TripForum
--------------------------------------------------------------------
Benvenuti!
Questa é la versione vecchia dei TripBlog e non è più aggiornata!
La versione nuova è qui
--------------------------------------------------------------------
Utenti che stanno navigando in questo TripBlog: Nessuno

Cina, Lanzhou

Mer Lug 09, 2008 11:38 am

Nihao,

Lanzhou è la capitale della regione del Gansu, ha circa 3 milioni di abitanti, è una città moderna ed industrializzata con molte industrie petrolchimiche. L’aria qui non è delle migliori, eravamo abituati al deserto dove abbiamo incontrato qualche grande città, ma principalmente abbiamo attraversato piccoli villaggi dove il cielo era sempre azzurro e l’aria pulita, a parte in qualche zona dove c’erano fabbriche di carbone, ma da qui verso Pechino incontreremo sempre più aree industrializzate e sempre più inquinamento. La maggior parte delle donne, qua in Cina, si copre il viso con una mascherina per proteggersi dalla polvere e sporcizia che svolazzano dappertutto, nei villaggi come nelle città, ma ora forse è arrivato anche il nostro turno di proteggerci con la mascherina, non tanto dalla polvere alla quale siamo abituati, ma dall’inquinamento!

Prima di giungere a Lanzhou siamo passati da alcune famose località della Via della Seta come Turpan che credevo si trovasse a 155mt. sotto il livello del mare ed invece è a circa 30mt. sopra il livello del mare! Praticamente è il lago che si trova vicino a Turpan ad essere a -155mt. Comunque, sopra o sotto il livello del mare, Turpan è la località più calda sulla Via della Seta, alle 13 c’erano 43 gradi! Nel pomeriggio la temperatura è salita, non so quanti gradi c’erano, ma il caldo era pazzesco tanto che all’ombra mi sembrava di cuocere perchè era come avere il sole che mi bruciava la pelle. Ho apprezzato l’aria condizionata della camera d’albergo tanto che avevo freddo!
Il deserto del Taklamakan ha sconvolto alcune persone del gruppo, primo fra tutti Bob, scozzese, che a Turpan ci ha salutati e se ne è tornato a casa perché stanco del caldo e del paesaggio monotono (secondo lui)….bye, bye Bob. Poi Danai e Vasilious (la coppia greca) che non vedeva l’ora di trovare il VERDE.

Dopo Turpan siamo arrivati ad Hami, altra città oasi circondata dal deserto con i monti del Karlik Shan che le fanno da contorno con le cime innevate da neve fresca. Hami e' una cittadina verdissima, alberi e fiori dappertutto, grazie all’acqua proveniente dai monti circostanti che viene convogliata in canali per l'irrigazione. Negli ultimi due giorni prima di arrivare ad Hami, abbiamo pedalato tra deserto e montagne e di notte la temperatura si era abbassata ed ho dormito benissimo, finalmente!
Oltre al caldo che ci faceva compagnia non solo durante il giorno, ma anche durante la notte, abbiamo avuto qualche spiacevole sorpresa come una tempesta di sabbia che ci ha colti all’improvviso durante una notte e ci ha riempito le tende di sabbia! Erano circa le 3 della notte quando il vento si è fatto sempre più forte e la mia tenda era quasi completamente piegata da un lato perché non avevo messo il telo antipioggia per non soffocare dal caldo, ma sono stata costretta a metterlo per avere una maggiore protezione dal vento. Ho aiutato Mark con la sua tenda perchè il vento aveva fatto saltare quasi tutti i picchetti del telo antipioggia che abbiamo tolto. Vasilious e Daumantas hanno aiutato Nijole a montare la tenda perché stava dormendo senza solo con il sacco a pelo.
Un’altra volta mentre stavamo dormendo vicino alla strada a pochi metri da una piazzola di sosta, che è stata la nostra sfortuna perché durante tutta la notte si sono fermati camion e pullman, verso le 01.30, ho sentito il rumore di un trattore provenire da lontano, mi sono “affacciata” dalla mia tenda e ho visto che il trattore stava avanzando tra gli arbusti nel deserto, non troppo lontano dal nostro accampamento. Ho cercato di riprendere il sonno che è stato quasi subito interrotto sempre dal rumore del trattore che ha attraversato il nostro accampamento passando proprio vicino ad alcune tende. Ho aspettato nella mia tenda che il trattore se ne andasse, ma al contrario dal mio desiderio, le persone sopra al trattore hanno iniziato una viva conversazione con il mezzo fermo proprio sulla piazzola di sosta. Ho tentato ancora di riprendere il sonno quando all’improvviso sono stata svegliata da lampi di luce e rumori di bestiame, allora ho aperto la tenda e ho visto le persone del trattore cercare disperatamente di tirare con corde alcune pecore e portarle sul trattore. Tutto questo avveniva in mezzo al nostro campo! Quasi verso le sette il trattore se n’è andato, non so se con le pecore sopra o senza, comunque, secondo me i personaggi stavano cercando di rubare le pecore da un qualche villaggio sperduto tra gli arbusti.
Un’altra notte stavamo dormendo in un campo con un piccolo laghetto vicino alle nostre tende e nel mezzo della notte qualcuno di noi si è svegliato con la tenda in mezzo all'acqua! Abbiamo dovuto spostare le tende e per fortuna l'acqua non le ha più raggiunte! Praticamente sono rimasti aperti dei canali per l'irrigazione in quanto intorno a noi c'erano dei vigneti. Alcuni giorni prima, eravamo stati sorpresi da una tempesta di sabbia che ci aveva costretto a fermarci 45 km prima del posto previsto per la notte. Avevamo attraversato un tratto di strada verde, con alberi e campi coltivati e qualche villaggio e ci siamo ritrovati di colpo in mezzo al deserto ed il vento, che ci tiene compagnia tutti i giorni ed è sempre contrario o laterale e contrario nello stesso tempo (solo pochissimi giorni dall'inizio del viaggio abbiamo avuto il vento a favore, che sfiga!), è diventato di colpo fortissimo trasportando sabbia, che in quel tratto di deserto era dura tipo come piccoli sassolini (qui il deserto non è sabbioso con dune, ma piuttosto roccioso con sabbia dura e qualche cespuglio qua e là) che ci piombavano addosso facendoci un male terribile sulla pelle! Ero insieme alla donna lituana e la coppia di americani era a pochi metri distanti da noi, più indietro rispetto a noi, all'improvviso non vedevamo più niente con la sabbia da ogni parte e il vento fortissimo e mi sono riparata come potevo proteggendomi con la bici coricata sulla strada; poi ho visto gli americani tornare indietro al casello della super strada che distava circa 200 mt. e che non riuscivamo nemmeno più a vedere! Qui c'è una specie di super strada ad una corsia per senso di marcia, con asfalto perfetto e con circa 1 mt. di spazio ai margini così da permetterci di pedalare non in mezzo alla strada e ogni 200km circa c'è un casello con un edificio adiacente per i lavoratori con una mensa, bagni ecc. ma non danno cibo agli estranei. Siamo andate anche noi al casello, io sono salita sulla bici e mi sembrava di volare, non riuscivo nemmeno a tenere aperto gli occhi! Mo che lavor! Al casello c'erano delle macchine dalla polizia e i poliziotti ci hanno dato un melone e delle bottiglie d'acqua. Siamo rimasti 3 ore e dopo 2 ore che eravamo lì sono arrivati Sigitas con Maryla, la donna polacca che con Sigitas ha organizzato questo viaggio. Maryla ha telefonato a qualcuno del gruppo ed abbiamo saputo che c'erano 5 persone davanti a noi di circa 10 km fermi in una casa, mentre altri erano già arrivati al "campeggio". Abbiamo raggiunto i 5 ed abbiamo dormito nella casa con le tende. Era una casa per gli operai addetti alla costruzione dell'autostrada.

