Avventura Latino Americana

DIARI DEL BUS, LA PRIMA TAPPA DI TRAIEZ E’ DEDICATA AL FAVOLOSO
CONTINENTE SUDAMERICANO, UN’ EPICA CORSA TRA LE MERAVIGLIE
MENO CONOSCIUTE DI PERU’, BOLIVIA, CILE ARGENTINA E BRASILE.

Foche argentine Quando pensavo al sud America (prima di venirci), le prime immagini che mi venivano in mente erano Machu Picchu e Rio De Janeiro, con la sua celeberrima spiaggia di Copacabana; fortunatamente poi ho scoperto che in realtá c’é molto di piú! Il “mio” sud America ha il sapore dolce di un sogno realizzato, é infatti la prima maxitappa del mio giro del mondo. Il “mio” sud America é Peru, Bolivia, Cile, Argentina e Brasile: in
cinque mesi e tanti chilometri in pullman.
Il Peru é il Paese in cui sono atterrato in questo mondo affascinante e che quindi mi
ha immediatamente fatto dimenticare le comoditá di casa.
Il Peru é un Paese che puó offrire molto sia culturalmente che paesaggisticamente; la sua storia si basa principalmente sugli Inca e successivamente sulla colonizzazione spagnola, fino alla liberazione grazie alle lotte di indipendenza che hanno attraversato tutte le ex colonie spagnole.
Culturalmente é ricco di siti archeologici (alcuni ricostruiti) e musei sul periodo incaico e preincaico, mentre paesaggisticamente si puó passare dal mare (meglio la costa Nord) alla montagna (Huaraz é un vero paradiso per gli amanti dell’alpinismo), e infine la foresta a nord.
La parte sicuramente piú bella e conosciuta di questo Paese é il sud nel quale si incontrano Machu-Picchu (che tradotto dal Quechua significa montagna vecchia, da Machu=vecchio   Picchu=montagna), Cusco (o Qosqo), Arequipa la cittá bianca e il Colca Canyon, con i suoi condor.
Il ghiacciaio Perito Moreno I Peruviani sono gente calda e amichevole, a volte anche troppo calda, ma con uno stile di vita che ti puó letteralmente far impazzire se non lo prendi simpaticamente. Informali in tutto, dalle cose frivole a quelle  piú serie.
Puó capitarti cosí di rimanere fermo due ore nel bel mezzo delle Ande perché si é perso il perno del motore, ma l’autista e il suo aiutante Panchito, veri eredi del miglior Mc Giver, aggiustano il tutto con una sbarra di ferro posta sul pavimento del bus, e una corda con la quale legano il motore alla sbarra per evitare di perderlo in giro.
Si puó così proseguire il viaggio con due ore di ritardo ma senza che nessuno si lamenti, anzi apprezzando il pregevole lavoro svolto dai due.
Ti puó anche capitare di aspettare tre ore un bus al suono di “ya viene 5 minutos”, mentendoti deliberatamente, ogni volta che domandi che diavolo di fine ha fatto l’autobus che devi prendere. Dal Peru alla Bolivia attraversando il confine su un tricitaxi, per la modica cifra di 5 soles, sotto una leggera pioggerellina e con il tuo pedalatore che a momenti muore nell’affrontare la salita che porta alla frontiera.
La Bolivia mi ha sorpreso, con la sua gente cosí umile ma comunque amichevole, che sembra quasi intimorita nel rivolgere la parola ad un turista. Bolivia, terra di posti incantati come il Salar de Uyuni e le sue lagune dai mille colori, il suo deserto, un albero di pietra disegnato dal vento e dal tempo e i suoi Geyser.
Ma anche le missioni gesuite dalle parti di Santa Cruz non sono da perdere, con i paesini che sembrano fermi nel tempo, con le strade sterrate e lo stile di vita lento, forse condizionato dal gran caldo che si sente di giorno. Poi Sucre, l’antica capitale, Potosí, la cittá piú alta del mondo con i suoi 4100 metri e La Paz, dalla strana conformazione dovuta al fatto che é adagiata in una conca.
Non si possono certo dimenticare il Lago Titicaca, con le sue splendide isole e neanche la Death Road, unica strada che congiunge La Paz con la giungla e nella quale capita che camion o bus finiscano giú per la scarpata, che io ho percorso in bici scoprendo bellissimi panorami.
Dalla Bolivia via verso il Cile, arrivando a S. Pedro de Atacama. Saró onesto e vi diró che il nord del Cile non mi ha particolarmente colpito con le sue cittá cosí grandi e con i suoi tentativi di scimmiottare gli States; neanche Santiago mi ha impressionato ma in questo caso salverei il barrio Bellavista, con la favolosa casa di Neruda e le vigne nelle quali si puó assaggiare il favoloso vino cileno. Sono rimasto invece incantato da Valparaiso, con i suoi ascensori, le colline (dichiarate dall’Unesco patrimonio dell’umanitá) e la favolosa vita notturna. Il sud del Cile é sicuramente piú interessante per quanto riguarda i paesaggi, la regione dei laghi, Chiloé con le sue costruzioni in legno e le sue isole verdissime, e la patagonia cilena dove spicca Torre Del Paine, altro paradiso per gli amanti della montagna  I cileni sono gente simpatica, divertente e piena di vita… strano peró che le ultime elezioni siano state vinte da una donna considerando che il Paese é assolutamente Machista!
