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NZ- ancora west

Lun Mag 19, 2008 8:33 am

30 April
La partenza e’ sempre troppo presto per me la mattina, sempre una levataccia e ed e’ sempre e solo il mio thermos che mi aiuta a svegliarmi.
L’amico autista/guida ha sempre una faccia anche peggio della mio nonostante abbia avuto un giorno di riposo, e’ un tipo un po’ cosi’ ma e’ simpatico e soprattuto ha capito qual ‘e lo spirito da tenere, sempre un po’ flessibile con orari e chiede sempre il nostro parere; qualsiasi cosa gli si chieda rispondere sempre: ‘Of course you can!’.
Tipo quando io dopo venti minuti di strada gli ho chiesto se potevamo tornare indietro visto che avevo lasciato la mia borse attaccata al letto.
Al microfono ha detto che dovevamo tornare idietro per prendere “qualcosa” e quando si e’ scoperto che avevo dimenticato la borsa, mi e’ stato chiesto quale borsa? E lui: oh, solo la piu’ importante. E io: quella con portafoglio, macchina foto, telefono, ipod, passaporto, carta di credito...per il resto ho tutto!
In serata si arriva a Makarora, altro posto sconosciuto, altro pub con cena a 10 dollari e altro intrattenimento facoltativo: Karaoke!
La serata e’ piacevole anche perche’ il giorno dopo e’ il compleanno di una ragazza del gruppo e quindi si tira la mezzanotte, bevendo e cantando.
Il backpackers che credo si chiamo proprio Makarora BPs e’ piu’ che altro un campeggio con piazzole e cabine, queste ultime dove alloggiamo noi sono molto carine, nuove, ben attrezzate e con bagno in camera.

1-2 May
E’ il giorno del distacco dal gruppo.
Io e altre due ragazze vogliamo fermarci a Wanaka che per il bus pero’ e’ solo una sosta giornaliera; sono un po’ stanca dell’arrivare e ripartire ogni giorno, e poi oggi c’e’ finalmente il sole quindi non voglio passare la giornata in seduta su un bus.

Arrivati a Wanaka con alcuni di noi e l’autista si improvvisa un BBQ dopo una veloce spesa comune e sosta nel parco di fronte al lago dove c’e’ un bbq pubblico a gas.
Finisce che la spesa e’ stata piu’ abbondante del previsto e allora offriamo alla gente che passa hot dog aggratis, due signori si fermano e dicono che hanno la famiglia al seguito e cosi’ i bambini ci raggiungono e facciamo due chiacchiere in allegria, idem per altri ragazzi che passano di li’ per caso e per una paio skater che vengono letteralmente placcati dalla diciottenne olandese fuori di testa che viaggia con noi.
Modo carino per fare un pranzo con meno di 2.5 euro a cranio e per celebrare una bella giornata di sole e probabilmente una delle ultime occasioni di fare un bbq all’aperto prima del grande freddo.

I due giorni passati a Wanaka non ho fatto molto anche perche’ non c’e’ molto da fare ma sono stati due giorni piacevoli davanti a un paessaggio rilassante: il lago, i monti e gli alberi con i colori dell’autunno.
Camminate sul lungo lago, una cioccolata calda, una cena Thai e una italiana a base di risotto alla milanese cucinata da me con zafferano e dado rigorosamente importati!!