Dopo Hami e tutti gli inconvenienti successi, siamo arrivati ad Anxi da dove ci siamo recati a Dunhaung con l’autobus. A Dunhuang siamo rimasti due giorni ed abbiamo visitato le grotte di Mogao, famose per le statue ed i dipinti del Buddha, costruite a partire dal 4°secolo e fino al 14° secolo dopo Cristo da diverse dinastie. Abbiamo anche visitato la famosa oasi del “Lago dalla Luna Crescente” che si trova appena fuori città ed altra famosissima tappa della Via della Seta dove un tempo si fermavano le carovane per fare abbeverare i cammelli. L’oasi è circondata da enormi dune di sabbia che danno inizio al deserto del Gobi. Dicono che il vento che soffia perenne sulla sabbia non la trasporta mai sulle acque del lago e le dune “cantano” ovvero pare che trasmettano un suono simile al violino...
Dopo Dunhuang siamo arrivati a Jiayuguan, situata all’estremità ovest del corridoio Hexi, famosa perché un tempo segnava il confine della Cina verso occidente e qui termina la Grande Muraglia con il Forte chiamato Jiayuguan Pass. Abbiamo visitato anche la Grande Muraglia che qui è molto più piccola di quella che siamo abituati a vedere solitamente in foto e documentari, ma non per questo meno sensazionale, anzi, c’è da rimanere a bocca aperta ammirandola dal Forte dal quale dista 6 km perché pare sospesa sul crinale dei monti Heishan. Da Jiayuguan ho proseguito in bici con Mark e Jan solo fino a Jiaquan, 20 km, dove Jan il mattino seguente ha richiesto il prolungamento del suo visto, che gli stava per scadere, e che fortunatamente ha ottenuto. Siamo rimasti un giorno indietro rispetto al gruppo e la notte trascorsa a Jiaquan abbiamo dormito in un albergo a 5 stelle in camera tripla per soli 16 euro a testa, incredibile! Alla reception ci hanno offerto il tè e le nostre bici sono state guardate a vista tutta la notte dal guardiano del parcheggio. La mattina seguente, entrati nella sala per la colazione, siamo stati accolti dalla musica di Enya e da tavolate ricolme di cibo del quale ci siamo abbondantemente saziati. Alla nostra partenza, nella hall dell’albergo, siamo stati salutati dalle dolci note del piano suonato da una giovane donna. Partiti da Jiaquan, abbiamo quasi raggiunto il gruppo, quasi perche' ci siamo fermati ad una 15 di km prima a dormire in un "albergo" in un piccolo paese pagando l'equivalente di 1 euro a testa, ma certamente non paragonabile ai 16 euro della notte precedente! La mattina dopo a colazione in un ristorantino abbiamo conosciuto Chris, un ragazzo tedesco di 27 anni che dopo aver studiato fotografia per 2 anni a Pechino, sta tornando a casa in Germania a piedi. Chris parla benissimo il cinese, dopo averlo studiato per anni (ci ha detto) ed ora che ha terminato gli studi si e' preso il suo tempo per tornare a casa in Germania a piedi. Si e' fatto costruire un carrellino con all'interno un contenitore rettangolare tipo piccolo freezer nel quale trasporta il suo bagaglio. Scattiamo qualche foto e dopo aver chiaccherato a lungo purtroppo dobbiamo ripartire, noi verso Pechino e Chris verso l'Europa. Vento contrario, pedaliamo sull'autostrada, dopo 35 km ci fermiamo per il pranzo in una specie di Autogrill e decidiamo di procedere verso Zhangye con un camion. Chiediamo ad alcuni camionisti che stanno pranzando se ci caricano le bici e dopo pochi minuti uno accetta, ma quando vediamo il camion dobbiamo rifiutare perche' e' carico di materiale e non possiamo caricare le bici sopra a tutta la roba, cosi' aspettiamo e poco dopo arriva il "nostro" camion. A bordo ci sono 3 ragazzi che si danno il cambio nella guida, uno di loro accetta di caricarci, ma ci fa capire che vuole essere pagato, poi l'autista dell'altro camion che ci voleva caricare parla con lui ed alla fine capiamo che non ci prende soldi. Attendiamo mezz'ora per il pranzo degli autisti e via, partiamo! Abbiamo percorso quasi 70 km in poco piu' di un'ora. Avevamo calcolato che pedalando ai 12km all'ora saremmo arrivati dopo le dieci di sera! A Zhangye siamo rimasti 2 notti con un giorno di riposo nel quale abbiamo visitato alcuni monumenti come un tempio taoista dove siamo stati avvolti dalla magica e mistica atmosfera del luogo con melodie di strumenti musicali, canti cinesi di voci di donne, profumo di incenso, preghiere e benedizione del monaco che presiede il tempio. Partiti da Zhangye inizia a piovere e piove per tutto il giorno cosi' la sera, io Mark e Jan dormiamo in un albergo a Shandan, a circa 20km dal gruppo che abbiamo saputo ha dormito in una stazione di polizia, ma alcuni sono rimasti a dormire in una stazione di servizio sull'autostrada. Arrivati a Shandan abbiamo incontrato il gruppo di francesi che sta pedalando verso Pechino,come noi, vedere il loro sito www.parispechinoavelo.com e la loro guida cinese ci ha fatto strada a bordo di una macchina per l'albergo dove ci ha aiutato a prenotare la camera tripla. Sempre lui, la guida cinese dei francesi, ci ha aiutato a chiedere alla reception dell'albergo dove mangiare i famosi "funghi selvatici" che vengono raccolti nelle montagne e ci hanno detto che li avremmo potuti mangiare nel ristorante dell'hotel in poco piu' di un'ora, fantastico. La sera a cena facciamo una super scorpacciata di ben 3 tipi di funghi cotti in padella con olio e gustati con riso cotto al vapore bevendo birra cinese. Un tipo