Thailandia, terra di uomini liberi

Buddha

Thailandia, terra di uomini liberi, da “Thai-land”, un paese dove cultura e storia millenarie si fondono con l’innata ospitalità che caratterizza questo fiero e grande popolo. Un viaggio in Thailandia non si dimentica facilmente: si svolga esso in qualche paradisiaca isola Andamana, a fare trekking tra i villaggi del nord o semplicemente girando per la caotica Bangkok, la Thailandia e la sua gente sono un’esperienza che segna in maniera indelebile chi l’ha provata. Il territorio thailandese si estende da Nord a Sud per 1800 Km lungo la penisola Indo-cinese ed ha una larghezza massima di 800 Km, confina ad Ovest Nord- Ovest con il Myanmar (ex Birmania), a Nord-Est con il Laos, a Est con la Cambogia mentre a delimitare il sud c’è la Malesia. Il paese può essere diviso in 4 regioni: il Nord, lievemente montuoso, terra di confine famosa nei secoli per fiorenti commerci, migrazioni e ricchi scambi culturali oltre che per i suoi pregiati legnami, tra cui spicca il Teck, il cui commercio è stato recentemente bandito. Capitale del Nord, nonché seconda città come popolazione è Chiang-Mai. La regione dell’Est è la più povera e geologicamente sfortunata, con un terreno prettamente sabbioso che poco si adatta all’agricoltura, ed è anche la regione meno visitata dai turisti. Il Sud è famoso per la bellezza e l’unicità delle sue coste, tra le quali spiccano le isole Ko Samui, Ko Pha-ngan e Ko Tao nella parte ovest del Golfo di Thailandia e Phuket, Krabi e Ko Phi Phi sul litorale andamano. La regione centrale, fertile pianura attraversata dal fiume Chao Phraya che si getta nelle acque del golfo del Siam è la zona più popolata del paese, tanto che è qui che sorge la capitale Bangkok, nota anche col nomignolo di “Città degli angeli”. Una megalopoli di circa 7 milioni di abitanti, di contrasti a tinte forti, dove povertà, smog e sporcizia fanno da contraltare a tecnologia, modernità e sfrenato consumismo ostentato nelle zone frequentate da ricchi turisti, in cui quartieri che sono mecche mondiali della “trasgressione”, come Nana e Patpong si trovano a ridosso di icone religiose di rara bellezza ed intensità come il famoso Emerald Buddha custodito all’interno del Wat Phra Kaew o l’immenso Buddha sdraiato del Wat Pho.

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Bangkok è una città praticamente impossibile da visitare su 4 ruote ma che permette di muoversi con relativa agilità sfruttando il fiume Chao Phraya ed i suoi canali con l’ausilio dei numerosi Taxiboat il cui servizio è impeccabile. Un esempio assoluto di questo contrasto: è stato inaugurato nel dicembre 1999 lo Skytrain, una sorta di metrò leggero che attraversa buona parte della città permettendo di muoversi facilmente evitando un traffico spesso imbarazzante. I binari sopraelevati dove sfrecciano veloci i vagoni sorgono realmente a poche decine di metri dai palazzi più alti, il che ha contribuito al formarsi di un vero e proprio sottobosco urbano composto da un micidiale insieme di smog, degrado, povertà e prostituzione anche se, ad onor del vero, la notte a Bangkok ha un fascino tutto particolare, con il suo brulicare di attività, locali, mercati grandi come interi quartieri ed un traffico che finisce con l’ essere la cosa più normale in una città così vitale quanto caotica. Ciò che caratterizza la Thailandia, conosciuta come Siam fino al 1939, dal resto del sud est asiatico, è la sua storia millenaria, in cui non ha mai subito alcuna invasione, nè colonizzazione straniera di sorta. Il Siam ha saputo adeguarsi alle varie situazioni storicopolitiche che si sono succedute anche se non senza turbolenze interne, visto il numero impressionante di colpi di stato solo nel recente dopoguerra. In compenso il carisma di Re Bhumibol Adulyadej (detto re Rama IX), in carica ininterrottamente dal lontano 1949, ha permesso di raggiungere un compromesso che ha cominciato a dare i suoi frutti nella seconda metà degli anni ’80 quando la Thailandia si è aperta al mondo sviluppando senza tregua quella che oggi rappresenta una fonte di reddito di tutto rispetto, il turismo. Oggi la Thailandia è una destinazione ideale per una vacanza o un viaggio indipendenti: un paese dove servizi di base quali alloggi, trasporti e cucina sono di livello europeo pur mantenendo un legame indissolubile con la propria tradizione.

