Sanur: Sean Rocks

SANUR - Lasciata a malincuore Trawangan, mi sono rifugiato a Sanur, definito dalla Lonely Planet una via di mezzo per chi vuole sole e mare, tra la congestionata Kuta e la lussuosa Nusa Dua. In realtà, sarà che ormai l’alta stagione volge al termine, mi sembra molto più vicino alla seconda che alla prima. Vecchi tanti, giovani pochi, viaggiatori nessuno: le serate sono un mortorio, ma meglio cosi, perchè la mia occupazione principale degli ultimi giorni è stata lavorare. Sono un idolo dei ragazzi dell’internet point, li sto facendo ricchi nonostante mi facciano lo sconto e mi offrano sempre da bere.

Nelle mattinate pero ho sfruttato il bel tempo di questi giorni per abbronzarmi finalmente in maniera seria, cosi da mostrare la tintarella al mio ormai prossimo ritorno a casa. Inoltre ho preso una lezione di Windsurf (si fa per dire visto che il tipo indonesiano, che mi è stato detto fa parte della nazionale, se ne fregava di insegnare) e un’altra ora di pratica libera, con risultati assai frustranti. Un deciso passo indietro rispetto al mio debutto di un anno e mezzo fa alle Canarie.

Cosi mi sono fatto convincere dal boss del centro sportivo, che è un torinese, a provare il kite surf. Un paio d’ore tra teoria e pratica per la bellezza di 850.000 rupie, e la rivelazione a fine lezione che ormai il vento è andato per questa stagione e sarà difficile completare il corso con il livello 2 e 3 entro fine settimana. Brutto stronzo, non potevi dirmelo prima? Insomma qui ti fregano anche gli italiani…

Nonostante la scarsita’ di vita sociale, ho pero conosciuto una delle persone più interessanti di questo viaggio. Mentre guardavo al pub Inghilterra-Galles, aspettando Scozia-Italia, mi si è seduto vicino questo inglese, che in realtà e’ irlandese, anche se è nato e cresciuto a Londra. Ha cominciato subito a fare commenti sulla partita, dimostrando spirito e competenza calcistica. Era grasso da fare schifo, ma mi ha stupito parlando entusiasta delle sue dives: a 50 anni e 150 chili sto tipo si è preso non solo il brevetto open water, ma pure l’advanced e ha fatto 30 immersioni nel giro di 3 mesi.

Ma la parte più interessante è stata quando l’ho rivisto due sere dopo e mi ha parlato un po’ della sua vita: Sean si è iscritto all”Università l’anno scorso perché dopo una vita a lavorare in ufficio in progetti per aiutare il terzo mondo, si è detto stufo “di queste truffe legalizzate che noi ricchi compiamo verso i paesi poveri. Così si è messo a studiare legge, perché vuole trovare un modo legale per aiutare veramente i poveri, non come succede adesso, dove si arricchisce una minoranza e si aumenta la povertà delle maggioranze..
All’improvviso mi ha detto: vado a parlare alla band, e si è messo a cantare per quasi un’ora, rivelando un vocione potentissimo e meritandosi la standing ovation del pub. Sean Rocks!

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Postato il Martedì, Settembre 6th, 2005 alle 16:46 in Trip-Diari, Numero 1, Trip-Asia, Trip-Indonesia, Trip-Bali. Segui le risposte con RSS 2.0 feed. Puoi rispondere , o trackback dal tuo sito.

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