Una domenica che non dimenico

SABATO: Nonostante sono due giorni che mi tormenta un fastidiosissimo mal di gola, la sera esco lo stesso. Prima a cena con Brendon, un neozelandese conosciuto qui: una fondue eccellente e abbondante, bagnata da due bicchieri di buon cabernet locale. (5euro con la mancia). Poi alla festa salsa con Margot, la sua insegnante di spagnolo, e figlia (!). Provo un ottimo “Evo Morales”, cocktail a base di foglie di Coca.

DOMENICA: Sveglia presto per andare al mercato di Tarabuco, il più grande della Bolivia. Il Mercato non è in realtá tanto grande, ma finalmente prendo coscienza di quelli che sono i prezzi locali dell’artigiano locale, soprattutto dei pregiatissimi maglioni di Alpaca. Consumando due pacchetti di fazzolettini e un rotolo di carta igienica per il naso che mi cola (è il classico decorso delle mie faringiti), mi trasformo in una donzella nel giorno dello stipendio ed entro in uno stato di transhoppingcompulsivo.

Soddisfatto e stremato arrivo in albergo verso le 15.00, il tempo di svaccarmi sul letto qualche minuto, fare il mio veloce lavoro domenicale e mentre mando la mail dall’internet point dell’hostal, comincio a non sentire letteralmente piu le braccia e le gambe.
“Devo andare all’ospedale d’urgenza”
dico con insospettabile lucidità al vecchio padrone che mi risponde pacifico
“una cuadra a basso e poi una a destra”,
senza preoccuparsi che forse non ci arrivo camminando.
Per fortuna ci arrivo.

Visita alla guardia medica.
“Hai la pressione molto bassa (60-80), 38 di febbre, sei completamente disidratato, in piu qualcosa che hai mangiato o bevuto al mercato ti ha fatto male. Devi andare alla farmacia, una cuadra por abajo a prendere questo questo e questo che ti faccio una flebo.

Cioè, devo andarci da solo????
Si.
Ce la faccio.
Mi faccio (mi fanno) la flebo di vitamine e proteine (che a memoria è la prima della mia vita e questo mi fa riflettere in che condizioni si riducono i cilisti per averne bisogno sempre a fine gara).
Visto che ci siamo, mi fanno pure un’iniezione per abbassare la febbre e finalmente dopo ondate di brividi gelidi e una dormita, verso le otto di sera sono pronto per essere dimesso e tornare in ostello.
Poco più di 9euro (15 bolivianos per la consulenza medica, 10 per l’uso del letto, 68 per l’ambaradan di medicinali, compresigli antibiotici che sto continuando a prendere e che finalmente oggi mi hanno fatto dire a chi me lo ha chiesto: sto bene, grazie) per rimettermi in sesto, alla fine la sanitá boliviana non è nemmeno tanto male.
Della gente invece non posso dire altrettanto, ma di questo parleró in un’altra occasione.

Solo due annotazioni veloci nella mia ultima sera a Sucre, visto che domani alle 11 ho il volo per La Paz:

1) In questi giorni di convalescenza ho preso 10 ore di lezioni private di portoghese (al costo complessivo di 37 euro): Eu falo agora, sou listo pou Brasil

2) Tra due giorni inaugurano il Museo di Orck, nel più grande sito di impronte di dinosauri al Mondo, a 5km dal centro di Sucre. La nostra guida, un personaggio leggendario, ci ha detto che non sará più possibile vedere le impronte di dinosauri da distanza ravvicinata come abbiamo fatto noi.
Ce l’ho fatta per un soffio.

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Postato il Giovedì, Agosto 24th, 2006 alle 10:53 in Trip-Diari, Trip-Sud-America, Trip-Bolivia. Segui le risposte con RSS 2.0 feed. Puoi rispondere , o trackback dal tuo sito.

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