NZ - West coast e ghiacciai

Lun Mag 19, 2008 8:28 am

27th April
Lasciamo l’Abel Tasman NP con una pioggia battente cosi’ che non rimpiango il non essermi fermata un giorno in piu’ e aver invece deciso di seguire il gruppo.
L’autista e’ un po’ imbruttito perche’ ha giusto scoperto che ha preso una multa per eccesso di velocita’, l’ennesima che porta i punti sulla sua patente a quota ZERO, con conseguente sospensione della stessa; il tutto sara’ operativo in un paio di settimane ma praticamente sto viaggiando su un pulmann al cui autista hanno ritirato la patente...e non e’ bello!
A pensarci bene la cosa non mi sorprende molto visto che il mio stomaco, con un glorioso passato da vomitino, e’ continuamente messo a dura prova dalla guida sportiva del cocchiere anche se sono perennemente seduta in prima fila.
In giornata facciamo alcuni stop per brevi camminate anche se il tempo e’ inclemente e in serata arriviamo a Barrytown, paese che sulla mia guida non esiste neanche. Lo Stray bus fa questo tipo di fermate notturne (ero stata avvisata al momento dell’acquisto del pass) in posti minusculi appena dopo o appena prima di centri piu’ popolati, ci si ferma in un pub che fa anche da ostello e che in genere, per chi vuole, propone una cena cheap (10 NZ$) e che e’ anche l’unica cosa che si puo’ trovare nel raggio di qualche miglio.
In Barrytown il “contratto” con quella che definirei osteria piu’ che ostello, prevede una serata in maschera scegliendo tra un abbondante numero di improbabili vestiti forniti direttamente dai proprietari.
Nel pub siamo praticamente solo noi del bus e non siamo neanche tanti. Io partecipo solo per meta’ della serata con un vestito tutto rosa da “donzelletta vien da la campagna” ma poi mi defilo presto.

28 Aprile
Il giorno dopo l’autista si presenta mezzo fradicio perche’ ha dormito sotto un albero o una tettoia, con le calze fradice e una bottiglia di Jack Daniel sotto il braccio a cui si vede il fondo.

In mattinata ci dedichiamo al Bone Carving che consiste nel confezionare un nostro personale ciondolo dall’intaglio e incisione da un pezzo di osso e adesso mentre scrivo mi viene in mente che non so bene a quale animale provenga ma spero sia proprio da un animale! La cosa magica e’ che un qualcosa di obrobrioso come il mio ciondolo, dopo una ritoccatina di mastro Ciligia e dopo la lucidatura si trasforma in una meraviglia della bigiotteria!

Nel pomeriggio si guida, si guida, si guida giu’ per la tortuosa west coast con l’occhio spendo del cocchiere fino a raggiungere Franz Josef punto di partenza per le camminate sui ghiacchiai. Al centro informazioni la lavagna con le previsione del tempo per il giorno dopo non ha buone notizie ma noi si prenota lo stesso.
Il backpackers dove ci fermiamo e’ all’apparenza carina ma ahime’ e’ solo una facciata, ben presto si rivela il primo ostello cesso della NZ.
I principali motivi sono che: UNO e’ sosta anche di tutti gli altri bus e soprattutto del famigerato Kiwi Experience nonche’ bus di teenagers inglesi; DUE in cucina non ci sono abbastanza sedie per tutti, idem per forchette e quant’altro; TRE e’ pieno di odiosi moscerini! Questa cosa non me l’aspettavo proprio visto che fa freddo ma dall’Abel Tasman NP queste bestiacce ci perseguitato e forse il fatto di essere dentro e fuori da foreste pluviali doveva farmi immaginare qualcosa!