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Viaggiare in questo paese è estremamente semplice oltre che economico, per intenderci il cambio è di 1€=50 Baht e un tragitto in treno di 500 Km (Milano-Roma) può costare intorno ai 250 THB (la sigla del Baht) in seconda classe (seconda si intende su tre laddove la terza classe viene usata da pendolari o da turisti per piccoli spostamenti). I treni sono puliti, confortevoli e mediamente in orario, la ferrovia non copre in maniera capillare il territorio, ma spesso rappresenta il mezzo più economico ed efficiente per spostarsi insieme agli autobus che a differenza della ferrovia coprono totalmente il paese e rendono raggiungibili anche gli angoli più sperduti della Thailandia. Di autobus ce ne sono 2 tipi: quelli statali, lenti ma economici che in alcuni casi rappresentano l’unica soluzione per giungere alla meta e gli autobus turistici (spesso minibus), gestiti da compagnie private. Se il tempo gioca a sfavore l’aereo diventa una priorità e anche in questo caso non sarà necessario sborsare una fortuna per un servizio sicuro e puntuale, un volo da Chiang-Mai a Bangkok può costare da 1000 a 2200 THB (da 20 a 45 €uro), il costo di un volo sola andata dalla capitale a Phuket oscilla da 1000 a 2600 THB.
Ma cosa porta così tanti turisti ogni anno in Thailandia? Semplicemente la libertà. Qui come in pochi altri posti al mondo è possible scegliere come e dove vivere il proprio tempo, a Nord partendo da Chiang-Mai è possible praticare trekking a vari livelli, si può scegliere la gita turistica di un giorno oppure intraprendere percorsi che possono portare nell’arco di più giorni alla conoscenza di alcune remote tribù di quello che una volta era noto come “Il triangolo d’ oro”. Se siete appassionati di shopping, Chiang- Mai rappresenta una tappa da non perdere, al tramonto la città si trasforma in gigantesco mercato notturno (Night Market), dove per fare affari occorre armarsi di una buona dose di pazienza, la parola d’ordine infatti non può che essere una: contrattare, contrattare e ancora contrattare! Difficilmente si trovano prezzi esposti e questo perché a seconda della faccia del “Farang” (turista coi soldi) il prezzo sarà più o meno alto Per intenderci l’Italiano è considerato secondo solo ad un Americano in fatto di ricchezza. Un altro dei motivi per cui questo paese rimarrà scolpito nella vostra memoria è sicuramente Buddha e tutto quello che rappresenta e cioè saggezza, tranquillità e rispetto. Buddha è presente in Thailandia in maniera costante ma discreta, I templi o Wat sono disseminati ovunque. I Wat sono estremamente semplici: una stanza con pareti decorate e una raffigurazione di Buddha dinnanzi al quale è possible rendere omaggio e pregare facendo attenzione a rispettare poche ed elementari regole quali tenere un comportamento nonché un abbigliamento rispettoso e non puntare mai in nessun caso i piedi (ovviamente privi di scarpe) nella direzione del Buddha. Il numero di monaci presenti nelle grandi città potrebbe stupire ma va detto che in questa cultura vige l’ obbligo di trascorrere un anno come Monaco, una sorta di militare, un impegno da espletare il più delle volte al termine degli studi. Questi Monaci godono del rispetto più assoluto al pari dei Monaci che scelgono di trascorrere l’intera vita in questa condizione a tal punto che sui mezzi di trasporto vi sono posti riservati a loro. Il monaco buddista è riconoscibile dalla vistosa tunica arancione, sopravvive grazie alle offerte che giornalmente riceve al mercato (è considerato un onore offrire cibo o altro al Monaco), si possono tranquillamente fotografare ed è anche possible scambiare qualche parola, si consiglia caldamente invece di evitare il contatto fisico, cosa che viene considerate una grave mancanza di rispetto. Salutare un Monaco Buddhista con una pacca sulle spalle tanto per capirci non è esattamente un esempio di educazione. 0024.jpg Una parte della Thailandia assolutamente da non perdere è rappresentata dalle coste meridionali del Paese, basti pensare che nei grossi centri è facile trovare una guida della Lonely Planet (in inglese) intitolata “Isole e spiagge della Thailandia”. Spiagge bianche, parchi marini, fondali con colori mozzafiato, una fauna ricca al pari della vegetazione che le fa da habitat naturale. Anche in questo caso la decisione di come spendere il proprio tempo rischia di non essere per nulla scontata, il relax più completo piuttosto che una gita in canoa alla scoperta di spiagge isolate, oppure una giornata in uno dei numerosi parchi marini dove è anche possibile immergersi senza problemi per poter godere appieno di atmosfere e pesci dai colori tropicali. Lungo la penisola malese troviamo le località più famose: sulla costa delle Andamane sorge l’isola probabilmente più sfruttata dal punto di vista turistico: Phuket. Seviziata senza ritegno dalle multinazionali del turismo che, con la complicità del governo, hanno costruito tanto e male, arrivando a rendere impraticabile gran parte delle coste dove sorgono villaggi turistici e mega-alberghi che sono un vero e proprio scempio naturalistico in favore di comfort e vizi che attraggono i turisti più facoltosi. Qualche ora, meglio al tramonto, passata nei pressi di Patong può rendere chiaro a tutti cosa significhi sacrificare una natura unica nel suo genere in favore dell’industria del turismo. Ovviamente cultura e relax non abitano da queste parti ma se si è in cerca di divertimenti sfrenati e sensazioni forti quest’ isola rappresenta una delle capitali mondiali del genere. A poche decine di Km si trova una delle province (la Thailandia ne ha 76) più belle in assoluto. Krabi infatti è stata solo lambita (per il momento) dal turismo di massa e lascia ampi spazi al turista che abbia voglia di cercare angoli ancora incontaminati, senza rinunciare per altro ad una movimentata vita notturna. Da segnalare tra gli altri la cittadina di Ao-Nang, tranquilla località balneare dotata di bellezze naturali assolutamente uniche. Equidistante tra Krabi e Phuket si trova la splendida isola Ko Phi-Phi Don, nota anche come Phi-Phi Island, una gemma cristallina purtroppo colpita in pieno dall’immane tragedia dello tsunami del natale ’04. I lavori di ricostruzione proseguono senza sosta per riportare l’isola ad uno splendore che solo qualche mese fa sembrava perso per sempre. La costa orientale che dà sul golfo della Thailandia rappresenta il mix ideale tra divertimento, relax e natura: l’arcipelago di Samui non dispone dei colori incredibili della provincia di Krabi ma la natura non è certo rimasta a guardare, in compenso l’ azienda del turismo si è mossa in maniera più discreta pur non facendo mancare niente anche al turista più esigente.