dei funghi era cotto con frittata ed e' particolarissimo perche' e' nero e fine come capelli, pazzesco! Cena squisita per soli 3,5 euro a testa. Il giorno seguente il cielo e' sereno ed il vento e' a nostro favore, finalmente! Arriviamo alla tappa prevista alle 16 (io, Mark e Jan), mancano appena 70km alla tappa del giorno seguente e con il vento a favore decidiamo di proseguire. Ci siamo bruciati i 70km in 2 ore. A fine giornata siamo arrivati a Wuwei, abbiamo percorso 186km partendo alle 10 del mattino e arrivando alle 18.45, grande! La sera grande party sempre io, Mark e Jan per salutare Jan che da qui tornera' a Dunhuang con il treno per incontrare un suo amico con il quale pedalera' verso Pechino dove ci rivedremo il 9 agosto. Ci sediamo ai tavoli di plastica in una specie di piazza, una specie di kiosco all'aperto, e brindiamo con birra, quando si avvicina a noi una ragazza che parla inglese ed iniziamo a conversare con lei. E' gentilissima e ci chiede se vogliamo aiuto. Dice che vuole diventare una insegnante di inglese. Mangiamo alcuni spiedini di carne, molto piccante, senza pane e senza riso, poi visto che la mia fame non e' saziata, insieme alla ragazza andiamo alla ricerca di cibo ed approdiamo al Dicos, fast food cinese. Sono le 23.30 e sta per chiudere, i ragazzi stanno pulendo, ma fortunatamente e' rimasto un solo hamburgher che ovviamente prendo e mangio a piene ganascie seduta su una panchina di fronte al Dicos, poi insieme a Mark e Jan ci mangiamo un gelato alla vaniglia con crema di cioccolato, preso sempre al Dicos. La nostra "amica" cinese ci saluta e noi tre ritorniamo ai tavoli nella piazza e beviamo un'altra birra. Iniziamo a giocare a "forbici/carta/roccia" ed all'improvviso alcuni ragazzi ed una ragazza seduti nel tavolo accanto si uniscono a noi nel gioco. Ci divertiamo come matti quando tre uomini di un altro tavolo si uniscono a noi. L'atmosfera e' fantastica, tra risate, schiamazzi e bevute di bicchierini di birra ad ogni perdita del gioco... E' giunta l'ora di andare a dormire, tutti un po' ubriachi e felici! I tre uomini pagano le nostre birre, xie' xie' (si pronuncia scie', scie' e vuol dire grazie in cinese). Il giorno dopo ci alziamo a mezzogiorno, il gruppo arriva nel primo pomeriggio. La sera ultima cena con Mark e Jan poi il mattino dopo salutiamo Jan e con Mark lascio l'albergo. Purtruppo sbagliamo strada e ci facciamo circa 20km in piu' del previsto. Arriviamo a Anyuan,situata a circa 2.200mt di altitudine, che sono le 21.30, stanchi dopo aver fatto un 30km di perenne salita ai 14 all'ora. Ci fermiamo di fronte ad un negozietto ed una ragazza di 14 anni, in perfetto inglese, ci chiede se vogliamo aiuto. Le chiediamo se c'e' un albego, io e Mark vogliamo dormire li' anche se il gruppo e' distante quasi 5km e dorme in tenda, ma la strada e' dissestata ed in salita e non vogliamo pedalare nella notte con camion, macchine e polvere! La ragazza ci dice che c'e' un albergo, ma ecco che arriva una signora anziana che mi guarda e sorride. La ragazza le parla di noi e dice che cerchiamo da dormire, la signora attraversa la strada, parla al marito seduto di fronte a casa e pronto a rifornire di acqua i camion (praticamente e' il suo lavoro), torna indietro e ci dice che possiamo dormire in casa sua, fantastico. La casa e' molto semplice e spoglia, una stufa al centro della stanza principale dove la famiglia dorme, mangia e si lava, un odore penetrante di carbone. Possiamo dormire sul loro letto, mentre marito, moglie e nipotina dormono in una stanza accanto. Con la ragazza ed alcune sue amiche ed amici andiamo in un ristorantino, dopo cena scattiamo qualche foto, diamo i nostri indirizzi mail alla ragazza che ci riaccompagna al nostro alloggio e ci diamo la buona notte. Il mattino seguente alle 8 ci viene a prendere, come stabilito la sera prima, per andare alla sua scuola a parlare con il suo insegnante di inglese del nostro viaggio, ma ci dice che ancora non e' arrivato e che ci sara' nel pomeriggio, ma noi dobbiamo pedalare, cosi' decidiamo di andare lo stesso alla scuola per tentare di parlare con gli studenti. Quando arriviamo alla scuola chiediamo della nostra amica, nessuno ci capisce quando arriva il suo insegnante di inglese, ma ci dice che la ragazza deve studiare in preparazione degli esami che si terranno in tre giorni. Usciamo e nel cortile ripariamo la mia camera d'aria posteriore che e' bucata e dobbiamo aspettare l'arrivo della polizia perche' siamo i primi stranieri in visita alla scuola e ci vogliono controllare i documenti. L'insegnate si scusa per la procedura. Nel frattempo suona la campanella dell'intervallo e molti studenti escono in cortire e ci guardano curiosi mentre Mark mi aiuta. Arrivano alcuni poliziotti che ci controllano i passaporti ed il visto cinese, poi dopo circa 20 minuti se ne vanno. Finiamo la riparazione della mia bici, salutiamo l'insegnante e la nostra amica e ripartiamo alla volta del passo a circa 3.000mt. Di fronte a noi si apre la vallata con cime rocciose all'orizzonte che assomigliano alle Dolomiti. Svalichiamo in compagnia del gruppo francese che si ferma a Tanzhie mentre noi continuiamo verso Lanzhou. La sera posto tappa con le tende appena dopo il paese di Datong ed il giorno seguente, ovvero ieri, dopo 90km arriviamo al nostro hotel a Lanzhou.