29 Aprile
Allora e’ il giorno fatidico della camminata sul ghiacciaio e diluvia.
Il giorno prima ci avevano detto di portarci un cambio asciutto e io uso il mio ancora prima di salire sul minibus visto che dal backpackers al centro informazioni mi sono completamente lavata.
Prima di partire si viene bardati di pantaloni, giacca, berretto, guanti, scarponi e ramponi.
Si percorre un breve tragitto col bus, si viene divisi in sottogruppi e poi si inizia una camminata in mezzo al bosco, il percorso e’ del tutto fangoso e scivoloso e la mia guida e’ un emerito idiota visto che si lamenta che non stiamo uniti e che quando lui dice una cosa la dice seriamente e lo fa per la nostra incolumita’ e poi sorride e dice: cool banana! ma forse non ti viene in mente che se rallenti un attimo ti seguiamo meglio razza di esaltato!
Comunque sara’ il passo non troppo lento, sara’ che diluvia, sara’ che mi hanno fatto mettere settanta strati di vestiti termici anti vento anti pioggia e anti respiro ma ho gia’ il fiato corto e di sti ghiacciai non mi frega gia’ piu’ niente.
Dopo circa un’oretta di profondo umido arriviamo ai piedi del ghiacciaio dove ci fanno mettere i ramponi e ci dividono in ulteriori sotto gruppi. Io scappo dalla guida esaltata e mi metto nel gruppo intermedio, ci dicono che dobbiamo aspettare perche’ per le condizioni del tempo le altre guide stanno facendo piu’ sicuro il percorso picconando di qua e di la’. Nel mentre sono passate almeno due ore e non ha ancora smesso di diluviare.
Si parte e praticamente si cammina sul ghiaccio che e’ un piccolo torrente. Dopo circa venti minuti con continue soste ci dicono che no, si torna indietro l’escursione e’ cancellata. Io non piango di certo, era tutto cosi’ scivoloso che mi il tutto mi sembrava anche un po’ pericoloso.
Ritorniamo a valle e mentre ci togliamo i ramponi la prima guida dice: piegali cosi’, legateli cosa’, metteteli nella sacca , bla bla ma la seconda guida ci dice: toglieteli e basta e vediamo di andare via di qui il piu’ presto possibile.
Siamo cosi’ il primo gruppo a ridiscendere. Viene giu di maledetto e arrivati ad attarversare il fiume che un’ora prima abbiamo passato sui sassi ci viene detto che le guide ci faranno guadare ma saranno loro ad guidarci noi non dobbiamo aggrapparci a loro. Il fiume e’ del tutto in piena e la corrente e’ forte; io sono l’ultima a passare con l’acqua fino a meta’ gamba e le braccia tese in avanti come a dire: io non mi aggrappo a voi ma qualcuno mi prenda! Negli ultimi due passi vengo completamente presa per la giacca e sollevata.
Passato il nostro gruppo le guide si riuniscono in cerchio dall’altra parte del fiume dove tutti gli altri aspettano. E’ troppo pericoloso e li fanno tornare indietro. Noi siamo salvi, siamo passati, siamo dall’altra parte e guardiamo gli amici ai piedi del ghiacciaio. La mia guida dice che noi continuiamo e gli altri dovranno probabilmente aspettare che la pioggia diminuisca ma nel mentre si sentono anche i primi tuoni.
Il percorso non e’ lo stesso dell’andata visto che prima avevamo costeggiato il fiume ora impraticabile.
Chiediamo se capita spesso e la guida dice che raramente cambia cosi’ in fretta e il fiume si ingrossa cosi’ tanto in poco tempo.
Camminiamo letteralmente in mezzo a torrenti che sono diventati fiumi senza avere la minuma idea di dove stiamo appoggiando i piedi. Arriviamo in punti dove ci sono delle scale a pioli fissate a rocce, si sale e si scende mentre sopra le nostre teste si formano delle cascatelle naturali per la pioggia abbondante. Ormai non pensi piu’a tutto quello che hai nel tuo zaino e cammini in mezzo all’acqua sperando di non scivolare. Sono contenta che nessuno intorno a me capisca la mia lingua perche’ di parolaccce, in italiano ne ho dette ma ne ho dette tante e ad alta voce!
Dopo circa una mezz’oretta ci ricongiungiamo al percorso del mattino nel bosco che e’ un fango unico e in quel momento sentiamo e vediamo l’elicottero e la contentezza per aver passato il fiume di pochi minuti prima si trasforma in incazzatura e invidia perche’ gli altri sono stati evidentemente messi in salvo dall’elicottero, sti gran c**i!
Risaliamo sul minibus e un’altra guida ci dice: “did you have a good day? io penso che ci prenda in giro e invece tutti: yes, good! E lui: ‘it was great a bit of adventure!”
Ma qui sono tutti matti, io oltre che stanca e sfinita sono anche un po’ incavolata visto che tutto cio’ poteva essere largamente evitato semplicemente non facendo partire alcun tour quel giorno e basta. arrivati in paese ci rimborsano del 70% perche’ un pezzettino di ghiacciaio l’avevamo fatto. Siamo tutti troppo stanchi per protestare e l’unica cosa che vogliamo e’ solo una doccia calda ma parlando con gli altri ragazzi del mio bus siamo tutti d’accordo: hanno messo un bel po’ di gente in una situazione che poteva essere pericolosa e solo per non smenarci i soldi anche se sapevano benissimo fin dall’inizio che sarebbe andata cosi’.
Pomeriggio passato a non fare niente visto che diluvia, l’ostello non ha spazi comuni e per di piu’ c’e’ il black out per 3 ore, cosi’ anche la mia idea di rifugiarmi in un internet svanisce.
Domani si riparte e anche se questo e’ per tutti uno dei posti piu’ belli della NZ e la camminata sui ghiacciai una delle esperienza piu’ impressionanti fatte qui, io sono contenta di andare. A volte e’ cosi’ il tempo e le situazioni fanno molto e cambiano le cose, tutto diventa soggettivo; poteva essere indimenticabile e in effetti lo sara’ anche se con una nota negativa. Il ghiacciaio per me e’ archiviato e adesso voglio solo ripartire e un po’ di sole!!

