Berlino, 9 luglio 2006
La parola “Berlino” evoca sicuramente nella mente di ognuno di noi molti momenti storici che sembrano cosi lontani,ma in realtà non lo sono per niente; Berlino è stata prima il centro strategico della seconda guerra mondiale e poi, dopo essere stata devastata dai bombardamenti e distruzione, è stata il centro della guerra fredda; una città divisa da un freddo e gelido muro che divideva due culture diametralmente opposte e che nello stesso tempo divideva il mondo intero.
Ebbene il 9 luglio questa grande metropoli per la prima volta nella sua storia è stata simbolo di unione invece di divisone ed è stata la dimostrazione di come lo sport può davvero rompere qualsiasi barriera reale o immaginaria che sia e , credete a me, in un periodo in cui guerra e terrorismo sembra che prendano il sopravvento, fa davvero piacere vedere come persone di diversa razza, religione e paese siano state insieme a prescindere da tutto; diciamo anche che era un segnale di cui avevamo davvero bisogno.
Quel 9 luglio a Berlino comincia molto presto, già dalle prime ore dell’alba bandiere di ogni nazione invadono la città, persone da ogni parte del mondo stanno insieme in perfetta armonia e sintonia per molti di loro è il piu bel giorno della loro vita.
Io, sicuramente non posso non spendere due parole sulle squadre di calcio che hanno disputato quella finale. Sono italiano anche io e nell’82 non ero ancora nato quindi è stata per me la prima volta che ho visto la Nazionale vincere una trofeo cosi importante.
Ad essere sincero non ho mai amato molto il calcio, ho sempre preferito altri sport, ma quel giorno sono stato particolarmente contento di essere li; vi sembrerà strano, anche se l’Italia avesse perso per me non sarebbe cambiato niente perché non mi sono mai sentito un cittadino del mondo piu di quanto mi ci sia sento quella notte che passai a urlare e festeggiare in giro per una delle piu belle città d’Europa, trascorrendo, tra l’altro, uno delle giornate piu belle della mia vita.
Berlino è una delle “Capitali d’Europa” per il suo fascino culturale sicuramente, ma anche per il grandissimo patrimonio paesaggistico: la città è piena di parchi e di verde ed è attraversata dal fiume Berlin, ha uno stile architettonico che è un mix tra antico e moderno. La porta di Brandeburgo, che è stata la porta del “Footbal Fan Fest” per tutta la durata della manifestazione iridata, è vecchia di 700 anni ed è persino rimasta in piedi dopo i bombardamenti della guerra mondiale e, durante la guerra fredda, era il teatro delle fucilazioni di coloro i quali cercavano di passare ad ovest e dei traditori del regime.
Berlino, come detto è piena di parchi, in particolar modo vorrei citare il “Neu Loier Park” , nuovo lago, che è appunto una giungla di natura e verde sulle rive di questo lago che costeggia una parte della “17th June StraSSe” la via che taglia Berlino in due parti uguali.
La capitale tedesca ha molti punti monumentali e storici di vario interesse tra le altre cose ricordiamo i vari palazzi, i ponti e le varie chiese costruite nei piu svariati stili medioevali e non, dal romanico al barocco; alcuni palazzi che meritano di essere visti sono la Cancelleria, il Parlamento ed il Centro Congressi tutte splendide opere di Architettura.
La zona più moderna della città è senz’altro Potsdamer Plaza; in passato questa zona era la cosiddetta “zona di confine” che demarcava il limite tra est ed ovest e che era palcoscenico dei continui tentativi di fuga; dopo la caduta del muro questa zona, diventata terreno edificabile, è stata ricostutirta con moderni grattaceli immensi centri commerciali e piazza in stile moderno con fontane ornamentali, oltre a molte multinazionali americane ci sono molte sedi diplomatiche.
Tornando alla finale, possiamo dire che le oltre 200,000 persone davanti alla porta di Branderburgo quella sera, hanno reso il mondo una cosa sola; nessuno si è odiato quella sera e tutti si sono dimenticati delle guerre, del terrorismo e di tutte le cose disumane che succedono nel mondo ed hanno dimostrato come una città che un tempo divideva il pianeta possa unirlo e di come una porta, teatro di morte e distruzione in passato, grazie allo sport sia diventata un luogo di unione e passione grazie allo sport.
Sono sicuro che i figli di questa generazione ricorderanno adesso anche un lato chiaro di questa città e della “Bradebourh Door”, quando il mondo si è unito di fronte alla passione sportiva…

…ARRIVEDERCI ALLE OLIMPIADI DI PECHINO NEL 2008…
carmine
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