A giro per Girona

Ormai è chiaro anche all’ex ministro per l’innovazione Stanca (un nome che ispira aspirazione al progresso, nevvero?), che sugli e-book di storia si studierà che, altro che Maastricht, a fare l’Europa unita (prima che tutto il blocco venisse ridenominato “sud ovest cinese”) grande merito dobbiamo alla Ryanair. E’ grazie alla pioniera delle compagnie low cost che la gente ha cominciato a spostarsi in massa, che le frontiere sono state abbattute, e tante perle nascoste sono finite sulla mappa d’Europa. Pensiamo per esempio a Pescara, che è talmente entrata nel cuore dei ragazzotti di oltremanica, che ormai non c’è stadio in cui non si levi altisonante il coretto rivolto al giocatore X (poniamo Rooney o Terry per esempio): “Rooney, Terry, come in Pescara with us, we miss the verme”.
Però in questo numero non ci occuperemo della ridente località abruzzese, bensi di un posto che grazie alla Ryanair è diventato addirittura un hub: l’intrigante Girona. Incastonata tra la Costa Brava e i Pirenei, a 11 euro di bus da Barcelona (pari quindi al costo del biglietto aereo), Girona merita un giretto per diversi motivi. Intanto è piacevole avere una minima di 18 gradi al 20 di ottobre in un posto piccolo abbastanza per essere girato comodamente a piedi, ma grande per passarci almeno una giornata intera senza potersi annoiare.

A giro per Girona

Ma cosa rende Girona (“gherona” se volete fare i brillanti e pronunciarla in catalano) davvero meritevole di andare a giro? Il suo centro storico medioevale, detto casco antiguo in cui sono visibili le tracce di diverse epoche storiche. Strade strette, vicoli misteriosi, case in pietra, tra cui si staglia maestosa e - all’imbrunire - spettrale la gotica Cattedrale. Passeggiare per il casco antiguo è un’esperienza mistica in cui ti rendi conto che il negozio di cose buone dal mondo con i prezzi in sterline di fronte al municipio picchettato da operai, la taverna basca di tapas, il negozio d’alta moda accanto a quello di prodotti new age, l’incravattato a fianco del punkabbestia, il turista un po’ volgare e lo studente d’arte sono tutto parte della stessa magica totalità. E se per voi una visità a una città non è completa senza essere stati in un Museo, andate in quello del Cinema, piccolino quanto carino.
E poi Girona non è solo un hub aeroportuale, ma anche un hub per andare alla scoperta della Catalunya. Verso est, quasi al confine francese, siete a solo mezzora di treno da Figueres. Un posto che a dispetto del nome non possiamo considerare una tappa particolare, eccezion fatta per la casa museo di Salvator Dalì (ingresso 10€, gratis per i giornalisti), che invece è qualcosa di assolutamente chulo.
Chulo è una parola spagnola che vuol dire “figo”.
Attenzione però che se dite di volervi fare una chuleta, allora non esprimerete nient’altro che il desiderio di una bella bistecca. La strategica posizione di Girona fa si che sullla stessa linea ferroviaria, ma in direzione ovest, siate a un’ora dalla rambla e dalla rumba di Barcelona. Sempre in massimo mezzora a Nord avete i Pirenei, a sud le spiagge della Costa Brava.
E poi alla Ryanair hanno pensato davvero a tutto: sicuri che vi farete conquistare dall’irresistibile movida, vi hanno piazzato il volo di ritorno per Milano Bergamo alle 6.40. Così dopo la vostra noche brava in Costa Brava potete dirigervi diretti in aeroporto e arriverete a Bergamo alle 8 in punto. In perfetto orario per rituffarvi con tutto il vostro entusiasmo nella tangenziale allo zenith del suo amorevole via vai.

claudio

 

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Postato il Mercoledì, Febbraio 28th, 2007 alle 12:28 in Trip-Europa, Trip-Spagna, Numero 3. Segui le risposte con RSS 2.0 feed. Puoi rispondere , o trackback dal tuo sito.

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