NZ - Abel Tasman NP

Lun Mag 12, 2008 11:02 am

26th April.
In serata ieri siamo arrivati all’Abel Tasman National Park quando era gia’ buio, siamo in un campeggio che ha anche delle cabine: si chiama Old McDonald Farm, abbastanza spartano ma c’e’ tutto quello che ci serve ed e’ esattamente all’inizio del parco.
Con l’autista e gli altri del gruppo si e’ organizzato un BBQ per cena ed e’ stato divertente: neanche a dirlo si e’ parlato tutta la sera dello skydive, sensazioni, commenti del fatto che gli altri l’avevano programmato da un po’ ma che io mi ero unita all’ultimo prendendo la decisione in due secondi. (si, si’ la Ire non e’ una indecisa signori e signore! ahaha!!)

Il giorno dopo la prima cosa che vedo la mattina e’ la nostra guida sdraiata sul divano che, vestito come lo avevamo lasciato la sera e con le stesse calze, si sta guardando un dvd.
La sera prima aveva aperto il suo borsone e io che speravo di vederne uscire un paio di calze pulite sono rimasta fortemente delusa: il contenuto era una quarantina di dvd, una matassa di cavi aggrovigliati e un lettore dvd, non portile, uno normale di quelli che si hanno a casa attaccati alla tv! (ah vabbe’ c’era anche una giacca a vento!)
Insomma un personaggio un po’ cosi’ ma non mi lamento e’ simpatico e sa fare gruppo.

Il programma che io e altre quattro persone abbiamo deciso di seguire oggi prevede camminata di circa 11km in mattinata con arrivo ad una delle mille spiagge che fanno dal confine al parco e da li rientro in barca a vela via mare nel pomeriggio.
Il sole aspetta un po’ a farsi vedere ma il paesaggio e’ veramente spettacolare con una bellissima vista sull’oceano e un percorso in mezzo alla foresta.
particolarita’ di questa zona sono le maree che passando da alta a bassa trasformano baie in spiagge e viceversa a diverse ore del giorno.
Il clima e’ perfetto e ci starebbe anche un bagno se l’acqua non fosse gelata.
Il ritorno con il ‘catamaranza’ e’ rilassantissimo anche perche’ non c’e’ un filo di vento.
La sera il mio amico ha cambiato le calze e si offre di andare al paese a comprare fish & chips per tutto a 8 NZdollari a cranio (4euri) e direi che non si puo’ rifiutare!

