Cina, Lanzhou
Mer Lug 09, 2008 11:38 am
Nihao,
Lanzhou è la capitale della regione del Gansu, ha circa 3 milioni di abitanti, è una città moderna ed industrializzata con molte industrie petrolchimiche. L’aria qui non è delle migliori, eravamo abituati al deserto dove abbiamo incontrato qualche grande città, ma principalmente abbiamo attraversato piccoli villaggi dove il cielo era sempre azzurro e l’aria pulita, a parte in qualche zona dove c’erano fabbriche di carbone, ma da qui verso Pechino incontreremo sempre più aree industrializzate e sempre più inquinamento. La maggior parte delle donne, qua in Cina, si copre il viso con una mascherina per proteggersi dalla polvere e sporcizia che svolazzano dappertutto, nei villaggi come nelle città, ma ora forse è arrivato anche il nostro turno di proteggerci con la mascherina, non tanto dalla polvere alla quale siamo abituati, ma dall’inquinamento!
Prima di giungere a Lanzhou siamo passati da alcune famose località della Via della Seta come Turpan che credevo si trovasse a 155mt. sotto il livello del mare ed invece è a circa 30mt. sopra il livello del mare! Praticamente è il lago che si trova vicino a Turpan ad essere a -155mt. Comunque, sopra o sotto il livello del mare, Turpan è la località più calda sulla Via della Seta, alle 13 c’erano 43 gradi! Nel pomeriggio la temperatura è salita, non so quanti gradi c’erano, ma il caldo era pazzesco tanto che all’ombra mi sembrava di cuocere perchè era come avere il sole che mi bruciava la pelle. Ho apprezzato l’aria condizionata della camera d’albergo tanto che avevo freddo!
Il deserto del Taklamakan ha sconvolto alcune persone del gruppo, primo fra tutti Bob, scozzese, che a Turpan ci ha salutati e se ne è tornato a casa perché stanco del caldo e del paesaggio monotono (secondo lui)….bye, bye Bob. Poi Danai e Vasilious (la coppia greca) che non vedeva l’ora di trovare il VERDE.
Dopo Turpan siamo arrivati ad Hami, altra città oasi circondata dal deserto con i monti del Karlik Shan che le fanno da contorno con le cime innevate da neve fresca. Hami e' una cittadina verdissima, alberi e fiori dappertutto, grazie all’acqua proveniente dai monti circostanti che viene convogliata in canali per l'irrigazione. Negli ultimi due giorni prima di arrivare ad Hami, abbiamo pedalato tra deserto e montagne e di notte la temperatura si era abbassata ed ho dormito benissimo, finalmente!
Oltre al caldo che ci faceva compagnia non solo durante il giorno, ma anche durante la notte, abbiamo avuto qualche spiacevole sorpresa come una tempesta di sabbia che ci ha colti all’improvviso durante una notte e ci ha riempito le tende di sabbia! Erano circa le 3 della notte quando il vento si è fatto sempre più forte e la mia tenda era quasi completamente piegata da un lato perché non avevo messo il telo antipioggia per non soffocare dal caldo, ma sono stata costretta a metterlo per avere una maggiore protezione dal vento. Ho aiutato Mark con la sua tenda perchè il vento aveva fatto saltare quasi tutti i picchetti del telo antipioggia che abbiamo tolto. Vasilious e Daumantas hanno aiutato Nijole a montare la tenda perché stava dormendo senza solo con il sacco a pelo.
Un’altra volta mentre stavamo dormendo vicino alla strada a pochi metri da una piazzola di sosta, che è stata la nostra sfortuna perché durante tutta la notte si sono fermati camion e pullman, verso le 01.30, ho sentito il rumore di un trattore provenire da lontano, mi sono “affacciata” dalla mia tenda e ho visto che il trattore stava avanzando tra gli arbusti nel deserto, non troppo lontano dal nostro accampamento. Ho cercato di riprendere il sonno che è stato quasi subito interrotto sempre dal rumore del trattore che ha attraversato il nostro accampamento passando proprio vicino ad alcune tende. Ho aspettato nella mia tenda che il trattore se ne andasse, ma al contrario dal mio desiderio, le persone sopra al trattore hanno iniziato una viva conversazione con il mezzo fermo proprio sulla piazzola di sosta. Ho tentato ancora di riprendere il sonno quando all’improvviso sono stata svegliata da lampi di luce e rumori di bestiame, allora ho aperto la tenda e ho visto le persone del trattore cercare disperatamente di tirare con corde alcune pecore e portarle sul trattore. Tutto questo avveniva in mezzo al nostro campo! Quasi verso le sette il trattore se n’è andato, non so se con le pecore sopra o senza, comunque, secondo me i personaggi stavano cercando di rubare le pecore da un qualche villaggio sperduto tra gli arbusti.
