Slang Sudamericano
La rubrica di consigli sullo slang sudamericano non andrà in stampa su questo numero a causa dell’estrema vastità del soggetto in questione (da Maracaibo a Ushuaia passiamo più di 10 paesi, signori! E quanti slang sono? E se me ne dimentico uno? Non le sentite mica voi sulla pelle le trip-frustate del trip-diretur!), delle troppe lingue parlate in sud America e di dubbi improvvisi del trip-redattore (ma in Suriname si parla l’olandese?
E in Guyana il francese? Ma soprattutto, perché nessuno si caga mai questi 2 paesi?!?), a causa dell’estrema cattiveria dei trip-redattori miei colleghi IN LOCO che non mi han dato nemmeno un suggerimento (ahia! Las bolas en la cara no… que dolor de puta pena!) e dei miei appelli andati a vuoto sul forum (il mio post-richiesta di estremo aiuto langue ancora senza alcuna risposta, malditos!!). Quindi vi parlerò di come si cucina il pollo in fricassea sul lago Titicaca, visto che los suramericanos se cagan del fatto che i nostri amici gallinacei abbiano il raffreddore!
BROMA!! Però que sì, me voy a escribir – trato! - de como se habla en este continente!!
Empezamos? VAMOS!
Comincerò da una figura barbina che mi feci con un paio di colombiani: dovevamo prendere un pullman e allora io, sicuro (??) del mio spagnolo studiato e sputato, dissi “Cogemos ese autobus?” E loro giù a ridere…
Sì, perché grammaticalmente parlando sarebbe giusto così (COGER el bus, TOMAR la manzana) ma si sa, questi sudamericani sempre dietro a fare rivoluzioni… linguistiche usano tomar (= prendere) per qualsiasi cosa, dalla mela al pullman!
Mentre coger (=sempre prendere)… diciamo che non mi ci vedevano a far evoluzioni erotico/sessuali con un mezzo di più di 3 tonnellate! E senza neppure sapere di che sesso era. Perché, cari miei chicos y chicas, se usate il termine coger in qualsiasi parte del sud America, questo significherà più o meno il nostro “invitare la signorina a casa dopo aver spes centinaia di pesos in cene fiori e cioccolatini sperando che poi succeda qualcosa da raccontare al pueblo, en la posada, davanti a diverse cervezitas” (le chicas adattino il tutto al femminile, sono le 23:30 e entro domani devo consegnare questo articolo al trip-diretur in pectore se no mi merito la punizione che ho scritto poche righe sopra!).
Ah, e il simpatico autobus ve lo chiameranno in maniere differenti: in colombia si chiamerà “colectivo” mentre in Argentina “omnibus” (tratto dai fumetti di Mafalda in lingua, grossa miniera di suggerimenti!).
Dalle altre parti non so, verificatelo e scrivetemelo poi all’indirizzo comesichiamaunpullmaninsudamerica@tripluca.com
Altra incomprensione provata sulla mia pelle? Chiuso… (diciamo) un accordo con un’uruguayana, lei mi disse “Barbaro”! Ora, darmi del barbaro senza aver provato l’effetto del verbo di cui sopra mi sembrava prematuro! E poi se non era per il nostro
Garibaldi, col cavolo che voi uruguayani vi sareste conquistati l’indipendenza! Quindi al massimo dammi del liberatore, non del barbaro!
L’incomprensione mi causò un po’ di facce strane lì per lì, ma quando scoprii che usano il suddetto termine per dirti “ok, va bene” allora mi rilassai e tornai a sperimentare la valenza del mio slang sudamericano sempre grazie al verbo di cui sopra! Occhio infine ad argentini ed uruguayani - che è una parola difficilissima quindi d’ora in poi non la scriverò più se no mi si annodano le dita sulla tastiera - dicevo, occhio
che QUEI 2 POPOLI quando incontrano una parola che contiene una doppia LL (che so, llegar), non la dicono alla spagnola (=gl, come aglio) ma alla moda loro (zg, come… azgio, appunto!). Ed infine, mica vi daranno del tu, o almeno non diranno mai TU (pronome
personale, TU vas) bensì VOS che significa tu ma ti dà un’aria più rispettosa (quindi VOS vas… ma non potevo usare un altro verbo??). E il brasiliano? E l’olandese parlato in Suriname?! E il creolo?! E la ricetta del pollo in fricassea peruviano? Ok, mi merito
una trip-frustata… ma voi non perdetevi d’animo e scrivete le vostre esperienze di slang sudamericano sul forum, così anche il qui presente ne saprà un poquito de mas! Sin mas por el momento, les envio mis mas cordiales saludos… no, ese lo escribo al trabajo, m§£#$a!! Eso es, tios y tias, hasta luego y suerte (= mucha mierda) a todos para vuestro viaje en sur america! Ciao… ma non era la rubrica di slang sudamericano questa? Ho capito, ma “ciao” lo usano anche lì!! Aloha!
Di Oztupac
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