NZ - Il grande salto

Ven Mag 09, 2008 9:08 am

25th April – Il grande salto
Il gruppo di amici israeliani che ha riempito la camerata si e’ pure permesso di fare le ore piccole la notte pero' la mattina sono tutti in piedi sul presto; io cerco di lasciare la camera prima che rientrino con l’odore del dopobarba al seguito.
La partenza del bus e’ verso le 11 ma il giorno prima ho prenotato via web troppo tardi e non sono nella lista delle persone in partenza, quindi con un po’ di anticipo mi piazzo davanti al mezzo arancione parcheggiato davani ad un altro backpacker e aspetto che gruppo e cocchiere escano e mi dicano se mi posso unire.
Nel mentre prego la mia buona stella che ci siano almeno due faccie simpatiche perche’ I prossimi giorni le tappe sono in posti un po’ dispersi dove non penso sara’ molto facile staccarsi dal gruppo.
Compaiono due ragazzi e due ragazze: non troppo giovani, non troppo musoni, con scarponi, pantaloni sportivi e pile. In piu’ c’e’ questo ragazzo robusto che cammina trascinando I piedi ma su questi non indossa scarpe ma solo calzettoni pesanti.
Mi saluta, gli dico che non sono prenotata ma mi risponde che dovrebbero esserci molti posti liberi quindi non ci sono problemi.
Salgo, mi presenta gli altri che sembrano simpatici, mi spiega il programma della giornata e mi dice che alle 4 ci fermiamo in un posto perche’ gli altri faranno skydive “vuoi farlo anche tu?” io: “uhmm…why not?”; non so come mi e’ venuta sta risposta ma in due secondi ho pensato che mi sarebbe piaciuto buttarmi con paracadute prima o poi e da sola non ci sarei mai andata e quel gruppo mi ispirava, quindi vada per il salto nel vuoto nemmeno pensato o previsto fino a trenta secondi prima.
L’inizio e’ buono anche se la seconda cosa che mi viene detta e’: ci andiamo a prendere qualcosa da Subway per pranzo, ti va?
oramai mi ero unita al gruppo e anche se subway mi fa piu’ paura dello skydive non ho rifiutato e ho seguito la massa.
nel fare tutto cio’ mi sono accorta che le calze dell’autista puzzano come il colera, e non so se sono le calze o I piedi o quello che ci si azzecca sotto le calze quando cammina, visto che di mettere le scarpe pare proprio non abbia nessuna intenzione anche quando ripartiamo con il bus.
Nel percorso raccogliamo altre tre ragazze quindi il gruppo si chiude con un totale di 8 persone di cui due (due diciottenni olandesi) si fanno un po’ I fatti loro.
Ci si ferma in una fabbrica di cioccolato e in una vineria con degustazione di 5 vini e io intanto penso che non e’ che devo proprio lanciarmi anche se la mattina ho detto di si’...
Arrivati al posto prestabilito ho un attimo di esitazione data anche dal costo di questa pazzia, ma gli altri compilano il modulo e io penso che la mattina avevo detto di si’ nell’incoscienza e per una volta potrei anche seguirla questa incoscienza…
senza nessun dubbio invece rifiuto il video/dvd che ti fanno mentre ti butti correlato con tanto di intervista prima e dopo e con la tua facciona sempre in primo piano.
compilo e firmo non so cosa. mi imbragano con tuta e qualcosa che spero mi salvera’ la vita e si sale sul mini aereo.
ci si siede letteralmente in braccio al tuo istruttore e si sta a meno di due centrimetri dalla porta scorrevole che a sorpresa si aprira’, io sono ultima a salire e quindi la prima a scendere.
Sono sorprendentemente tranquilla e questo mi preoccupa.
l’uomo su cui sono seduta se la ride con l’altro istruttore cantando “se sei felice, tu lo sai batti le mani” usandomi come marionetta.
A 5000 piedi mi dice che sara’ a quella altezza che si aprira’ il paracadute e io mi domando a quale altezza si decidera’ a dirmi qualcosa tipo cosa devo fare o quale santo devo pregare.
Ero tranquilla, veramente, ma inizia a salirmi un po’ d’ansia e allora gli chiedo che cosa devo fare e lui mi dice: just have fun.
A quota 10000 piedi mi dice che siamo totalmente legati e che quando si esce devo sorridere alla telecamera tenerele gambe a penzoloni e le braccia incrociate finche lui non mi dira’ di aprirle.
A quota 12000 si apre la porta e sono gia’ praticamente nel vuoto. Forse non avevo capito bene ma pensavo che come avessi messo le gambe fuori sarei stata a caduta libera invece io sono fuori completamente e lui e’ ancora seduto sul bordo e visto che siamo legati io sono li’ sospesa.. dopo cento sorrisi alla telecamera (ma chissenefrega) “ready, go!”
Una sensazione stranissima anche perche’ appena lanciati si va sottosopra in una specie di capriola, una forza contraria densissima e un’aria gelida.
Le braccia aperte
Sto volando mi dico!
Poi il paracadute e li’ e’ una frenata fortissima che le ginocchia mi arrivano quasi in faccia.
Da li’ in poi e’ forse anche piu’ divertente per me ed e’ anche quello che mi e’ rimasto piu’ in mente perche’ di tutto quello che e’ successo prima ho ricordi a pezzetti.
Sembra di essere su un’altalena e di scendere pianissimo, non posso smettere di guardarmi I piedi, le scarpe e I tetti delle case, le strade che sono piccoli piccoli.
Al momento dell’atterraggio ti accorgi che poi tanto piano non stavi andando ma l’impatto con il terreno e’ dolcissimo.
Stretta di mano con l’istruttore che mi chiede se mi tuffero’ ancora…non lo so ma penso di si’!

