Annot, un angolo dimenticato
Una mattina ci svegliamo e decidiamo che e’ giunta l’ora di andare a praticare il nostro sport preferito, il freeclimbing, in una zona della Francia molto poco conosciuta al turismo di massa..anzi..oserei dire del tutto sconosciuta, ma non ai climber, che però spesso scoraggiati dalla molta strada da percorrere, preferiscono rifugiarsi altrove. Noi no! Prepariamo la nostra attrezzatura da arrampicata e da campeggio, e approfittando di 4 giorni liberi partiamo con destinazione Annot.
Giunti a Nizza prendiamo la deviazione per Digne e risaliamo la valle del fiume Var per circa 90 km attraversando in auto un canyon fantastico: lunghe pareti di gres levigato dall’acqua e dal vento si snodano davanti a noi e ci accompagnano fino alla nostra meta.
Annot, un paesino di poche centinaia di anime, situato ai piedi della Valle del Verdòn, nelle Alpi dell’alta Provenza. Il paese si presenta ai nostri occhi come un piccolo paesino abbandonato nel dopoguerra, e dotato di un fascino decadente del tutto particolare. Ad Annot c’e’ anche la ferrovia ed una stazione, una stazione fantasma. Si parla di un trenino, che da Nizza accompagna i pochi viaggiatori che decidono di avventurarsi quassù, ma noi durante le nostre numerose permanenze non l’abbiamo mai visto tanto che e’ possibile passeggiare fra i binari mentre ci si reca ad arrampicare; si inizia quindi a pensare ad una leggenda metropolitana al quanto nostalgica, che vuol far sembrare questo affascinante borgo, un luogo come si suol dire “dietro l’angolo”, quando invece non lo è affatto.
Giunti in paese, lo attraversiamo e lo superiamo proseguendo per qualche centinaio di metri su questa strada, finche’ non raggiungiamo l’unico campeggio della zona. I proprietari, Cyril e Lydia, sono delle persone molto cordiali.
Il loro campeggio e’ davvero grazioso, piccolo, ben tenuto e dotato di tutte le comodità del caso: si trovano anche barbecue, lavatrice e ferro da stiro, un piccolo ristorantino aperto solo per cena, e una stanza comune calda ed accogliente con una libreria un po’ troppo monotematica: Annot, Il Gres di Annot, Vie di Arrampicata nel Verdon e cose del genere…insomma chi non arrampica non può usufruire dei libri diciamo!
Le tariffe sono davvero a prova di backpacker: per una tenda, un’auto e due persone si spendono 5 euro a testa, molto poco considerando che in Europa dove si spende poco si spende almeno il doppio solitamente. Non male anche se lo si paragona agli unici 3 alberghetti del paese che per il solo pernottamento chiedono 37 euro circa, e non che siano lussuosi..anzi..
Annot, un angolo dimenticato, dimenticato si dal turismo, ma non dalla nostra beneamata moneta: infatti qui pranzare e cenare nei pochi ristoranti che ci sono, non e’ proprio conveniente, almeno per un backpacker che si rispetti. Si spendono almeno 25 euro a coppia. Molto meglio quindi andare nell’unico supermercato, fare la spesa e prepararsi i propri piatti da sé. Naturalmente però non si può non assaggiare la baguette del fornaio del paese, la fougasse cipolla olive e acciughe che una donna vende in piazza ogni mattina e che amorevolmente taglia e confeziona in graziose scatole di cartone, che sembrano uscite da una boulangerie del 1800. Passeggiando sulla via principale si possono scorgere i numerosi bar del paese affollati di anziani con il baffetto ed il cappello che giocano a carte a qualsiasi ora del giorno. Di numeroso ad Annot in effetti ci sono solo i bar, forse proprio per tener compagnia in qualche modo ai numerosi uomini in pensione che vivono qui. Ma attenzione…mai entrare in un bar a fare colazione, rischiereste di pagare un cappuccino € 2,50!
Le serate trascorrono tranquille qui, al massimo una birra, che costa per fortuna quanto in Italia, e con questo non voglio dire che sia poco; oppure a sorseggiare un tè caldo in compagnia di un buon libro nella stanza comune del camping e a chiacchierare con gli altri ospiti.
Di giorno invece e’ un divertimento assoluto. Un continuo salire e scendere sui numerosi blocchi di gres, in gergo “boulder” che in inglese significa “macigno”. Di boulder ce n’è pieni i boschi circostanti, oltre alle vie attrezzate per l’arrampicata sportiva.
Un paradiso per i climber, ma anche per chi ama semplicemente passeggiare in montagna; c’e’ anche la possibilità di praticare rafting e canyoning oltre a lunghe passeggiate in bicicletta se solo lo si desidera.
Annot non e’ certamente una destinazione consigliata a chi cerca divertimento, ma per chi cerca un angolo di Francia ormai quasi scomparso, lontano dal turismo, per potersi rilassare, per poter trascorrere le ore a parlare amabilmente con la gente del luogo, per poter arrampicare come solo ad Annot si può fare, è senz’altro un posto unico…e io già non vedo l’ora di poterci tornare.
Brenda Seneci
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