Un’altra notte stavamo dormendo in un campo con un piccolo laghetto vicino alle nostre tende e nel mezzo della notte qualcuno di noi si è svegliato con la tenda in mezzo all'acqua! Abbiamo dovuto spostare le tende e per fortuna l'acqua non le ha più raggiunte! Praticamente sono rimasti aperti dei canali per l'irrigazione in quanto intorno a noi c'erano dei vigneti. Alcuni giorni prima, eravamo stati sorpresi da una tempesta di sabbia che ci aveva costretto a fermarci 45 km prima del posto previsto per la notte. Avevamo attraversato un tratto di strada verde, con alberi e campi coltivati e qualche villaggio e ci siamo ritrovati di colpo in mezzo al deserto ed il vento, che ci tiene compagnia tutti i giorni ed è sempre contrario o laterale e contrario nello stesso tempo (solo pochissimi giorni dall'inizio del viaggio abbiamo avuto il vento a favore, che sfiga!), è diventato di colpo fortissimo trasportando sabbia, che in quel tratto di deserto era dura tipo come piccoli sassolini (qui il deserto non è sabbioso con dune, ma piuttosto roccioso con sabbia dura e qualche cespuglio qua e là) che ci piombavano addosso facendoci un male terribile sulla pelle! Ero insieme alla donna lituana e la coppia di americani era a pochi metri distanti da noi, più indietro rispetto a noi, all'improvviso non vedevamo più niente con la sabbia da ogni parte e il vento fortissimo e mi sono riparata come potevo proteggendomi con la bici coricata sulla strada; poi ho visto gli americani tornare indietro al casello della super strada che distava circa 200 mt. e che non riuscivamo nemmeno più a vedere! Qui c'è una specie di super strada ad una corsia per senso di marcia, con asfalto perfetto e con circa 1 mt. di spazio ai margini così da permetterci di pedalare non in mezzo alla strada e ogni 200km circa c'è un casello con un edificio adiacente per i lavoratori con una mensa, bagni ecc. ma non danno cibo agli estranei. Siamo andate anche noi al casello, io sono salita sulla bici e mi sembrava di volare, non riuscivo nemmeno a tenere aperto gli occhi! Mo che lavor! Al casello c'erano delle macchine dalla polizia e i poliziotti ci hanno dato un melone e delle bottiglie d'acqua. Siamo rimasti 3 ore e dopo 2 ore che eravamo lì sono arrivati Sigitas con Maryla, la donna polacca che con Sigitas ha organizzato questo viaggio. Maryla ha telefonato a qualcuno del gruppo ed abbiamo saputo che c'erano 5 persone davanti a noi di circa 10 km fermi in una casa, mentre altri erano già arrivati al "campeggio". Abbiamo raggiunto i 5 ed abbiamo dormito nella casa con le tende. Era una casa per gli operai addetti alla costruzione dell'autostrada.
Dopo Hami e tutti gli inconvenienti successi, siamo arrivati ad Anxi da dove ci siamo recati a Dunhaung con l’autobus. A Dunhuang siamo rimasti due giorni ed abbiamo visitato le grotte di Mogao, famose per le statue ed i dipinti del Buddha, costruite a partire dal 4°secolo e fino al 14° secolo dopo Cristo da diverse dinastie. Abbiamo anche visitato la famosa oasi del “Lago dalla Luna Crescente” che si trova appena fuori città ed altra famosissima tappa della Via della Seta dove un tempo si fermavano le carovane per fare abbeverare i cammelli. L’oasi è circondata da enormi dune di sabbia che danno inizio al deserto del Gobi. Dicono che il vento che soffia perenne sulla sabbia non la trasporta mai sulle acque del lago e le dune “cantano” ovvero pare che trasmettano un suono simile al violino...