Bye, bye

Cina, Yangi

Mer Giu 11, 2008 5:56 pm

Nihao,

nella fretta e furia di scrivere mi dimentico sempre qualcosa, che sbadata! Allora, mi sono dimenticata di dirvi che la prima sera che siamo arrivati a Kashgar (circa 10gg fa) abbiamo celebrato un party di addio per ben 6 persone del gruppo che se sono tornate a casa e precisamente: la coppia neozelandese, Brian e Alison e la ragazza lettone, Gita, che si erano aggiunti a noi a Baku (Azerbaijan); i due ragazzi lituani, Rolandas ed Edwinas che si erano aggiunti a noi a Bukhara (Uzbekistan) e Joachim, il ragazzo finlandese che era partito dall'inizio, ovvero da Olimpia, e che pensava di arrivare fino a Pechino, ma questo viaggio stava diventando troppo stressante per lui, tutti i giorni in sella alla bici e quasi no tempo per riposarsi, in effetti ha ragione! Abbiamo anche festeggiato l'ingresso di Dug e Jeannes, una coppia americana che verra' fino a Pechino. Il tutto e' stato celebrato seduti ad una tavola lunghissima mangiando ottimo cibo cinese, sorseggiando te' e bevendo litri di vodka....

Una cosa importante: Doctor Valentinas e' fuggito dal gruppo! Valentinas, medico lituano, che io ho conosciuto nel 2004, ha pensato di pedalare in solitaria verso Pechino dicendo a Sigitas, suo amico ed organizzatore di questo viaggio, che non voleva piu' pagare la tassa di iscrizione giornaliera (che ognuno di noi ha versato due mesi prima dell'inizio del viaggio) e cosi', dopo una settimana che eravamo in Cina, si e' preso tutto il bagaglio che aveva sul nostro furgone ed ha detto a Sigitas che lui era fuori dal gruppo gia' dall'ingresso in Cina...ed e' scomparso....nel deserto del Taklamakan, dove se entri non esci piu'. Qualcuno di noi l'ha visto pochi giorni fa nel nostro albergo a Kuqa, io ho visto solo la sua bici nella hall dell'albergo, di lui nessuna traccia. Certo credo non si sia comportato in modo eccelso, prima di tutto poteva almeno salutarci, dirci arrivederci, invece nulla; poi, io che gli ho sempre prestato il mio computer per scaricare le foto e fare le copie sui cd, non mi ha nemmeno degnata di un saluto...che dire..."buona strada fino a Pechino"!

C'e' dell'altro: torniamo indietro di qualche mese ed arriviamo in Turchia...una sera, appena un giorno dopo Istanbul, stavamo pedalando che era gia' buio e Nijole, la signorea lituana, e' caduta (per l'ennesima volta) dalla bici e si e' rotta il pollice della mano sinistra. Poveretta, e' dovuta tornare con un autobus ad Istanbul in ospedale e dopo qualche giorno ci ha raggiunto di nuovo, ma aveva mano e braccio ingessati cosi' ha preso un altro autobus ed e' andata in Georgia, a Batumi, proprio subito dopo il confine, ad attendere che il dito guarisse ed ad aspettarci. Tornata con noi, all'inizio il dito le faceva male, ma ora e' tornato come prima. Purtroppo pero' le e' capitato un altro incidente molto piu' spiacevole: quasi quando eravamo alla fine della Georgia, un giorno ha perso una delle due borse da bici posteriore, lei non se ne' accorta, ha realizzato di aver perso una borsa appena arrivata al nostro campo (campeggio per la notte) e, insieme ad uno dei nostri autisti, ha iniziato le ricerche....nessuno ha piu' trovato quella borsa che conteneva il suo passaporto! E' dovuta tornare a casa in Lituania, farsi fare un nuovo passaporto e nuovi visti. Un bel giorno, era mattina presto, l'ho vista apparire come da un sogno, correndo e saltellando allegramente nei campi...eravamo appena dopo Samarkanda, in Uzbekistan...bentornata Nijole e attenta a non perdere il passaporto!

Cina, Kuqa

Dom Giu 08, 2008 11:58 am

Nihao,

siamo in Cina, ce l’abbiamo fatta! Esattamente siamo nella regione autonoma dello Xinjiang dove la maggioranza degli abitanti è di origine uygur, ovvero discendenti da popolazioni che provenivano dal lago Baikal, non parlano il cinese, ma una lingua simile all’arabo con una mescolanza di turco. Nei cartelli stradali i nomi sono scritti sia in lingua uygur che in cinese. Entrati nello Xinjiang, dopo alcuni giorni siamo arrivati a Kashgar, famosissima citta'-oasi ai tempi degli scambi commerciali sulla via della seta, ai confini del deserto del Taklamakan, nominato anche "deserto della morte". Ci stiamo dirigendo verso Turpan che si trova a 155 mt. sotto il livello del mare, chiamata la "depressione di Turpan", famosa per la produzione di vino. Dovremmo arrivare a Turpan per il 15 giugno. La strada che abbiamo percorso fino a Kashgar e' a doppia corsia per senso di marcia e scorre proprio al confine nord del deserto del Taklamakan. Siamo arrivati a Kashgar il 28/05 ed il 29 ero collassata sul letto con mal di stomaco, sono riuscita a stare bene solo verso le 19 di sera, ma il giorno dopo stavo benissimo, per fortuna! Siamo rimasti per tre notti.

