Vagabonding in Sicily parte seconda
Quindi dicevo, prima tappa Palermo. Come descrivere Palermo? Boh, e’ davvero troppo troppo bella e particolare per riuscire a darne una descrizione che le rende giustizia. Di Palermo ricordo molto bene la Pasticceria Massaro in Viale Tukory che consiglio vivamente a tutti: ci sono dei dolci, e non solo dolci, anche focacce e panini, davvero divini! Consigliatissima. La cattedrale e’ qualcosa di straordinario, con le 4 facciate in 4 stili diversi, e quella che ti si presenta davanti, contornata da una bel piazzale con giardino ti fa sembrare di essere in un paese medio-orientale!
Il mercato alimentare e’ anche una di quelle cose da non perdere, non ci sono turisti quindi si respira la Palermo vera. Sembrava di essere ad una festa, tra tutte queste bancarelle di generi alimentari. Lì abbiamo comprato le pesche più buone che abbiamo mai assaggiato! Naturalmente il tutto e’ venduto ad un prezzo economico. Il Palazzo Reale era chiuso, sarà per un’altra volta. Si riparte, devo andare assolutamente a vedere la Riserva Dello Stagnone di Trapani, lo spot di kite surf per eccellenza in Sicilia!
Come arriviamo in zona si capisce subito che siamo in una zona poco battuta dai classici turisti, evviva! Andiamo a visitare le saline, ma ci rifiutiamo per principio, di fare l’escursione all’isola di Mozia, troppo costosa secondo il nostro punto di vista, escursione che costava all’incirca 15 euro senza guida; no no, andiamo piuttosto a vedere i kiter in azione! Lo spot e’ bellissimo, vento intorno ai 18 nodi, e acqua piatta, kiter di tutti livelli, e un sole cocente.
Vedere tutti questi kiter mi fa anche un po’ arrabbiare se penso che non sono ancora riuscita a fare un corso per imparare! Qui sicuramente ritornerò con la mia tavola ai piedi ed il mio kite. Prometto.
Andiamo a Marsala, cittadina molto molto graziosa, facciamo un giretto allo “spaccio” della Florio e compriamo delle bottiglie di liquore, e come i veri turisti non-backpacker facciamo la foto davanti all’insegna! Troppo kitch – si scrive così?. Qui però ci rendiamo conto che non ci sono camping nelle vicinanze allora andiamo a fare una piccola spesa in un supermercato e chiediamo ai ragazzi che ci lavorano se ne conoscono uno. Ok, dovrebbe essercene uno a Lido Marausa. Andiamo a Lido Marausa ma il campeggio non esiste più, allora troviamo un, anzi, l’unico “stabilimento” balneare in non so quanti km di costa, e chiediamo a loro se ne conoscono uno; anche qui siamo in un posto abbandonato, grazie al cielo, dal turismo, infatti siamo nel bel mezzo del nulla: solo, mare, spiaggia, strada polverosa a poche case in lontananza.
I ragazzi dello “stabilimento” ci dicono che possiamo dormire nel loro parcheggio o sulla loro spiaggia al prezzo di 5 euro, e ci danno anche i gettoni della doccia – fredda – e possiamo usare le toilette!!!! Super mega fichissimo! 5 euro in tre, accettiamo immediatamente, piantiamo la tenda e ci cuciamo una bella bistecca di cavallo davanti al mare con il sole che e’ ormai tramontato da un pezzo, e solo la luna a farci compagnia. Questa e’ stata la giornata, e soprattutto la serata, più bella del viaggio! La mattina alle 6 siamo già svegli e andiamo a tuffarci in mare, qui il mare e’ veramente da cartolina come a Capo Passero, con la differenza che qui non c’e’ quasi anima viva; Si riparte ancora, verso San Vito Lo Capo stavolta…molto traffico lungo la strada e nessun panorama degno di nota. Anche qui il mare e’ del colore dei Caraibi, peccato solo per i troppi turisti che affollano il grazioso paesino e la lunga spiaggia! Bello bello ma troppo troppo di massa!
A San Vito Lo Capo ho mangiato il gelato al gelsomino e subito mi sono sentita catapultata in Thailandia. Se dovesse capitarvi assaggiatelo, merita davvero, anche solo per le sensazioni che si provano assaporandolo, ok, basta, smetto di delirare. Trascorriamo tutta la giornata qui a goderci il bel mare.
Il giorno seguente indovinate cosa facciamo? Smontiamo e ripartiamo dopo pranzo, dopo aver fatto l’ultimo bagno in quel mare d’incanto e andiamo a fare un pochino di shopping scontato a Palermo, e ad assaggiare la mitica cassata siciliana, dobbiamo fare in modo di arrivare alla pasticceria Massaro di pomeriggio così da poterla assaggiare. E’ da quando siamo in Sicilia che rincorriamo questo dolce tipico, ma non lo troviamo mai da nessuna parte, tanto che iniziamo a credere che la sua esistenza sia una leggenda! Ed invece no! Esiste eccome e ne mangiamo una porzione a testa con grande soddisfazione dei sensi.
di Brenda Seneci
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