Dopo Dunhuang siamo arrivati a Jiayuguan, situata all’estremità ovest del corridoio Hexi, famosa perché un tempo segnava il confine della Cina verso occidente e qui termina la Grande Muraglia con il Forte chiamato Jiayuguan Pass. Abbiamo visitato anche la Grande Muraglia che qui è molto più piccola di quella che siamo abituati a vedere solitamente in foto e documentari, ma non per questo meno sensazionale, anzi, c’è da rimanere a bocca aperta ammirandola dal Forte dal quale dista 6 km perché pare sospesa sul crinale dei monti Heishan. Da Jiayuguan ho proseguito in bici con Mark e Jan solo fino a Jiaquan, 20 km, dove Jan il mattino seguente ha richiesto il prolungamento del suo visto, che gli stava per scadere, e che fortunatamente ha ottenuto. Siamo rimasti un giorno indietro rispetto al gruppo e la notte trascorsa a Jiaquan abbiamo dormito in un albergo a 5 stelle in camera tripla per soli 16 euro a testa, incredibile! Alla reception ci hanno offerto il tè e le nostre bici sono state guardate a vista tutta la notte dal guardiano del parcheggio. La mattina seguente, entrati nella sala per la colazione, siamo stati accolti dalla musica di Enya e da tavolate ricolme di cibo del quale ci siamo abbondantemente saziati. Alla nostra partenza, nella hall dell’albergo, siamo stati salutati dalle dolci note del piano suonato da una giovane donna. Partiti da Jiaquan, abbiamo quasi raggiunto il gruppo, quasi perche' ci siamo fermati ad una 15 di km prima a dormire in un "albergo" in un piccolo paese pagando l'equivalente di 1 euro a testa, ma certamente non paragonabile ai 16 euro della notte precedente! La mattina dopo a colazione in un ristorantino abbiamo conosciuto Chris, un ragazzo tedesco di 27 anni che dopo aver studiato fotografia per 2 anni a Pechino, sta tornando a casa in Germania a piedi. Chris parla benissimo il cinese, dopo averlo studiato per anni (ci ha detto) ed ora che ha terminato gli studi si e' preso il suo tempo per tornare a casa in Germania a piedi. Si e' fatto costruire un carrellino con all'interno un contenitore rettangolare tipo piccolo freezer nel quale trasporta il suo bagaglio. Scattiamo qualche foto e dopo aver chiaccherato a lungo purtroppo dobbiamo ripartire, noi verso Pechino e Chris verso l'Europa. Vento contrario, pedaliamo sull'autostrada, dopo 35 km ci fermiamo per il pranzo in una specie di Autogrill e decidiamo di procedere verso Zhangye con un camion. Chiediamo ad alcuni camionisti che stanno pranzando se ci caricano le bici e dopo pochi minuti uno accetta, ma quando vediamo il camion dobbiamo rifiutare perche' e' carico di materiale e non possiamo caricare le bici sopra a tutta la roba, cosi' aspettiamo e poco dopo arriva il "nostro" camion. A bordo ci sono 3 ragazzi che si danno il cambio nella guida, uno di loro accetta di caricarci, ma ci fa capire che vuole essere pagato, poi l'autista dell'altro camion che ci voleva caricare parla con lui ed alla fine capiamo che non ci prende soldi. Attendiamo mezz'ora per il pranzo degli autisti e via, partiamo! Abbiamo percorso quasi 70 km in poco piu' di un'ora. Avevamo calcolato che pedalando ai 12km all'ora saremmo arrivati dopo le dieci di sera! A Zhangye siamo rimasti 2 notti con un giorno di riposo nel quale abbiamo visitato alcuni monumenti come un tempio taoista dove siamo stati avvolti dalla magica e mistica atmosfera del luogo con melodie di strumenti musicali, canti cinesi di voci di donne, profumo di incenso, preghiere e benedizione del monaco che presiede il tempio. Partiti da Zhangye inizia a piovere e piove per tutto il giorno cosi' la sera, io Mark e Jan dormiamo in un albergo a Shandan, a circa 20km dal gruppo che abbiamo saputo ha dormito in una stazione di polizia, ma alcuni sono rimasti a dormire in una stazione di servizio sull'autostrada. Arrivati a Shandan abbiamo incontrato il gruppo di francesi che sta pedalando verso Pechino,come noi, vedere il loro sito www.parispechinoavelo.com e la loro guida cinese ci ha fatto strada a bordo di una macchina per l'albergo dove ci ha aiutato a prenotare la camera tripla. Sempre lui, la guida cinese dei francesi, ci ha aiutato a chiedere alla reception dell'albergo dove mangiare i famosi "funghi selvatici" che vengono raccolti nelle montagne e ci hanno detto che li avremmo potuti mangiare nel ristorante dell'hotel in poco piu' di un'ora, fantastico. La sera a cena facciamo una super scorpacciata di ben 3 tipi di funghi cotti in padella con olio e gustati con riso cotto al vapore bevendo birra cinese. Un tipo dei funghi era cotto con frittata ed e' particolarissimo perche' e' nero e fine come capelli, pazzesco! Cena squisita per soli 3,5 euro a testa. Il giorno seguente il cielo e' sereno ed il vento e' a nostro favore, finalmente! Arriviamo alla tappa prevista alle 16 (io, Mark e Jan), mancano appena 70km alla tappa del giorno seguente e con il vento a favore decidiamo di proseguire. Ci siamo bruciati