NZ - Picton

Ven Mag 09, 2008 8:57 am

23rd – 24th April
Tanto erano stati in ritardo il primo giorno, tanto erano in anticipo questa volta quelli del bus che a momenti lo perdo!
Salgo e il bus e’ praticamente pieno; in dieci secondi faccio una media dell’eta’ e siamo di gran lunga sotto i 24, al ragazzetto di fianco a me non ne darei piu’ di 16!
La cosa bestiale non e’ tanto la giovene eta’ ma la poca fantasia: allora su trenta persone 25 sono ragazze e 24 hanno la felpa di cotone con cappuccio, stretta, corta, leggera, i pantaloni a vita bassa bassa, che voglio dire non vanno neanche piu’ di moda (perche’ the 80s are back!!) la cintura che non tiene su niente e la brickie crack (detta anche riga del muratore) – vedi pantalone a vita bassa quando ti pieghi a raccogliere qualcosa. (non l’ho inventata io me l’ha detta un amico australiano). L’autista e l’accompagnatore sono di quelli che hanno perennemente occhiali da sole e berretto di lana in testa qualsiasi cosa succeda perche’ fa molto figo.
Poco male a Picton scendiamo solo in quattro e tutti gli altri compresi i due cocchieri e il bus prendono il traghetto per proseguire verso per l’isola del nord.
L’ostello dove veniamo scaricati si chiama Sequoia Lodge ed e’ molto carino: piccolo ma accogliente, pulito e familiare e soprattutto serve, a ore 8 pm, un pudding al cioccolato con gelato alla vaniglia in dose abbondante a costo 0.
Mantre mi sistemo arrivano i passeggeri del Magic bus (un’altra compagnia di tour) e scendono queste 15 irlandesi fotocopia; l’eta’ non e’ poi cosi’ bassa ma sono tutte dico tutte vestite uguali con minigonna di jeans, fuseaux e gli ugg boots che sono quegli stivali con il pelo tanto carini e comodi da usare in casa al posto delle ciabatte ma per andare in giro…. Che poi mi domando ma dove li mettono gli stivali nello zaino?
Prima di partire pensavo che in NZ avrei trovato solo gente alpinisticamente molto equipaggiata o quanto meno molto stile povero, trasandato andante; tanto che quando avevo solo accennato a portarmi dietro il phon la mia coinquilina si e’ fatta beffe di me per 20 minuti.
Morale: io viaggio senza asciugacapelli e la prima mattina nell’ostello di Christchurch una in camera con me dopo essersi asciugata i capellli con il suo phon, se li’ stirati con la piastra che aveva nello zaino. Per non parlare poi delle crème di tutte le sorti che i vari beautycase contengono. Io ho gia’le mani tutte tagliate e non ho neanche uno sputo di crema.