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Spesso e volentieri il turista italiano si trova in difficoltà all’estero a causa della lontananza dalla rinomata cucina di casa, ma è un eventualità nella quale non si rischia di imbattersi da queste parti. La ricchezza, nonché la varietà, della cucina Thai è veramente notevole, si pensi a tal proposito che è possibile frequentare corsi, o anche microcorsi di poche ore, di cucina Thai, in cui si imparano a miscelare i vari ingredienti. Le spezie, su tutte il curry, le verdure nonché la frutta scatenano una vera e propria orgia di sensazioni al palato. Nella maggior parte dei casi non si tratta certo di piatti delicati, il popolo Thai è molto fiero della propria cucina nonché dei sapori forti di questa e le donne locali non vedono di buon occhio un occidentale che si tira indietro di fronte ad una portata piccante (lo è veramente!) e saporita. Aggirarsi per un qualsiasi paese della Thailandia alla ricerca disperata di un ristorante internazionale rappresenta un grave errore, sia per la qualità del cibo stesso sia per il costo, una cena in un ristorante locale oltre che rappresentare un momento interessante a livello culturale rappresenta un esborso minimo (2-3 Euro), a fronte di un’ esperienza indimenticabile.

Luca Ticozzi

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Postato il Martedì, Dicembre 13th, 2005 alle 16:39 in Numero 1, Trip-Asia, Trip-Thailandia. Segui le risposte con RSS 2.0 feed. Puoi rispondere , o trackback dal tuo sito.

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