i 70km in 2 ore. A fine giornata siamo arrivati a Wuwei, abbiamo percorso 186km partendo alle 10 del mattino e arrivando alle 18.45, grande! La sera grande party sempre io, Mark e Jan per salutare Jan che da qui tornera' a Dunhuang con il treno per incontrare un suo amico con il quale pedalera' verso Pechino dove ci rivedremo il 9 agosto. Ci sediamo ai tavoli di plastica in una specie di piazza, una specie di kiosco all'aperto, e brindiamo con birra, quando si avvicina a noi una ragazza che parla inglese ed iniziamo a conversare con lei. E' gentilissima e ci chiede se vogliamo aiuto. Dice che vuole diventare una insegnante di inglese. Mangiamo alcuni spiedini di carne, molto piccante, senza pane e senza riso, poi visto che la mia fame non e' saziata, insieme alla ragazza andiamo alla ricerca di cibo ed approdiamo al Dicos, fast food cinese. Sono le 23.30 e sta per chiudere, i ragazzi stanno pulendo, ma fortunatamente e' rimasto un solo hamburgher che ovviamente prendo e mangio a piene ganascie seduta su una panchina di fronte al Dicos, poi insieme a Mark e Jan ci mangiamo un gelato alla vaniglia con crema di cioccolato, preso sempre al Dicos. La nostra "amica" cinese ci saluta e noi tre ritorniamo ai tavoli nella piazza e beviamo un'altra birra. Iniziamo a giocare a "forbici/carta/roccia" ed all'improvviso alcuni ragazzi ed una ragazza seduti nel tavolo accanto si uniscono a noi nel gioco. Ci divertiamo come matti quando tre uomini di un altro tavolo si uniscono a noi. L'atmosfera e' fantastica, tra risate, schiamazzi e bevute di bicchierini di birra ad ogni perdita del gioco... E' giunta l'ora di andare a dormire, tutti un po' ubriachi e felici! I tre uomini pagano le nostre birre, xie' xie' (si pronuncia scie', scie' e vuol dire grazie in cinese). Il giorno dopo ci alziamo a mezzogiorno, il gruppo arriva nel primo pomeriggio. La sera ultima cena con Mark e Jan poi il mattino dopo salutiamo Jan e con Mark lascio l'albergo. Purtruppo sbagliamo strada e ci facciamo circa 20km in piu' del previsto. Arriviamo a Anyuan,situata a circa 2.200mt di altitudine, che sono le 21.30, stanchi dopo aver fatto un 30km di perenne salita ai 14 all'ora. Ci fermiamo di fronte ad un negozietto ed una ragazza di 14 anni, in perfetto inglese, ci chiede se vogliamo aiuto. Le chiediamo se c'e' un albego, io e Mark vogliamo dormire li' anche se il gruppo e' distante quasi 5km e dorme in tenda, ma la strada e' dissestata ed in salita e non vogliamo pedalare nella notte con camion, macchine e polvere! La ragazza ci dice che c'e' un albergo, ma ecco che arriva una signora anziana che mi guarda e sorride. La ragazza le parla di noi e dice che cerchiamo da dormire, la signora attraversa la strada, parla al marito seduto di fronte a casa e pronto a rifornire di acqua i camion (praticamente e' il suo lavoro), torna indietro e ci dice che possiamo dormire in casa sua, fantastico. La casa e' molto semplice e spoglia, una stufa al centro della stanza principale dove la famiglia dorme, mangia e si lava, un odore penetrante di carbone. Possiamo dormire sul loro letto, mentre marito, moglie e nipotina dormono in una stanza accanto. Con la ragazza ed alcune sue amiche ed amici andiamo in un ristorantino, dopo cena scattiamo qualche foto, diamo i nostri indirizzi mail alla ragazza che ci riaccompagna al nostro alloggio e ci diamo la buona notte. Il mattino seguente alle 8 ci viene a prendere, come stabilito la sera prima, per andare alla sua scuola a parlare con il suo insegnante di inglese del nostro viaggio, ma ci dice che ancora non e' arrivato e che ci sara' nel pomeriggio, ma noi dobbiamo pedalare, cosi' decidiamo di andare lo stesso alla scuola per tentare di parlare con gli studenti. Quando arriviamo alla scuola chiediamo della nostra amica, nessuno ci capisce quando arriva il suo insegnante di inglese, ma ci dice che la ragazza deve studiare in preparazione degli esami che si terranno in tre giorni. Usciamo e nel cortile ripariamo la mia camera d'aria posteriore che e' bucata e dobbiamo aspettare l'arrivo della polizia perche' siamo i primi stranieri in visita alla scuola e ci vogliono controllare i documenti. L'insegnate si scusa per la procedura. Nel frattempo suona la campanella dell'intervallo e molti studenti escono in cortire e ci guardano curiosi mentre Mark mi aiuta. Arrivano alcuni poliziotti che ci controllano i passaporti ed il visto cinese, poi dopo circa 20 minuti se ne vanno. Finiamo la riparazione della mia bici, salutiamo l'insegnante e la nostra amica e ripartiamo alla volta del passo a circa 3.000mt. Di fronte a noi si apre la vallata con cime rocciose all'orizzonte che assomigliano alle Dolomiti. Svalichiamo in compagnia del gruppo francese che si ferma a Tanzhie mentre noi continuiamo verso Lanzhou. La sera posto tappa con le tende appena dopo il paese di Datong ed il giorno seguente, ovvero ieri, dopo 90km arriviamo al nostro hotel a Lanzhou.