Ritornando alla mia giornata a Picton, nel pomeriggio mi informo su costi e tempi per fare il primo tratto del Charlotte Queen Track, su consiglio di una amica. questo e’ solo uno dei tantissimi percorsi di piu’ giorni che ci sono in NZ. io faro’ solo il primo pezzo in giornata per poi tornare indietro sia perche’ non voglio fermarmi troppo qui ma raggiungere l’estremo sud prima dell’estremo freddo, sia perche’ non sono molto attrezzata per percorsi lunghi e spalle dure per portare il peso dello zaino per giorni. A onor del vero pero’ devo ammettere che forse questo track sarebbe l’unico che mi potrei permettere visto ceh ci sono I water taxi che da Picton ti portano all’inizio del sentiero e portano loro I tuoi bagagli al tuo rifugio della notte essendo tutti i posti per dormire a livello accessibili dal mare e quindi senza fare troppa fatica e avendo prenotato un pacchetto che comprende tutto, ogni giorno ti ritrovi il tuo zaino dove hai prefissato di fermarti senza dover portare tutto il peso con te.
La barca che fa da taxi nel viaggio di andata fa un giro abbastanza panoramico del Malborough sounds (fiordo) prima di scaricarti al punto di partenza e tra una cosa e l’altra incappiamo anche in un gregge (?) di delfini e cosi’ recupero quello che non avevo visto a Kaikoura.
Il percorso corre lungo la costa del fiordo ma in molte parti si cammina veramente nel bosco fitto e non e’ cosi’ panoramico come me lo aspettavo ma comunque bello e alla fine sono contenta di aver percorso I miei 14 km anche se un po’ di corsa e con l’ansia di non arrivare in tempo al pick up della barca. arrivo per l’esattezza tre quarti d’ora prima e la barca si fa aspettare un’ora dall’orario previsto ma quando arriva nessuno dice niente, nessuno si lamenta e il tipo della barca non dice neanche scusa e non cerca di inventare neanche una mezza scusa: si vede che qua funziona cosi’!!
una doccia calda mi ristora e la camera vuota mi porta gia' al pensiero di una bella dormita filata senza respiri pesanti, porte che si aprono e chiudono o luci che si accendono.
Ma mai cantare vittoria troppo presto.
Alle 8.55pm cinque baldi giovani dall’aria rumorosa e dalla doccia non frequente si affacciano alla reception e io gia’ vedo I cinque letti liberi nella mia camera e la mia pace svanire in un nanosecondo.
Tre minuti dopo apro la porta e un campo di battaglia direi che lascia meno tracce e soprattutto un fetore da scarpone poco areato cosparge ben bene l’ambiente.
in due minuti scompaiono tutti e ricompaiono dopo dieci portandosi dietro il profumo di cinque bagnoschiuma + cinque deodoranti che mi fanno rimpiangere l’odore degli scarponi…o forse e’ un mix di tutto cio’?