Torniamo indietro di circa 2 settimane, quando la mattina del 21 maggio siamo partiti da Osh (Kirghistan). Insieme a Monika e Gita, secondo indicazioni di due uomini kirghizi, lasciamo il nostro alloggio per dirigerci verso Gulcho,; chiediamo varie volte a gente per la strada se la direzione è giusta, perfino ad un poliziotto. Dopo km e km di chiacchere, stavamo parlando dell’incontro di Monika con Tomas, la guida tedesca del gruppo di tedeschi che sta pedalando verso Pechino, mi rendo conto che la strada è a doppia corsia per senso di marcia e c’è abbastanza traffico, sembra una specie di super strada e le montagne sono in lontananza alla nostra destra quando dovrebbero essere di fronte a noi. Ho il presentimento che stiamo andando in un’altra direzione. Chiediamo ancora ed infatti abbiamo sbagliato strada. In totale questo sbaglio ci è costato quasi 2 ore e un 30 km fatti per niente! Finalmente troviamo la nostra strada che diventa sterrata subito fuori Osh. La strada era asfaltata, ma il vecchio asfalto è stato distrutto per essere sostituito e compagnie turche e cinesi lo stanno rifacendo. Incontriamo molti camion stracarichi di materiale che vanno verso la Cina ed iniziamo a vedere anche camion cinesi. Sassi, pietre, molta polvere e leggera salita. C’è caldo, è una bellissima giornata di sole. Ci fermiamo a mangiare qualche Samsa, fagottini di pasta ripieni di carne di pecora cotti al forno. Sotto sera il cielo si fa scuro ed all’improvviso inizia a piovere. Ci ripariamo sotto una tettoia dove incontriamo una coppia tedesca che sta andando verso Osh in bici. Sono partiti circa 3 mesi fa dal Laos e stanno tornando verso casa, in Germania. Chiediamo a loro informazioni sull’Irkesh Tam Pass e ci dicono che è aperto e loro non hanno avuto problemi nel passare dalla Cina al Kirghistan. Ripartiamo quando ha quasi smesso di piovere; mancano circa 10 km alla nostra meta, in cima al passo, 2.400 mt. di altitudine. Arriviamo al passo alle 21.30 e ci mangiamo una zuppa calda. All’appello manca solo Sigitas che arriverà verso l’una di notte. Dormiamo all’interno di 2 yurta. Il giorno seguente possiamo ammirare il panorama che è incantevole. La strada ora scende verso Gulcho e ritroviamo l’asfalto. Sono in compagnia di Monika, Danae, Vasilius e Bob quando inizia a piovere e ci ripariamo sotto la tettoia di una fermata dell’autobus. Subito arrivano dei locali ed un ragazzo ci invita e bere tè a casa sua; accettiamo volentieri l’invito. Ci presenta sua moglie, una ragazza di 18 anni, e la loro figlioletta di pochi mesi. Ci viene offerto una specie di burro, molto più cremoso e di colore giallo, che mangiamo con il pane al quale io aggiungo dello zucchero. Ci dicono che a fine agosto andranno in Russia a lavorare vendendo vestiti perché lì non hanno lavoro. Lasceranno la figlia in affido ai genitori di lei. E’ abbastanza comune in Kirghistan lasciare in affido i figli ai propri genitori. Ci chiedono di restare a dormire, ma purtroppo dobbiamo andare. La strada attraversa piccoli villaggi, siamo in mezzo alle montagne. Il tempo è pessimo, freddo, pioggia, nessuno di noi vuole dormire in tenda così a pochi km prima del nostro campo decidiamo di dormire in una casa privata, non solo perché piove, ma soprattutto per conoscere meglio la gente kirghiza e la loro cultura. Dormiamo in una casa indicataci da alcuni locali; la famiglia ci accoglie senza problemi. Con noi c’è anche Gita e riusciamo a comunicare in russo con una delle figlie, una ragazza di 18 anni che sta studiando disegno in Alma-Ata (capitale del Kazastan). In Alma-Ata vive una delle sue sorelle ed alcuni sui parenti. Ci dice che il suo sogno è di lavorare come disegnatrice di moda in Europa. E’ casuale che si trovi a casa dei genitori in Kirghistan, dove rimarrà solo per alcuni giorni. Sappiamo che le ragazze possono sposarsi già all’età di 15 anni e che possono venire rapite dall’uomo che le vuole in moglie, ma se l’amore non è contrapposto e la ragazza non lo vuole sposare e torna indietro dalla propria famiglia nessuno la vorrà più in moglie. Le chiediamo se si vuole sposare, ci dice che è ancora troppo presto e che prima di sposarsi spera di realizzare il suo sogno. Intanto aiuta la madre a preparare il “ plov”, ma al posto del riso usano il farro. La preparazione dura alcune ore e possiamo mangiarne un po’ giusto prima di andare a dormire. Ci fanno accomodare in una stanza distesi per terra su dei materassi con delle coperte. La casa è composta da solo tre stanze; loro dormiranno in cucina, la ragazza con i genitori, due suoi fratelli e il figlio di pochi mesi di un’altra sua sorella che vive a Biskek. In tutta la casa ci sono solo 2 armadi, poche mensole in cucina per i piatti, un tappeto appeso ad una parete, un divano ed un letto, null’altro. La mattina dopo partiamo alla volta del passo Tadlik, a ben 3.615 mt. di altitudine. La strada inizia a salire a tornanti nell’ultima parte prima di arrivare al passo, circa 10km, ed è sterrata, il fondo è abbastanza buono, ma abbiamo un forte vento contrario. Faccio fatica, ad ogni pedalata faccio sempre più fatica a respirare per l'altitudine e mi devo fermare spesso anche per spingere la bici camminando per le forti raffiche di vento che in sella mi fanno sbandare. Tutt’intorno cime dei monti innevate. Il sole splende, ma ho la giacca impermeabile perché c’è abbastanza freddo. Finalmente arrivo al passo dove mi accolgono Sigitas, suo figlio Daumantas, Maryla, Valentinas, Monika ed Adam con il nostro furgone e brindiamo alla nostra impresa con bicchieri di vodka. Ci ristoriamo e partiamo per Sari Tash, paesino a 3.200mt. La strada torna asfaltata. Siamo circondati da nubi nere, per fortuna non piove. Vallate con mucche che sono incrociate con gli yak tibetani, asini, cavalli e pecore pascolano liberamente. Uomini kirghizi sul dorso dei loro cavalli indossando i tipici cappelli bianchi ricamati di nero controllano il loro bestiame. A Sari Tash dormiamo in un hotel che sembra una casa privata.Il giorno seguente ripartiamo verso l’Irkesh Tam Pass, la strada è per 70km sterrata con pietre e polvere, facciamo appena i 10km orari e sobbalziamo costantemente sulle selle delle bici. La fatica viene enormemente compensata dallo scenario che ci circonda: alla nostra destra, in lontananza, le montagne del Pamir completamente innevate, ancora montagne alla nostra sinistra e verdi vallate con qualche cavallo e asino al pascolo. Non ci sono villaggi ed incontriamo solo 2 o tre case. Vedo solo una yurta. Incrociamo molti camion provenienti dalla Cina e molti che dal Kirghistan vanno in Cina e sollevano nuvoloni di polvere! Facciamo 35km, dormiamo in tenda a quota 3.600mt. La sera grande party di addio per Adam, il secondo autista che deve tornare in Polonia. Fa freddo e ci rifugiamo dentro al furgone. La mattina seguente veniamo svegliati da una leggera nevicata, il cielo è coperto. La strada è in pessime condizioni, siamo costretti a pedalare alle estremità cercando di evitare sassi e pietre, ma è quasi impossibile. Temiamo per le nostre bici, i cerchioni si possono danneggiare facilmente e si possono rompere dei raggi. Per fortuna tutto bene, nessuno ha problemi. Dopo 40km arriviamo al penultimo paese kirghiso prima del confine con la Cina. Dormiamo accampati vicino al torrente. E’ così giunto il fatidico momento dell’attraversamento dell’ultimo confine di questo viaggio, all’Irkesh Tam Pass, i,portante passo di collegamento sulla “Via della Seta” tra la Cina e l’Occidente. Ci dobbiamo trasportare sulle bici il nostro bagaglio che avevamo sul nostro furgone che non possiamo portare in Cina e così ci facciamo 10km a pieno carico. La strada è in leggero sali scendi, non facciamo troppa fatica, per fortuna! Superiamo l’ultimo posto di blocco kirghiso dove ci controllano solo i passaporti e via, verso la Cina. Blocchiamo un camionista cinese e riusciamo a trasportare alcune scatole di materiale organizzativo, come la stampante, libri, ecc. sul suo camion. Arriviamo ad un primo posto di blocco cinese, ci controllano i passaporti, mi prendono il computer e mi controllano parte del bagaglio. Solo ad alcuni di noi controllano il bagaglio, poi via, verso la “vera” frontiera. I doganieri si muovono di gran fretta, sembra che si vogliono liberare di noi nel minor tempo possibile, ci aiutano addirittura a trasportare i bagagli che, per i soliti controlli, abbiamo dovuto togliere dalle nostre bici. Intanto in un ufficio, dei doganieri mi chiedono la password per accedere ai dati del mio computer, 10 minuti di controllo e mi restituiscono il computer. Compiliamo dei fogli sui quali, oltre ai soliti dati personali, ci sono bizzarre e ridicole domande come se siamo in salute, se abbiamo qualche malattia come bronchite, se abbiamo dei disturbi mentali, se vogliamo restare in Cina o se vogliamo tornare a casa. Appena passato il confine cinese ci aspettava un piccolo furgone con autista e guida uygur che parlava inglese e ci hanno seguito fino a Kashgar. Da Kashgar abbiamo un altro autista che parla solo cinese e verra' con noi fino a Pechino, ma insieme a lui viaggia l'altro nostro autista polacco.