Bye, bye
Lanzhou è la capitale della regione del Gansu, ha circa 3 milioni di abitanti, è una città moderna ed industrializzata con molte industrie petrolchimiche. L’aria qui non è delle migliori, eravamo abituati al deserto dove abbiamo incontrato qualche grande città, ma principalmente abbiamo attraversato piccoli villaggi dove il cielo era sempre azzurro e l’aria pulita, a parte in qualche zona dove c’erano fabbriche di carbone, ma da qui verso Pechino incontreremo sempre più aree industrializzate e sempre più inquinamento. La maggior parte delle donne, qua in Cina, si copre il viso con una mascherina per proteggersi dalla polvere e sporcizia che svolazzano dappertutto, nei villaggi come nelle città, ma ora forse è arrivato anche il nostro turno di proteggerci con la mascherina, non tanto dalla polvere alla quale siamo abituati, ma dall’inquinamento!
Prima di giungere a Lanzhou siamo passati da alcune famose località della Via della Seta come Turpan che credevo si trovasse a 155mt. sotto il livello del mare ed invece è a circa 30mt. sopra il livello del mare! Praticamente è il lago che si trova vicino a Turpan ad essere a -155mt. Comunque, sopra o sotto il livello del mare, Turpan è la località più calda sulla Via della Seta, alle 13 c’erano 43 gradi! Nel pomeriggio la temperatura è salita, non so quanti gradi c’erano, ma il caldo era pazzesco tanto che all’ombra mi sembrava di cuocere perchè era come avere il sole che mi bruciava la pelle. Ho apprezzato l’aria condizionata della camera d’albergo tanto che avevo freddo!
Il deserto del Taklamakan ha sconvolto alcune persone del gruppo, primo fra tutti Bob, scozzese, che a Turpan ci ha salutati e se ne è tornato a casa perché stanco del caldo e del paesaggio monotono (secondo lui)….bye, bye Bob. Poi Danai e Vasilious (la coppia greca) che non vedeva l’ora di trovare il VERDE.
Dopo Turpan siamo arrivati ad Hami, altra città oasi circondata dal deserto con i monti del Karlik Shan che le fanno da contorno con le cime innevate da neve fresca. Hami e' una cittadina verdissima, alberi e fiori dappertutto, grazie all’acqua proveniente dai monti circostanti che viene convogliata in canali per l'irrigazione. Negli ultimi due giorni prima di arrivare ad Hami, abbiamo pedalato tra deserto e montagne e di notte la temperatura si era abbassata ed ho dormito benissimo, finalmente!
Oltre al caldo che ci faceva compagnia non solo durante il giorno, ma anche durante la notte, abbiamo avuto qualche spiacevole sorpresa come una tempesta di sabbia che ci ha colti all’improvviso durante una notte e ci ha riempito le tende di sabbia! Erano circa le 3 della notte quando il vento si è fatto sempre più forte e la mia tenda era quasi completamente piegata da un lato perché non avevo messo il telo antipioggia per non soffocare dal caldo, ma sono stata costretta a metterlo per avere una maggiore protezione dal vento. Ho aiutato Mark con la sua tenda perchè il vento aveva fatto saltare quasi tutti i picchetti del telo antipioggia che abbiamo tolto. Vasilious e Daumantas hanno aiutato Nijole a montare la tenda perché stava dormendo senza solo con il sacco a pelo.
Un’altra volta mentre stavamo dormendo vicino alla strada a pochi metri da una piazzola di sosta, che è stata la nostra sfortuna perché durante tutta la notte si sono fermati camion e pullman, verso le 01.30, ho sentito il rumore di un trattore provenire da lontano, mi sono “affacciata” dalla mia tenda e ho visto che il trattore stava avanzando tra gli arbusti nel deserto, non troppo lontano dal nostro accampamento. Ho cercato di riprendere il sonno che è stato quasi subito interrotto sempre dal rumore del trattore che ha attraversato il nostro accampamento passando proprio vicino ad alcune tende. Ho aspettato nella mia tenda che il trattore se ne andasse, ma al contrario dal mio desiderio, le persone sopra al trattore hanno iniziato una viva conversazione con il mezzo fermo proprio sulla piazzola di sosta. Ho tentato ancora di riprendere il sonno quando all’improvviso sono stata svegliata da lampi di luce e rumori di bestiame, allora ho aperto la tenda e ho visto le persone del trattore cercare disperatamente di tirare con corde alcune pecore e portarle sul trattore. Tutto questo avveniva in mezzo al nostro campo! Quasi verso le sette il trattore se n’è andato, non so se con le pecore sopra o senza, comunque, secondo me i personaggi stavano cercando di rubare le pecore da un qualche villaggio sperduto tra gli arbusti.
