El cordobès

Di chiese ne ho visitate fin troppe, e con l’odio che ho ragionevolmente sviluppato verso il clero, quando ne vedo una ho sempre meno voglia di entrare dentro a vederla, cosa che ormai faccio solo frettolosamente a scopo “artistico”. Al riguardo devo ammettere che la Iglesia de la Copañia di Cordoba mi ha fatto tornare voglia di visitarle. Già fuori si presenta bene: maestosa a guglie alte in stile neogotico tipo il Duomo di Milano. Il meglio però lo dà dentro, dove i mosaici azzurro-blu gli danno luce spettacolare.

A parte questo Cordoba, dopo un impatto freddo, mi ha conquistato poco a poco. La Sierra che domina la città a ovest porta aria buona, c’è un’ampia area pedonale per passeggiare, è pieno di Università e giovani, c’è la più alta concentrazione di italianità, e tutte le belle ragazze che mi aspettavo di vedere a Rosario le ho viste qui.

Inoltre c’è un locale nel barrio trendy di Nueva Cordoba, il Johnny Be good dove poter lavorare in wi-fi seduto su comodi divani in pelle, attaccando il pc alla corrente, avendo a disposizione una mazzetta di quotidiani, al lato belle cameriere, di fronte un bel plasma 45″ con tv via cavo, e ascoltando buona musica mixata da un dj. E’ aperto 24 ore al giorno, servono colazione, pranzo, cocktail di qualità a prezzi onesti. Ah, in bagno c’è pure un disinfettante orale e i bicchierini di carta in cui versarlo. Oltre a essere la location migliore dove ho lavorato finora, è un locale assolutamente da non perdere per chiunque.. Così come entra nei top la pizza con rucula, grana e pomodorini secchi che ho mangiato mercoledì sera. Buona così, fuori dall’Italia, l’ho trovato solo al Napulè di Fulham a Londra.

Insomma Cordoba is a lovely place, anche se, pur essendo la seconda città dell’Argentina con due milioni di abitanti, Buenos Aires resta un paio di categorie sopra. Per fare un esempio i film che in Capital sono usciti un paio di settimane fa, qui devono ancora arrivare.

Nella mia tre giorni cordobès ho trovato il tempo per andare per una tappa fondamentale nel mio cammino sulle orme del Che, andando ad Alta Gracia, paese ai piedi della sierra dove ha passato l’infanzia. La sua vecchia casa è ora un Museo, dove sono conservate storiche lettere ai familiari ed amici, leggendo le quali ho rinforzato la convinzione che negli ultimi anni di vita fosse purtroppo andato un po’ via di testa…

Mi sono quindi congedato mercoledì notte godendomi un ultimo grande spettacolo: quando vabbè che il giorno dopo era festivo, vabbè che era una serata metereologicamente perfetta, però vedere alle 2 del mattino le strade e i bar affollate di vecchi e bambini festanti è un qualcosa di cui purtroppo in Europa si è purtroppo persa l’abitudine.

1 - scarso2 - non male3 - bello4 - molto bello!5 - bellissimo! (1 voti, media: 5 su 5)
Loading ... Loading ...
(Letto 36 volte)

Postato il Sabato, Dicembre 17th, 2005 alle 18:05 in Trip-Diari, Numero 2, Trip-Sud-America, Trip-Argentina. Segui le risposte con RSS 2.0 feed. Puoi rispondere , o trackback dal tuo sito.

Scrivi il primo commento!

Rispondi

Close
E-mail It