Cina, siamo arrivati!

Kirghistan, Osh

Mar Mag 20, 2008 1:51 pm

Salam alekum,

siamo arrivati ad Osh ieri sera e dormiamo in una specie di asilo per bambini, accampati chi in tenda nel prato, chi sotto ad una tettoia chi in una stanza di 6mt per 6 con 10 letti a castello vecchissimi ed un'aria stagnante da soffocare. Io dormo nella mia tendida sotto ad una tettoia e di fianco a me ci sono Valentinas, Bob, Adam e Daumantas.
Poche righe per dirvi che circa 5 giorni fa dovevamo entrare in Tajikistan per starvi appena 2 giorni e rientrare in Uzbekistan, questo per evitare la strada principale uzbeka piena di camion e macchine, ma causa visita del presidente kirghiso al presidente tagiko, il confine era chiuso per ben 2 giorni! Tutto inizia al mattino con partenza dal ns. albergo (se cosi' si puo' chiamare, non classificabile in stelle)a Bekobod dove il confine dista pochi kilometri; arrivati li' al mattino di buon ora, siamo stati costretti a farci ben 45 km per raggiungere un altro confine, a Choikan, perche' a Bekobod possono passare solo i residenti uzbeki, peccato che la nostra organizzazione non si era molto informata prima e nessuno lo sapeva. Arrivati al confine, i nostri due autisti che erano gia' li' ci danno la cattiva notizia. Iniziamo a telefonare alle nostre ambasciate a Taskent per chiedere aiuto: pochi di noi pero' hanno la loro ambasciata e cosi' io chiamo la mia ed il Sig. Carmine Pappacena dell'uff.consolare mi dice che si attiva subito per aiutarmi. Dopo circa un'ora mi richiama per dirmi che ha telefonato alle autorita' tagike che in serata dovrebbero farci passare. Dopo un'altra ora richiamo la mia ambasciata e parlo con la segretaria dell'ambasciatore, la quale gentilissima mi dice di richiamare piu' tardi che riprova a ritelefonare alle autorita' tagike per farci passare prima. Dopo mezz'ora la richiamo e mi dice che ha chiesto di farci passare entro sera. Dopo altri 20 minuti circa, vado con Sigitas al confine e restiamo in balia dei doganieri uzbeki per almeno mezz'ora aspettando una risposta dai doganieri tagiki. Arriva la risposta e ci dicono che solo io posso passare in quanto italiana e tutelata dalla mia ambasciata dalla quale loro hanno saputo di me. Nulla da fare, l'ambasciata polacca non ha potuto aiutarci e l'ambasciata inglese contattata da Bob che e' scozzese, ma ha fatto la telefonata per chiedere aiuto, non ha fatto altro che telefonare a quella italiana per chidere come si stavano muovendo. Torniamo indietro e decidiamo di raggirare il pezzo di Tajikistan pedalando per le strade uzbeke. In pochi giorni raggiungiamo un passo che sulla mappa e' a quota 2.284 mt, ma in realta' e' piu' basso per una strada nuova con 2 tunnel costruita di recente, comunque credo che siamo arrivati a quota 2.000mt. Paesaggio meraviglioso, cime innevate, tempo splendido con cielo blu senza nuvole! Circa 20 km di pura salita, ma poi ben 50 km di sola discesa, fantastico! Tutto bene, arriviamo nella valle del Fergana dove in lontanza si intravedono in mezzo alla foschia le montagne del Pamir...ma in realta' si vede ben poco ed il paesaggio intorno a noi e' caratterizzato da campi coltivati a cereali, giovani pianticelle di cotone, alberi, paesi, citta'.
domani dovremmo partire da Osh in direzione del confine cinese. Stamattina sono riuscita a spedire una scatola di roba a casa mia con la DHL, la spedizione la pagano i miei, ma io ho dovuto pagare l'ammontare di 10 dollari (sono 350 sum kirghisi) per le spese doganali, spero che la scatola arrivi a casa.Dalla Turchia avevo spedito a casa una busta con dei pensierini per i miei amici, ma la busta e' arrivata vuota, che sfiga.
Intanto oggi un ragazzo conosciuto in strada ci ha detto che all'Erkesh Tam Pass, ovvero il passo che dobbiamo fare tra circa 5 giorni per passare in Cina, c'e' neve sulla strada. Il passo si trova a piu' di 3000 metri, ora non ricordo bene l'altezza precisa, ma il problema e' che da OSH la strada va sempre in salita, qui dovremmo essere a 1000 mt,c'e' caldo, ma e' ventilato, ma il fatto e' che nessuno sa con certezza se i cinesi ci faranno passare perche' sappiamo che con la storia delle Olimpiadi il governo cinese non ha piacere a fare entrare molti stranieri e anche se noi abbiamo il visto puo' capitare che in frontiera ci blocchino. Con la storia anche del terremoto e dalla Sars che continua a fare vittime noi non siamo sicuri di passare. L'ambasciata polacca a Pechino alla quale ci siamo rivolti per chiedere delucidazioni, ci ha suggerito di prendere un aereo direttamente per Pechino, che teste di ca..!
Altro problema: non possiamo portare il nostro furgone in Cina perche' serve una targa cinese, la patente cinese che si prende dopo aver superato l'apposito esame ed un speciale permesso che abbiamo richiesto mesi e mesi fa, ma ci e' stato negato. Sigitas e Maryla, che stanno coordinando il ns. viaggio, hanno chiesto ad alcune agenzie di noleggiarci un furgone con autista che in Cina e' obbligatorio, ma si rifiutano di noleggiarlo proprio perche' sembra che non vogliano stranieri. Alcune persone che volevano partecipare al ns. viaggio in Cina, non possono venire perche' sono ormai mesi che il governo cinese non da' piu' il permesso di emettere visti, ma saranno str... sti cinesi?!?
Stasera alle 21 abbiamo una riunione con il gruppo per gli aggiornamenti della situazione e c'e' la possibilita' che il nostro furgone ci segua fino su al passo poi, se ci fanno entrare in Cina, fino almeno a Kashgar ci dobbiamo portare tutta la roba sulle bici, e da Kashgar dobbiamo per forza noleggiare un altro furgone per tutto il viaggio in Cina. Insomma, per ora e' tutto vago. Sigitas dovra' per forza trovare un furgone o una macchina per il trasporto dell'attrezzatura tecnica, come la stampante che ci siamo portando dietro per stampare le mappe giornaliere ogni mattina! Ma ci ha gia' detto di essere pronti a portarci per alcuni giorni o forse anche solo un giorno, il borsone che ognuno di noi trasporta di diritto sul ns.furgone, che culo! Pochi giorni fa abbiamo incontrato di nuovo dopo circa un mese il gruppo di tedeschi che sta pedalando come noi verso Pechino, ma loro sono molto organizzati e la loro agenzia turistica e' specializzata in viaggi in Cina ed il proprietario dell'agenzia che e' venuto qui a trovarli ci ha detto che ci puo' aiutare con il noleggio, speriamo bene!