Un’altra notte stavamo dormendo in un campo con un piccolo laghetto vicino alle nostre tende e nel mezzo della notte qualcuno di noi si è svegliato con la tenda in mezzo all'acqua! Abbiamo dovuto spostare le tende e per fortuna l'acqua non le ha più raggiunte! Praticamente sono rimasti aperti dei canali per l'irrigazione in quanto intorno a noi c'erano dei vigneti. Alcuni giorni prima, eravamo stati sorpresi da una tempesta di sabbia che ci aveva costretto a fermarci 45 km prima del posto previsto per la notte. Avevamo attraversato un tratto di strada verde, con alberi e campi coltivati e qualche villaggio e ci siamo ritrovati di colpo in mezzo al deserto ed il vento, che ci tiene compagnia tutti i giorni ed è sempre contrario o laterale e contrario nello stesso tempo (solo pochissimi giorni dall'inizio del viaggio abbiamo avuto il vento a favore, che sfiga!), è diventato di colpo fortissimo trasportando sabbia, che in quel tratto di deserto era dura tipo come piccoli sassolini (qui il deserto non è sabbioso con dune, ma piuttosto roccioso con sabbia dura e qualche cespuglio qua e là) che ci piombavano addosso facendoci un male terribile sulla pelle! Ero insieme alla donna lituana e la coppia di americani era a pochi metri distanti da noi, più indietro rispetto a noi, all'improvviso non vedevamo più niente con la sabbia da ogni parte e il vento fortissimo e mi sono riparata come potevo proteggendomi con la bici coricata sulla strada; poi ho visto gli americani tornare indietro al casello della super strada che distava circa 200 mt. e che non riuscivamo nemmeno più a vedere! Qui c'è una specie di super strada ad una corsia per senso di marcia, con asfalto perfetto e con circa 1 mt. di spazio ai margini così da permetterci di pedalare non in mezzo alla strada e ogni 200km circa c'è un casello con un edificio adiacente per i lavoratori con una mensa, bagni ecc. ma non danno cibo agli estranei. Siamo andate anche noi al casello, io sono salita sulla bici e mi sembrava di volare, non riuscivo nemmeno a tenere aperto gli occhi! Mo che lavor! Al casello c'erano delle macchine dalla polizia e i poliziotti ci hanno dato un melone e delle bottiglie d'acqua. Siamo rimasti 3 ore e dopo 2 ore che eravamo lì sono arrivati Sigitas con Maryla, la donna polacca che con Sigitas ha organizzato questo viaggio. Maryla ha telefonato a qualcuno del gruppo ed abbiamo saputo che c'erano 5 persone davanti a noi di circa 10 km fermi in una casa, mentre altri erano già arrivati al "campeggio". Abbiamo raggiunto i 5 ed abbiamo dormito nella casa con le tende. Era una casa per gli operai addetti alla costruzione dell'autostrada.
Dopo Hami e tutti gli inconvenienti successi, siamo arrivati ad Anxi da dove ci siamo recati a Dunhaung con l’autobus. A Dunhuang siamo rimasti due giorni ed abbiamo visitato le grotte di Mogao, famose per le statue ed i dipinti del Buddha, costruite a partire dal 4°secolo e fino al 14° secolo dopo Cristo da diverse dinastie. Abbiamo anche visitato la famosa oasi del “Lago dalla Luna Crescente” che si trova appena fuori città ed altra famosissima tappa della Via della Seta dove un tempo si fermavano le carovane per fare abbeverare i cammelli. L’oasi è circondata da enormi dune di sabbia che danno inizio al deserto del Gobi. Dicono che il vento che soffia perenne sulla sabbia non la trasporta mai sulle acque del lago e le dune “cantano” ovvero pare che trasmettano un suono simile al violino...
