trovare le testimonianze sul sud est asiatico, oltre in quelli in cui racconta gli orrori della guerra (Pelle di Leopardo e Giai Phong sul Vietnam, oltre a Holocaust in Kamboscha, incredibilmente non ancora tradotto in italiano), in In Asia, una selezione di trent’anni dei migliori reportage per tutto il continente. Molti dei quali tremendamente attuali anche a decenni di distanza.
Il libro però più indicato da leggere per un occidentale che ha intenzione di andare a conoscere il sud est asiatico è Un Indovino mi disse, scritto nel 1994, in cui racconta di quegli straordinari 12 mesi in cui, continuando a girare il mondo per Der Spiegel, lo fece senza mai prendere aerei. Il perchè lo lasciamo a un estratto del libro stesso:
…Attento! Nel 1993 corri un gran rischio di morire. In quell’anno non volare. Non volare mai», m’aveva detto un indovino. Era successo a Hong Kong. Avevo incontrato quel vecchio cinese per caso. Sul momento quelle parole m’avevano ovviamente colpito, ma non me ne ero fatto un gran cruccio. Era la primavera del 1976, e il 1993 pareva ancora lontanissimo. Quella scadenza però non l’avevo dimenticata. 1977… 1987… 1990… 1991. Sedici anni, specie se visti dalla prospettiva del primo giorno, sembrano tanti, ma, come tutti gli anni, tranne quelli dell’adolescenza, passarono velocissimi e presto mi ritrovai alla fine del 1992. Che fare? Prendere sul serio quel vecchio cinese e riorganizzare la mia vita, tenendo conto del suo avvertimento? O far finta di niente e tirare avanti dicendomi: «Al diavolo gli indovini e le loro fandonie»? A quel punto avevo vissuto in Asia, ininterrottamente, per più di un ventennio - prima a Singapore, poi a Hong Kong, Pechino, Tokyo, infine a Bangkok – e pensai che il miglior modo di affrontare quella «profezia» fosse il modo asiatico: non mettercisi contro, ma piegarcisi.
Terzani si arrende all’evidenza che quel modo di sentire e ragionare intriso di mistero, così lontano dalla sua razionalità occidentale, e dallo scetticismo toscano tutto suo, gli è entrato sottopelle. Perchè, e chi è già stato lo sa, un viaggio da quelle parti è, prima ancora che l’immergersi in una natura meravigliosa e l’incontro con una cultura così differente, che tenta di resistere alla modernità occidentale, un viaggio dentro sè stessi.

Per chi vuole approfondire la vita e le opere di Tiziano Terzani, rimandiamo al suo sito ufficiale www.tizianoterzani.com

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Postato il Sabato, Giugno 16th, 2007 alle 10:23 in Trip-Recensioni, Trip-Editoriali, Numero 1. Segui le risposte con RSS 2.0 feed. Puoi rispondere , o trackback dal tuo sito.

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