Purtroppo non riesco ad aggiornare il blog come vorrei, ci sono tantissime cose da scrivere, ogni giorno per noi e' un'avventura, poi succedono cose piacevoli e cose meno piacevoli. Durante i primi mesi ci sono state diverse controversie con alcuni all'interno del gruppo come litigi tra Valentinas e Nijole che or ora non si parlano e si evitano! Poi casini con Holger, un tedesco che io e Sigitas avevamo conosciuto nel Peaceride, che ogni volta che era con noi litigava con Monika ed aveva sempre da dire sul gruppo perche' secondo lui noi non siamo un vero gruppo perche' siamo abbastanza individualisti, ma questo e' lo spirito del baltic cycle. Comunque, sto Holger piagnucolava sempre con Sigitas e voleva togliersi dal gruppo finche' un bel giorno ha finalmente deciso di togliersi da noi, e' avvenuto a Buchara, ed fino a pochi giorni fa abbiamo saputo dai nostri Danae, Vasilios, Edvinas e Rolandas che sono passati dal Tagikistan perche' al contrario di noi che avevamo il visto di gruppo per l'Uzbekistan e dovevamo restare tutti insieme, era bloccato tra il confine tagiko ed uzbeko perche' e' uscito illegalmente dall'Uzbekistan senza timbro sul passaporto, e' entrato in Tagikistan ed e' uscito legalmente, ma ora non riesce piu' a rientrare in Uzbekistan perche' non ha il timbro di uscita!
Ogni tanto qualcuno di noi ha problemi di stomaco e dissenteria, a me e' successo la notte prima di uscire dal Turkmenistan che ho vomitato per ben 3 volte con dissenteria sempre per tre volte durante la notte, che culo!
Il gruppo e' un po' fiacco, io mi trovo bene con il figlio di Sigitas che e' davvero simpatico ed intelligente, ma spesso lui pedala da solo perche' ha i suoi ritmi. Pedalo sempre con Monika e da Baku si e' aggiunta a noi Gita, ragazza lettone, ma sempre noi tre per me sta diventando monotono, ogni tanto incontriamo Sigitas e Maryla ed altri del gruppo, magari si pranza insieme, ma poi si continua ognuno per i fatti propri nel senso che ci sono tanti piccoli gruppi: Brian e Alison pedalano con Mark e Joachim, Valentinas e' da solo perche' si ferma sempre a fare foto, ci sono Rolandas e Edvinas, lituani, anche loro ora partono al mattino insieme e li ritroviamo alla sera. Mark, olandese, lo trovo simpatico, all'inizio del viaggio si pedalava insieme anche con Monika, poi ha avuto delle controversie con Monika ed abbiamo pedalato per diversi giorni da soli io e lui, poi sono arrivati i ragazzi lituani a Tbilisi e lui pedalava con Joachim ed ora abbiamo parlato e mi ha detto che non sopporta piu' Monika e che preferisce non pedalare con lei, ma cosi' non pedala nemmeno con me essendo io sempre con Monika.....diciamo che non sono obbligata a stare tutto il giorno con Monika, ma la situazione non e' facile. Tra poco piu' di una settimana Brian ed Alison andranno a casa ed anche Joachim ho saputo che andra' a casa da Kashgar e non viene piu' fino a Pechino, cosi' Mark si trovera' da solo....mi ha detto che gli manca la mia compagnia. Mi sono presa 5 giorni di riposo lontano dal gruppo tra Buchara e Samarkanda e li ho goduti tutti!!

