Cucina- Thailandia
a cura dello Chef Phony Gustavo,
Sawadee!!! La prima cosa che richiamerà la vostra attenzione appena arrivati in Thailandia è che i thailandesi sorridono sempre. La seconda è che mangiano ovunque e a tutte le ore del giorno. E’ così, che voi siate nella trafficatissima Bangkok, nella giungla di Chang Mai, sul paradisiaco lungomare di Ko Phi Phi o a Pattaya, no fermi l’unico motivo per cui possiate essere a Pattaya è calare la patta e alleggerire il portafoglio, per cui vergognatevi, perchè senza sbattervi troppo potreste ottenere cibi di stessa qualità agratis. O, senza sbattervi, a molto meno da altre parti.
Anyway, ovunque e con chiunque voi siate dovrete mettere da parte i concetti occidentali di colazione, pranzo, aperitivo, cena, dieta a zona, pressing e marcatura stretta, perchè qui il motto è: mangio quelli di cui ho voglia, quando ho fame, tanto è tutto gustoso, nutriente e leggero. E, soprattutto se è zuppa, fottutamente piccante. Al piccante però vi abituerete presto: la prima Tom Yam Kung (una delizia di gamberetti aromatizzata con erba cipollina, foglie di lime, piccole cipolle rosse, peperoncini, foglie di coriandolo per finire con una salsa di pesce e succo di limone) forse la manderete giù con l’aiuto di un estintore, ma dopo la seconda comincerete ad esigerla con tanto chili (peperoncini) e presto entrerete nella spirale del wasabi: ogni volta un poco di più alla scoperta dei vostri limiti sensoriali. Avrete come valido alleato nella vostra ricerca interiore il Khao Niao, ovvero lo sticky rice: un riso molle, appiccicoso e leggero che si prende e modella con le mani, e sostituisce in tutto e per tutto il pane.
Il piccante è uno dei segreti per cui la cucina thai risulta saporita e al contempo leggera: l’abbondante uso di aglio e chili rosolati apre i vostri canali ricettivi e facilità la digestione. Inoltre, per tradizione e per risparmiare, i cibi non vengono conservati in frigorifero, ma scaldati in continuazione affinchè non vi si attacchi una di quelle simpatiche bestioline che ogni tanto vi verranno a visitare nel bagno e se siete fortunati pure a letto. E non importa se siete stati così sciocchini da venire con il pacchetto turistico in un cinque stelle, anzichè nella guesthouse che vi offre il bungalow sulla spiaggia a 3 euro a notte e più o meno lo stesso servizio: le bestioline non fanno sconti a nessuno e non si spostano con la Lonely Planet in mano.
Se però avrete il fegato di provarne una arrostita, facilmente reperibile in un quasiasi night market, magari vi comporterete come mai avreste immaginato la volta che la vedrete puntare decisa verso il rubinetto mentre vi lavate i denti o risalire la tazza su cui siete seduti mentre meditate su quanto è stato piacevole e rilassante farsi un autentico thai massage.
Se pensate che non avrete mai il coraggio di assaggiarne una è perchè non vi siete mai scolati la bevanda nazionale: il bucket. Avete presente i secchielli di plastica con paletta con cui i bambini giocano in spiaggia a fare le costruzioni con la sabbia? Ecco il bucket è uno di quei secchielli, che vi viene servito normalmente senza paletta, ma con una bottiglietta di whisky (di default il Mekong whisky, micidiale), o rhum, una red bull, una coca cola o una sprite, cannucce e ghiaccio a volontà, fino a perdere ogni capacità inibitoria. Da consumare in compagnia, preferibilmente sdraiati sui tappetini in spiaggia mentre osservate quelli che fanno i numeri con bastoni e palle di fuoco. Ma attenti a scherzare col fuoco, come a superare le 500 parole in un articolo destinato alla pubblicazione su internet. Motivo per cui siamo costretti a rimandarvi alla prossima puntata per descrivervi le gioie dei frutti thailandesi.
(fine prima parte,nell’intervallo potete alzarvi, andare a fumare, e dire ai vicini di posto: “Carino!”)
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