Studiare inglese, ma non solo…

Studying English in UKSe vorrete intraprendere l’entusiasmante carriera di viaggiatori, non potrete fare a meno di studiare (o perfezionare) l’inglese, lingua con la quale è possibile comunicare quasi ad ogni latitudine.
Dopo aver studiato almeno le basi, o a scuola o con uno dei tanti corsi che si tengono ormai in ogni città, il metodo migliore per acquisire in tempi brevi una buona padronanza del linguaggio è uno solo: andare in un paese anglofono. Malta, Gran Bretagna o Irlanda in Europa, oppure oltre oceano. Io anni fa scelsi l’Inghilterra e più precisamente Cambridge, cittadina ad un centinaio di Km da Londra, sede, fra l’altro, della più prestigiosa Università del mondo. E proprio la presenza di oltre 30 facoltà in una cittadina di 120.000 abitanti rende l’atmosfera molto giovanile e vivace, con il centro cittadino e i parchi “invasi” da tantissimi ragazzi, oltre i tanti pub e discoteche.
Importantissimo un consiglio: non andarci mai in luglio e agosto. Mai! In questo periodo infatti la percentuale di italiani presenti sale eccessivamente, e quindi si corre il rischio di parlare troppo spesso la lingua di Dante una volta che la lezione è finita. E anche quando capita di conoscere qualche connazionale, bisogna cercare di starci insieme il meno possibile. Evitarli come la peste, è la regola fondamentale! Se così farete, infatti, vi accorgerete che l’inglese imparato la mattina a scuola costituirà non più del 50% del totale che acquisirete. L’altro 50% sarà imparato parlando con i compagni stranieri, andando a far la spesa, al bar, al cinema, in discoteca, etc. Per lo stesso motivo è preferibile andare da soli a studiare all’estero, senza portarsi dietro amici, parenti o fidanzati/e.
Alla fine vi stupirete di quanto, anche in sole 2 settimane (meglio almeno 4) avrete imparato.

Tutto qui? No, c’è molto altro in una vacanza-studio del genere.

C’è il fatto che in Inghilterra vanno a studiare l’inglese persone da tutto il mondo, con le quali scoprirete la magia del poter comunicare grazie ad una lingua comune.
Io dormivo presso una famiglia inglese con un ragazzo turco in camera, nella stanza a fianco dormivano una ragazza colombiana e una polacca, nell’altra ancora una brasiliana e una russa, in classe c’erano ragazzi messicani, sud-coreani, portoghesi, svedesi, giapponesi, africani, arabi, etc. Veramente ogni parte del mondo (esclusi Usa, Australia e tutti i paesi di lingua inglese). Ci si conosceva prima in classe, poi nella pausa caffè e pranzo, il pomeriggio in giro in bici e la notte nei locali.
E un po’ mi stupivo quando sentivo Queca del Cile che mi parlava del suo ufficio dove lavorava, e poco dopo Mubarak del Sudan che mi descriveva i suoi progetti di lavoro futuri, poi Carin che mi parlava del suo lavoro di infermiera in Svezia e Khaled del Kuwait che rimaneva estasiato nel vedere ragazze vestite in t-shirt e pantaloncini, Edith di Hong Kong che si era lasciata da poco con il suo ragazzo e l’indonesiano Adhitya che cantava a memoria una canzone Pop britannica. Grazie all’inglese ora era possibile comunicare con tutti, prima era impossibile.In UK puoi incontrare persone di tutto il mondo….Pietro compreso!!
E ciò di più bello che ho portato a casa dalla mia vacanza-studio è stato proprio questo: lo scoprire che dietro alle differenze di aspetto, comportamento, lingua, colore di pelle, tradizioni, religione, etc., tutti i giovani del mondo avevano gli stessi problemi e gli stessi  sogni, gli stessi piaceri e gli stessi fastidi.
Dopo quel viaggio-studio è seguita una fitta corrispondenza con una trentina di amici di ogni parte del mondo, che poi negli anni si è via via sfoltita ma che è stata anche coronata da 3 incontri reali in un successivo viaggio. E a fine di quest’anno, cioè ben 10 anni dopo “Cambridge 96”, ci sarà un altro incontro, in Brasile.
Grazie all’inglese!

Pietro Messa

www.travelbaila.it

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Postato il Mercoledì, Febbraio 28th, 2007 alle 12:14 in Trip-Speak, Numero 3. Segui le risposte con RSS 2.0 feed. Puoi rispondere , o trackback dal tuo sito.

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