Dopo Dunhuang siamo arrivati a Jiayuguan, situata all’estremità ovest del corridoio Hexi, famosa perché un tempo segnava il confine della Cina verso occidente e qui termina la Grande Muraglia con il Forte chiamato Jiayuguan Pass. Abbiamo visitato anche la Grande Muraglia che qui è molto più piccola di quella che siamo abituati a vedere solitamente in foto e documentari, ma non per questo meno sensazionale, anzi, c’è da rimanere a bocca aperta ammirandola dal Forte dal quale dista 6 km perché pare sospesa sul crinale dei monti Heishan. Da Jiayuguan ho proseguito in bici con Mark e Jan solo fino a Jiaquan, 20 km, dove Jan il mattino seguente ha richiesto il prolungamento del suo visto, che gli stava per scadere, e che fortunatamente ha ottenuto. Siamo rimasti un giorno indietro rispetto al gruppo e la notte trascorsa a Jiaquan abbiamo dormito in un albergo a 5 stelle in camera tripla per soli 16 euro a testa, incredibile! Alla reception ci hanno offerto il tè e le nostre bici sono state guardate a vista tutta la notte dal guardiano del parcheggio. La mattina seguente, entrati nella sala per la colazione, siamo stati accolti dalla musica di Enya e da tavolate ricolme di cibo del quale ci siamo abbondantemente saziati. Alla nostra partenza, nella hall dell’albergo, siamo stati salutati dalle dolci note del piano suonato da una giovane donna. Partiti da Jiaquan, abbiamo quasi raggiunto il gruppo, quasi perche' ci siamo fermati ad una 15 di km prima a dormire in un "albergo" in un piccolo paese pagando l'equivalente di 1 euro a testa, ma certamente non paragonabile ai 16 euro della notte precedente! La mattina dopo a colazione in un ristorantino abbiamo conosciuto Chris, un ragazzo tedesco di 27 anni che dopo aver studiato fotografia per 2 anni a Pechino, sta tornando a casa in Germania a piedi. Chris parla benissimo il cinese, dopo averlo studiato per anni (ci ha detto) ed ora che ha terminato gli studi si e' preso il suo tempo per tornare a casa in Germania a piedi. Si e' fatto costruire un carrellino con all'interno un contenitore rettangolare tipo piccolo freezer nel quale trasporta il suo bagaglio. Scattiamo qualche foto e dopo aver chiaccherato a lungo purtroppo dobbiamo ripartire, noi verso Pechino e Chris verso l'Europa. Vento contrario, pedaliamo sull'autostrada, dopo 35 km ci fermiamo per il pranzo in una specie di Autogrill e decidiamo di procedere verso Zhangye con un camion. Chiediamo ad alcuni camionisti che stanno pranzando se ci caricano le bici e dopo pochi minuti uno accetta, ma quando vediamo il camion dobbiamo rifiutare perche' e' carico di materiale e non possiamo caricare le bici sopra a tutta la roba, cosi' aspettiamo e poco dopo arriva il "nostro" camion. A bordo ci sono 3 ragazzi che si danno il cambio nella guida, uno di loro accetta di caricarci, ma ci fa capire che vuole essere pagato, poi l'autista dell'altro camion che ci voleva caricare parla con lui ed alla fine capiamo che non ci prende soldi. Attendiamo mezz'ora per il pranzo degli autisti e via, partiamo! Abbiamo percorso quasi 70 km in poco piu' di un'ora. Avevamo calcolato che pedalando ai 12km all'ora saremmo arrivati dopo le dieci di sera! A Zhangye siamo rimasti 2 notti con un giorno di riposo nel quale abbiamo visitato alcuni monumenti come un tempio taoista dove siamo stati avvolti dalla magica e mistica atmosfera del luogo con melodie di strumenti musicali, canti cinesi di voci di donne, profumo di incenso, preghiere e benedizione del monaco che presiede il tempio. Partiti da Zhangye inizia a piovere e piove per tutto il giorno cosi' la sera, io Mark e Jan dormiamo in un albergo a Shandan, a circa 20km dal gruppo che abbiamo saputo ha dormito in una stazione di polizia, ma alcuni sono rimasti a dormire in una stazione di servizio sull'autostrada. Arrivati a Shandan abbiamo incontrato il gruppo di francesi che sta pedalando verso Pechino,come noi, vedere il loro sito www.parispechinoavelo.com e la loro guida cinese ci ha fatto strada a bordo di una macchina per l'albergo dove ci ha aiutato a prenotare la camera tripla. Sempre lui, la guida cinese dei francesi, ci ha aiutato a chiedere alla reception dell'albergo dove mangiare i famosi "funghi selvatici" che vengono raccolti nelle montagne e ci hanno detto che li avremmo potuti mangiare nel ristorante dell'hotel in poco piu' di un'ora, fantastico. La sera a cena facciamo una super scorpacciata di ben 3 tipi di funghi cotti in padella con olio e gustati con riso cotto al vapore bevendo birra cinese. Un tipo dei funghi era cotto con frittata ed e' particolarissimo perche' e' nero e fine come capelli, pazzesco! Cena squisita per soli 3,5 euro a testa. Il giorno seguente il cielo e' sereno ed il vento e' a nostro favore, finalmente! Arriviamo alla tappa prevista alle 16 (io, Mark e Jan), mancano appena 70km alla tappa del giorno seguente e con il vento a favore decidiamo di proseguire. Ci siamo bruciati i 70km in 2 ore. A fine giornata siamo