Alla prossima,
baci

UZBEKISTAN, Samarkanda

Mer Mag 07, 2008 2:18 pm

Salam alekum,

ma quanto tempo e' passato dall'ultima volta che ho scritto?! Non mi sono resa conto che e' passato piu' di un mese, che sciagurata che sono! Abbiate pazienza, sono sincera e vi dico che ho preferito spendere il poco tempo libero che ho in questo viaggio facendo tutt'altro che scrivere davanti ad un computer!
La Georgia e' stata meravigliosa come anche l'Azerbaijan, per vari motivi: i georgiani sono quasi tutti ubriachi, perfino i poliziotti, a qualsiasi ora del giorno, mia facil! La prima sera in Georgia, il proprietario dell'albergo situato nel parco dove abbiamo dormito con le nostre tende, ci ha accolto con bottiglione di almeno 10 litri di ottimo vino gergiano, bottiglie di vodka, gustoso salame e speak georgiano e soffice pane...inutile dire che dopo la serata ci siamo ritrovati tutti allegri, chi piu' chi meno, perfino Sigitas, il nostro leader, non si e' certo trattenuto e quando gli ho dato la buona notte non faveva altro che mostrarmi tutti i sui denti dell'arcata dentale! Al risveglio tutti eravamo lenti, nessuno aveva fretta di partire, le imponenti querce del parco attendevano che levassimo le nostre tende dalle loro radici e piano, molto piano, ad uno ad uno abbiamo inforcato le bici, e via, di nuovo in sella. L'Azerbaijan ci ha accolto con una leggera pioggerella, ma si e' subito ripreso con una deliziosa cena insieme ai poliziotti che dalla frontiera con la Georgia ci hanno scortato fino allo "sleeping place" (posto per la notte) portandoci prima in un ristorante, dove oltre all'aver mangiato, abbiamo ovviamente anche bevuto...vodka, sia russa che dell'Azerbaijan. Anche in Azerbaijan e' tradizione fare discorsi a tavola, come dare buoni consigli e buoni auspici, sempre accompagnati da un bicchiere di vodka; inutile dire che dopo eravamo tutti belli che allegri! Intanto le imponenti ed innevate montagne del Caucaso ci accompagnavo all'orizzonte, meraviglioso paesaggio.
Arriva il momento clou che ha reso l'attraversata di Georgia e Azerbaijan unica: per me sono stati i 10 giorni piu' intensi e belli di questo viaggio grazie all'arrivo a Tbilisi di 7 fantastici, meravigliosi, splendidi, fantasmagorici ed unici ragazzi lituani, ma che dico ragazzi, uomini! ...E uomini veramente, da restare senza parole... "The Family" ovvero la famiglia era composta da questi 7 personaggi, da me e Monika, che siamo state letteralmente adottate dalla famiglia. Veri gentiluomini: hanno sempre pagato pasti e cene per me e Monika, da non credere! Tutto e' iniziato la sera del loro arrivo a Tbilisi: io, Monika e Danae (la ragazza greca) andiamo con loro a piedi dal nostro sleeping place ai bagni termali; durante il tragitto ci infiliamo in un bar del centro a farci un aperitivo mentre dopo, sulla via per i bagni, Mindaugas, uno dei lituani e incredibile ballerino di balli latini americani, inizia a darci lezioni e ci mettiamo a ballare ovunque, anche davanti ai bagni aspettando per ben 40 minuti per entrare. Intanto Monika dice che dopo un bel bagno termale ci vuole un bel massaggio che DEVE essere accompagnato con il BABY OIL ed e' cosi' che Saulius parte alla ricerca del famoso BABY OIL, pena: no BABY OIL, no MASSAGGIO. Dopo minuti e minuti di disperata ricerca, eccolo che ritorna con il magico olio! Da ora in poi Saulius si chiamera' "il ragazzo BABY OIL". Dopo lezioni di salsa e merenghe, di bottiglie di birra e di fumate di pipa, entriamo nei bagni e l'avventura continua...prima entriamo noi ragazze, ci facciamo la doccia e ci immergiamo per interminabili ed idilliaci minuti nella vasca di acqua calda, poi arriva la donna che ci fa lo scrub ed un veloce massaggio, poi e' il turno dei ragazzi, che prima ci portano il te' e poi, ad uno ad uno entrano con l'asciugamano per non essere troppo "aggressive". Ci rilassiamo immersi nella vasca, sorseggiando te nero senza zucchero e bevendo birra...Arriva il momento dei massaggi, Danae che e' molto brava, inizia con Monika, poi con i ragazzi, poi e' Mindaugas che passa a fare il massaggio a Danae, a me ed ancora a Monika...siamo letteralmente cosparsi di BABY OIL, baby oil dappertutto....intanto, mentre Mindaugas ci fa il massaggio, Vitas, Faustas e Zidrunas si improvvisano ballerini e si inventano un simpatico balletto, poi passano a massaggiarci gambe e braccia, fantastico! Forse sono passate due ore quando usciamo ed andiamo a cenare nello stesso bar dove avevamo preso l'aperitivo. Mentre aspettiamo il cibo, Mindaugas e Danae iniziano a ballare, poi Mindaugas invita tutti noi e tutti gli ospiti del locale a ballare la salsa...che spettacolo, dopo i primi passi eccoci che ci cambiamo di coppia, noi con i georgiani...Viva la gente georgiana! Italiani, svegliatevi! Messaggio rivolto ai miei amici\amiche che sarebbero stati molto, ma molto imbarazzati ad accettare l'invito ed allora, in dialetto reggiano, per voi vi dico: MA SVEGLIV RAGASS E LASIV ANDER OGNI TANT CHE AV FA BEIN!
Torniamo alla scuola dove dormiamo, cantando e danzando per le vie di Tbilisi, giriamo l'angolo e vediamo Sigitas con Adam in piedi sul tetto del nostro furgone a collaudare il portapacchi fatto fare da un artigiano e, vedendoci, presi dalla nostra allegria, si mettono a ballare...ci manca poco che ruzzolano giu' dal furgone!
Bene, momento massaggio con baby oil e danze terminato ed arriva il momento "VINO GEORGIANO": e' cosi che un giorno in un piccolo paese in una felice valle, dopo aver tentato con 2 fabbriche di vino chiuse, il terzo tentativo e' quello buono e ci ritroviamo a mezzogiorno a bere, anzi a tracannare, un sublime, dolce, frizzante e fresco vino rosso. Con la calura che c'era, il vinello andava giu' che era un vero piacere, un regalo della natura! I fantastici 7 non ci pensano nemmeno un secondo ed in un baleno svuotano tutte le bottiglie di acqua che abbiamo, addirittura svuotiamo le bottiglie di acqua Borjomi, considerata la migliore del mondo (non e' uno scherzo, sull'etichetta ci sono stampati una miriade di premi vinti per le qualita' dell'aqua). Riempiamo anche le borracce, non solo con il vino rosso, ma anche con vino bianco secco. Mentre pedaliamo cercando un ristorante, continuiamo a bere, vino ovviamente! Vitas e Faustas si scambiamo un tenero e "ubriaco" bacio dalle selle delle loro bici. Al ristorante continuiamo a bere, ma mangiamo anche. In un pomeriggio abbiamo bevuto 25 litri di vino divisi in 9 persone e la sera si e' continuato a bere intorno al fuoco nel nostro sleeping place nei campi con i monti alle nostre spalle.
C'e' molto e molto ancora da dirvi, ma Jimmy, il ragazzo olandese di 25 anni che e' partito dall'olanda agli inizi di marzo e che desidera viaggiare per almeno 2 anni (sono un po' gelosa, eh?) e' arrivato a prelevarmi da questo internet cafe' per portarmi ad incontrare Giuseppe, fotoreporter genovese, niente poco di meno che al Registan, fulcro di Samarkanda, con la moschea e le tre scuole coraniche.

Con la luce calda del tramonto vi saluto e vi abbraccio.

Carlotta


viaggio in bici da Olimpia a Pechino
Proprietario TripBlog: [ Carlotta ]
Collaboratori: [ (nessuno) ]
Blog: [ Visualizza tutti i Messaggi ]
[ Amici ]
Vai: [ Indietro/Avanti ]
Calendario
« < Settembre 2010 > »
1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30
Shoutbox
Dom Giu 08, 2008 11:03 pm
I enjoy your blog and Mark's photos.
Not as good as being there .... but close.

John (irlanda)
Sab Mag 10, 2008 7:37 am
Che bello aver potuto incrociare per un po' le nostre strade lungo la via dela seta, come accadeva ai mercanti sogdiani in viaggio secoli fa....
mi raccomando continua a pedalare, che prima o poi ci rincontreremo di nuovo...
bacio, giuse
Mer Apr 09, 2008 8:28 pm
qua si chiedono quando torni... Razz
ciao!!! Very Happy
Ven Apr 04, 2008 11:40 pm
That is a wonderful. You will have happy memories of Tiblisi. John..Ireland
Dom Mar 30, 2008 12:26 am
Well done Carlotta. From John
Mer Feb 20, 2008 10:57 pm
Vai Carlotta un grosso in bocca al lupo dall'Africa!

deh belin che forza!! coraggio!!
Sab Feb 09, 2008 12:12 am
W i d_d!!!
Copia il testo dell'immagine qui sotto (antispam):
Image verification

Contatti Carlotta
Indirizzo e-mail
Messaggio privato
MSN
Yahoo
AIM
ICQ
Informazioni Carlotta
Registrato
Mer Mar 09, 2005 7:27 pm
Residenza
Castelnovo Sotto (R.E.)
Impiego
Interessi
il buon cibo ed il buon vino, mtb, trekking, libri, cinema, ballare!
Blog
Blog Iniziato
Gio Feb 07, 2008 5:08 pm
Messaggi totali
19
Età TripBlog
938 gioni
Risposte totali
34
Visite
24986
RSS
Feed RSS