Porte aperte sull’Africa
04 giugno 2007, Bobo Dioulasso, Burkina Faso
E’ quasi sera mentre percorro in auto il Boulevard dè la Revolution per rientrare verso il centro città. E’ l’ora di punta e il traffico è davvero un inferno. Tra il mercato ai lati della strada, i mezzi scassati di ogni tipo e semafori non funzionanti faccio zig zag tra i motorini sui saliscendi del viale e all’ultima evito anche un vigile che spunta all’improvviso. No grazie, oggi ne ho avuto abbastanza , sgaso e vado via facendogli respirare il bel fumo nero dell’inossidabile Volvo 740.
Superando a destra un vecchio tir che arranca in salita vedo che al confronto i fumi del Volvo sono buoni per le terme. Ci affianchiamo al semaforo, è stracarico di sacchi di cereali e sopra un ammasso di persone che cercano di guardare incuriositi nel mio abitacolo; sulla portiera, come su molti altri mezzi (camion e taxi in particolare) una bella scritta inneggiante ad Allah, protettore sssoluto quindi anche della strada.
Verde e parto mentre loro sono immobili in una nuvola di fumo nero. Scollinato trovo parte della città davanti a me e lasciato dietro l’inquinamento del viale un cielo dai colori di sole e nuvole dipinte dai colori mozzafiato mi dà il colpo di grazia. Non stai sognando…non sei nemmeno a San Francisco…sei in AFRICA.
Cosa pensate se sentite parlare di Africa? Che immagine associate? Un Continente immenso, stupendo per ricchezze, varietà culturale e territoriale e terribile per le sue difficoltà, i suoi problemi, i suoi drammi.
Troppo spesso quando si parla del Continente Nero si mette tutto sotto un unico cappello ma come si fa con un territorio ben più grande e vario di quello europeo?
Forse perché un alone di mistero ancora lo ricopre, o forse perché nasconde differenze abissali a poche ore di aereo da casa. Fatto sta che rimane un Continente ancora sconosciuto purtroppo, sotto tutti i punti di vista.
Ho sentito tanti soprannomi; da “gigantesco campo da tennis” (per via della su terra rossa) a “gigante addormentato” a “supermercato a cielo aperto” visti i disastri ed i saccheggi compiuti dai colonizzatori che ora continuano sotto altre forme, ancora più subdoli e terribili.
Di sicuro è un posto per veri viaggiatori, per quelli con lo spirito forte e saggio che sanno di andare incontro alla propria storia e le proprie radici. Cerchiamo ora di fare un po’ di chiarezza… Per semplicità abbiamo diviso il vasto territorio africano in 4 grosse parti:
Africa Mediterranea: la fascia più vicina a noi, chiusa tra il deserto del Sahara e il Mare Nostrum; prende tutti i paesi da Marocco all’Egitto ed è caratterizzata per un territorio decisamente secco e sabbioso anche se la vicinanza del mare ha consentito lo sviluppo di civiltà floride e ricche di storia e cultura partendo proprio dall’Egitto, ai regni fenici e le successive colonie romane fino alla dominazione araba che ha di fatto marcato la regione. Un mix di storia, cultura, mare e avventura con il deserto che chiede solo di essere provato ed attraversato. Viaggiarci è abbastanza facile ma non sottovalutate il caldo. Tutti i paesi sono sostanzialmente sicuri.
Africa dell’Ovest: comprende una parte di paesi sub-saheliani e le regioni costiere fino alla Nigeria. Una fascia di ambienti molto differenti: oceano, deserto, brousse fino alla foresta tropicale e alle isole di Capo Verde.
Comprende purtroppo alcuni tra i Paesi più poveri e sottosviluppati del mondo, ma anche uno ricchezza culturale incredibile con paesi anglofoni e francofoni. Un gigantesco punto di domanda, un’avventura sociologica ed antropologica stupenda da vivere. I viaggi sono di media difficoltà, fate attenzione sopratutto alle malattie (occhio ai vaccini e alla malaria). Anche qui non sottovalutate il caldo. Alcuni Paesi sono sicuri e stanno sviluppando una discreta industria del turismo (es. Mali, Senegal, Burkina) altri sono in corso di riappacificazione (Costa d’Avorio, Togo e altri) altri sono decisamente instabili (Guinea, Liberia, Sierra Leone) ed è meglio valutare ben bene.
Africa centro-Orientale: comprende i paesi dal Ciad fino al Corno d’Africa arrivando a Tanzania e Rep. Dem. Del Congo. Un territorio vasto, a volte selvaggio, dolce di colline e lussureggiante di palme, foreste pluviale e bananeti, a volte desertico.
Sicuramente ricco, ricchissimo di risorse: rame, nichel, diamanti, coldane e naturalmente petrolio. Per questo conteso in epoca coloniale e tutt’ora teatro di immense atrocità, guerre, crimini, genocidi dove a guadagnarci sono i controllori del ricco mercato global-mondiale e perderci (la vita) milioni di persone.
Circa 3 milioni nel genocidio del Rwanda (’94-’96), 5 milioni nella guerra civile in Congo (’98-’2003) e ancora Sudan, Somalia…dove sarà il prossimo? Molte zone sono decisamente da evitare a causa dei conflitti in corso e dell’instabilità generale anche se alcuni processi in corso (RDC, Rwanda…) aprono uno spiraglio positivo sul futuro.
Kenya e Tanzania sono i più sicuri e sviluppati a livello turistico.
Africa centro-Meridionale: comprende i restanti Paesi, Madagascar compreso. Come per il resto del Continente un paesaggio decisamente vario che va da zone di deserto roccioso a grandi savane e parchi naturali, a macchie di foresta, a splendide coste e alla stupenda isola Madagascar. Abbastanza facile e sicuro da visitare trattandosi di Paesi che hanno intrapreso una buona strada di sviluppo e stabili anche se i contrasti non mancano.
Anche in Africa viaggiare in maniera disorganizzata ed indipendente è possibile.
L’offerta è in crescita costante anno e dopo anno e molti Paesi vogliono fare del turismo un pilastro del loro sviluppo economico. Rimane però un continente ancora indietro in molte cose; spesso travisato e distorto in false immagini che suscitano emozioni a volte pericolose; Usate quindi sempre una buona dose di responsabilità, contribuirete nel modo migliore al suo sviluppo. Venite in Africa, scopritene i mali e al rientro provate il “mal d’Africa”. Sedetevi e riflette, il Mondo è questo. Buona lettura e Buon Viaggio.
Di El Cujo
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