L’ultima spiaggia (the Beach) di Alex Garland
Chi non ha mai desiderato scappare in una qualche isoletta tropicale, lontano del mondo cosidetto “civilizzato”, alzi la mano.
Vedo poche mani….in effetti è uno di quei sogni che ogni persona prima o poi desidera.
Il libro di Garland è proprio questo, la storia di Richard, in vacanza a Bangkok, che nell’albergo in cui si trova, viene svegliato di notte dal vicino di stanza ubriaco che gli parla di una misteriosa spiaggia. Richard trova, il giorno, dopo una mappa attaccata alla porta della stanza.
Insieme a una coppia di turisti francesi, scoprirà l’isola vietata al turismo di massa e abitata da una comunità sui generis, che si è data proprie regole di vita.
Ma anche qui, in un luogo perfetto il “male” è dietro l’angolo.
Questo libro, diventato in breve tempo un cult per tutti i viaggiatori non tradizionali (backpackers, vagabonders, viaggiatori disorganizzati) offre molti spunti di identificazione e riflessione - oltre a una vicenda trascinante e coinvolgente nella sua fresca ma già sapiente esplorazione del classico tema del “paradiso perduto”.
La morale e l’istinto, l’individualità e la vita sociale, la costruzione del consenso e la ribellione - il simbolo della spiaggia è uno specchio in cui vedere riflesse tante contraddizioni della storia e della nostra vita caotica in bilico tra accettazione e rifiuto delle tappe obbligate attraverso cui troviamo la nostra identità.
Uno dei punti forti dell’autore è l’assoluta mancanza di giudizi, lui narra la storia (sapientemente) ma senza giudicare, lasciando al lettore la discussione interiore che scaturisce dalla lettura.
Dal libro: “Quella sera ci vollero due ore per riuscire ad addormentarmi, e i pensieri che mi tennero sveglio furono bizzarri quanto la giornata che stava finendo. Per la prima volta da quando ero arrivato alla spiaggia mi trovai a pensare a casa. Persino considerando di tornarci - ma non abbandonando per sempre la spiaggia, bensì giusto il tempo di rivedere le poche persone importanti della mia vita, e di informarle di essere ancora vivo e in buona salute. In particolare la mia famiglia“.
Di Pabel70
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La Lunga Estate di Tripluca
Il libro che raccoglie tutti i report di Tripluca.com (io) dal 2000 ad oggi, commentati e sistemati (da me).
Scritto, prodotto e distribuito dall’autore (io), non è solo un libro ma anche un coraggioso (eh eh) tentativo di aprire una nuova strada nell’editoria indipendente.
Dato che chi scrive questa recensione è anche l’autore (io)
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