arrivati a Wuwei, abbiamo percorso 186km partendo alle 10 del mattino e arrivando alle 18.45, grande! La sera grande party sempre io, Mark e Jan per salutare Jan che da qui tornera' a Dunhuang con il treno per incontrare un suo amico con il quale pedalera' verso Pechino dove ci rivedremo il 9 agosto. Ci sediamo ai tavoli di plastica in una specie di piazza, una specie di kiosco all'aperto, e brindiamo con birra, quando si avvicina a noi una ragazza che parla inglese ed iniziamo a conversare con lei. E' gentilissima e ci chiede se vogliamo aiuto. Dice che vuole diventare una insegnante di inglese. Mangiamo alcuni spiedini di carne, molto piccante, senza pane e senza riso, poi visto che la mia fame non e' saziata, insieme alla ragazza andiamo alla ricerca di cibo ed approdiamo al Dicos, fast food cinese. Sono le 23.30 e sta per chiudere, i ragazzi stanno pulendo, ma fortunatamente e' rimasto un solo hamburgher che ovviamente prendo e mangio a piene ganascie seduta su una panchina di fronte al Dicos, poi insieme a Mark e Jan ci mangiamo un gelato alla vaniglia con crema di cioccolato, preso sempre al Dicos. La nostra "amica" cinese ci saluta e noi tre ritorniamo ai tavoli nella piazza e beviamo un'altra birra. Iniziamo a giocare a "forbici/carta/roccia" ed all'improvviso alcuni ragazzi ed una ragazza seduti nel tavolo accanto si uniscono a noi nel gioco. Ci divertiamo come matti quando tre uomini di un altro tavolo si uniscono a noi. L'atmosfera e' fantastica, tra risate, schiamazzi e bevute di bicchierini di birra ad ogni perdita del gioco... E' giunta l'ora di andare a dormire, tutti un po' ubriachi e felici! I tre uomini pagano le nostre birre, xie' xie' (si pronuncia scie', scie' e vuol dire grazie in cinese). Il giorno dopo ci alziamo a mezzogiorno, il gruppo arriva nel primo pomeriggio. La sera ultima cena con Mark e Jan poi il mattino dopo salutiamo Jan e con Mark lascio l'albergo. Purtruppo sbagliamo strada e ci facciamo circa 20km in piu' del previsto. Arriviamo a Anyuan,situata a circa 2.200mt di altitudine, che sono le 21.30, stanchi dopo aver fatto un 30km di perenne salita ai 14 all'ora. Ci fermiamo di fronte ad un negozietto ed una ragazza di 14 anni, in perfetto inglese, ci chiede se vogliamo aiuto. Le chiediamo se c'e' un albego, io e Mark vogliamo dormire li' anche se il gruppo e' distante quasi 5km e dorme in tenda, ma la strada e' dissestata ed in salita e non vogliamo pedalare nella notte con camion, macchine e polvere! La ragazza ci dice che c'e' un albergo, ma ecco che arriva una signora anziana che mi guarda e sorride. La ragazza le parla di noi e dice che cerchiamo da dormire, la signora attraversa la strada, parla al marito seduto di fronte a casa e pronto a rifornire di acqua i camion (praticamente e' il suo lavoro), torna indietro e ci dice che possiamo dormire in casa sua, fantastico. La casa e' molto semplice e spoglia, una stufa al centro della stanza principale dove la famiglia dorme, mangia e si lava, un odore penetrante di carbone. Possiamo dormire sul loro letto, mentre marito, moglie e nipotina dormono in una stanza accanto. Con la ragazza ed alcune sue amiche ed amici andiamo in un ristorantino, dopo cena scattiamo qualche foto, diamo i nostri indirizzi mail alla ragazza che ci riaccompagna al nostro alloggio e ci diamo la buona notte. Il mattino seguente alle 8 ci viene a prendere, come stabilito la sera prima, per andare alla sua scuola a parlare con il suo insegnante di inglese del nostro viaggio, ma ci dice che ancora non e' arrivato e che ci sara' nel pomeriggio, ma noi dobbiamo pedalare, cosi' decidiamo di andare lo stesso alla scuola per tentare di parlare con gli studenti. Quando arriviamo alla scuola chiediamo della nostra amica, nessuno ci capisce quando arriva il suo insegnante di inglese, ma ci dice che la ragazza deve studiare in preparazione degli esami che si terranno in tre giorni. Usciamo e nel cortile ripariamo la mia camera d'aria posteriore che e' bucata e dobbiamo aspettare l'arrivo della polizia perche' siamo i primi stranieri in visita alla scuola e ci vogliono controllare i documenti. L'insegnate si scusa per la procedura. Nel frattempo suona la campanella dell'intervallo e molti studenti escono in cortire e ci guardano curiosi mentre Mark mi aiuta. Arrivano alcuni poliziotti che ci controllano i passaporti ed il visto cinese, poi dopo circa 20 minuti se ne vanno. Finiamo la riparazione della mia bici, salutiamo l'insegnante e la nostra amica e ripartiamo alla volta del passo a circa 3.000mt. Di fronte a noi si apre la vallata con cime rocciose all'orizzonte che assomigliano alle Dolomiti. Svalichiamo in compagnia del gruppo francese che si ferma a Tanzhie mentre noi continuiamo verso Lanzhou. La sera posto tappa con le tende appena dopo il paese di Datong ed il giorno seguente, ovvero ieri, dopo 90km arriviamo al nostro hotel a Lanzhou.
Bye, bye
Inviato da: Carlotta
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