Dalla Patagonia cilena sono passato a quella Argentina arrivando a Bariloche, paesino molto turistico ma che offre paesaggi favolosi (imperdibile la vista dal Cerro Campanario). Ushuaia é una cittadina senza infamia e senza lode che ha il pregio di essere la cittá piú al sud del mondo, ma alla fine quale migliore posto per festeggiare capodanno in questo viaggio? Da Ushuaia si passa a El Calafate, punto di partenza per raggiungere il Perito Moreno, uno dei ghiacciai piú grandi del mondo e l’unico che non é in fase di ritiro. Da qui rotta verso Nord con un bel viaggetto in bus di due giorni  giusto per essere fedele al titolo dell’articolo, arrivando a Cordoba, una bella cittá che come tutte le cittá universitarie in tempo accademico é anche molto divertente. Io peró ci sono passato in pieno tempo di vacanze! Peró Cordoba vi sorprenderá anche per la bellezza delle sue donne, ma se non sará cosí vorrá dire che io avevo gli ormoni in sbattimento.
Ushuaia Piccolo accenno al capitolo donne. Per me le argentine sono le piú belle sudamericane tra i paesi che ho visto, lo so che le brasiliane sono il sogno di ogni italiano ma se proprio ve lo devo dire io preferisco le argentine.
Prima di andare ancora piú a Nord, dalle parti di Salta, mi sono fermato a Mendoza  molto nota per le sue vigne e che si rivela anche una cittá carina. Da Mendoza non fate l’errore di saltare direttamente a Salta (ok battuta pessima), per caritá bellissima cittá e con una divertente vita notturna, ma non potete perdervi i pesini che da Tucuman vi portano a Salta la linda.
In realtá dovete volerci andare perché la rotta comune e piú veloce non vi ci porta, ma Cafayate é imperdibile con la sua quebrada (una specie di canyon) colorata e il suo vino bianco di cui sono stato vittima in un aperitivo molto lungo in compagnia dell’amico Marco e di tre svizzeri che ci hanno preso mentre facevamo l’autostop per tornare dalla quebrada. Prima di arrivare finalmente a Salta (e che fretta avete?) passate da Cachi; ci arrivate grazie a una strada che attraversa un parco nazionale e che vi regala altre viste meravigliose, e godetevi la sua piazza (nella quale gli abitanti del luogo pazzeggiano, e che  saranno ben disposti a dividere una cerveza con voi), e i vari mirador che sono appena fuori dalla cittá e dai quali avrete una splendida visuale. Una volta passati da Salta (finalmente!) continuate verso Nord in direzione della Bolivia, dove incontrerete Purmamarca e il suo favoloso Cerro dei 7 colori, e subito dopo la favolosa e coloratissima quebrada di Humahuaca. Ultimo spot argentino (quindi da lí si passa in Brasile), sono le favolose Cataratas de Iguazú, che potrete ammirare sia dal lato argentino (migliore) che da quello brasiliano (ottima vista d’insieme).
Una volta entrato in Brasile, la prima tappa é il Pantanal con i suoi colori, le lagune, la foresta, gli animali… e i mosquitos che hanno banchettato con le mie gambe! Da qui un assaggio della famosa vita notturna di Saõ Paulo, e quindi via verso Nord volando (unico strappo alla mia promessa di andare in bus) arrivando a Jericoacoara, la spiaggia piú bella del Brasile (e qualcuno dice anche del mondo) con le sue dune e i suoi tramonti mozzafiato  ma anche divertente con le sue notti che non finiscono mai.
Si prosegue verso sud con uno stop a Pipa (altro posto di spiagge e nottate di perdizione), per arrivare a Olinda, capitale culturale del Brasile e sede di uno dei carnevali piú belli del mondo (qui dicono il piú bello).
Io, che vi scrivo da Olinda, ho assaggiato un po’ l’aria del carnevale in una domenica precarnevalesca grazie alla sfilata dei carri con musica (rigorosamente dal vivo) e gente che balla per le strade, tra fiumi di birra e altre bevande. Per ora il mio viaggio si ferma qui ma le prossime tappe saranno lo stato di Minas Gerais, Salvador per carnevale e infine Rio de Janeiro. So che starete pensando che mi sono dimenticato di parlare di Buenos Aires, o che sono un pazzo se non ci sono andato pur trascorrendo
un mese in Argentina, ma la realtá é che ci devo ancora andare; da lí infatti partirá il mio aereo per la Nuova Zelanda e da lí saluteró il “mio” sud America con le sue feste, i suoi colori, i baracchini per mangiare per strada, la sua ricchezza, la sua povertà, la sua meravigliosa gente.
Di Ermanno Traietta (Traietz)

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Postato il Martedì, Maggio 2nd, 2006 alle 18:53 in Numero 2, Trip-America, Trip-Sud-America. Segui le risposte con RSS 2.0 feed. Puoi rispondere , o trackback dal tuo sito.

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