NZ - Kaikoura

Lun Mag 05, 2008 9:13 am

La mattina del lunedi’ mi sono svegliata all’alba per essere raccolta dal mio bus, un po’ agitata, un po’ speranzosa in un gruppo di persone non troppo giovani non troppo inglesi non troppo yeaahhh….e indovinate? Si sono scordati di me, non sono passati! Neache mi conoscevano e mi avevo gia’ dimenticata!!! Che triste tristezza!
Iniziamo bene! Gia’ questo tour/bus si doveva guadagnare le mie simpatie, in questo modo I miei mille dubbi sono diventati duemila!
Un paio di telefonate e mi hanno aggiustato un passaggio da un altro bus di linea che mi portera’ a Kaikura con tre ore di ritardo. In teoria quando Sali su questi bus non ti devi preoccupare di niente: ti prenotano loro l’ostello dove dormire e se ne vuoi un altro basta dirlo e chiamano loro. Io previdente avevo prenotato gia’ il giorno prima un ostello a mio piacimento per due notti tanto da staccarmi gia’ dal gruppo appena arrivata: asociale come sono! E per una volta ci ho azzeccato perche’ della gente dello Stray una volta arrivati a destinazione neanche l’ombra….
L’attrazione principale di questo paesino affacciato sulla costa est e’ l’avvistamento delle balene e dei delfini. Per fare cio’ bisogna prenotare una uscita in barca e sborsare un sacco di soldi. Ma la Ire e’ al suo primo giorno di viaggio e si sente ricca e va da una signora dal grande sorriso al centro informazioni e si mette nella lista della crociera delle nove del mattino del giorno dopo scopo vedere le balene. Allora a me delle balene non me ne fregava molto, preferivo I delfini ma un’altra signora dalla risata facile di ritorno dalla suddetta gita mi fa: ho visto le balene e un mucchio di delfini insieme quindi paghi uno e prendi due. Io le ho dato retta e ho allungato la mia carta di credito.
Poco altro da dire per quell giorno a parte la scelta azzeccata dell’ostello che e’ piu’ che altro una grande casa: solo 12 posti letto una cucina normale, due tavoli, un divano, niente tv e solo due bagni di cui uno con una doccia mega nuovi di pacca.
La sera siamo solo in tre a raccontarcela su e dopo due anni di australiano mi accorgo di fare una fatica bestia a capire l’inglese dell’inglese! Cavoli che delusione non me l’aspettavo cosi’ dura….tra l’altro uno di qeulli che cerca di fare battute quindi oltre all’accento pure l’umorismo inglese!!!
La mattina mi also e piove (primo giorno da quando sono arriva) e tira un bel vento. Arrivo all’ufficio delle imbarcazioni e dicono che si puo’ andare in mare ma consigliano vivamente di comprare qualcosa contro il mal di mare.
Io sono donna di lago e infatti in genere vomito dopo 4 minuti, ma so anche che tutte ste pastiglie/braccialetti a pressione o quanto si voglia non fanno un cavolo: ce la posso fare.
Allora il mare era molto mosso ma le balene le abbiamo viste e vomitare ho vomitato: direi tutto secondo copione a parte il fatto che i delfini non c’erano e che quando il capitano ha detto stiamo ancora un po’ a gironzola per avvistare qualcos’altro volevo svuotargli la mia “sick bag” sui piedi!
Adesso, capisco che si tratta di una bella mole e non deve essere facile da gestirla, ma ste balene sono proprio una noia: voglio dire non fanno niente di niente! Se sono a galla sono li’ ferme che sbuffano ogni tanto e dopo dieci minuti si inabissano e allora riesci a vedere la coda (iuppidu'). Dopo di che niente per altri 40 minuti. Si insomma alla fine della fiera posso dire che non e’ stato ne’ esaltante ne’ emozionante come tanti mi avevano detto, anche perche’ dalla barca non riesci neanche a renderti conto della grandezza, quindi meglio i delfini: l’avevo detto io!!!
Nel pomeriggio me ne sono andata a fare una passeggiata lungo la spiaggia fino alla colonia di foche, cioe’ credo che siano foche in italiano anche se sono piu’ grandi ma non hanno le zanne come I leoni marini quindi magari sono qualcos’altro. Anche qui abbiamo a che fare con i re o le regine della pigrizia, voglio di’ qualcuna/o dormiva ai lati del parcheggio, ma suvvia un po’ di decenza!!!
Cmq tranquilli, tranquilli solo all’apparenza perche’ se ci si avvicina sono un po’ suscettibili i cari animaletti.
La sera il mini backpacker era pieno ed e’ stata una piacevole serata passata a chiacchierare con altri viaggiatori; dopo tanto tempo sono tornata ai discorsi: di dove sei, da dove viene, dove vai e ho pure scoperto che l’accento scozzese mi e’ piu’ consono di quello inglese. Tra una cosa e l’altra ho anche dispensato consigli su Melbourne, nomi di locali e posti da vedere e in cambio avevo pure rimediato un passaggio in macchina fino a Picton, mia prossima tappa, ma purtroppo il mio bus e’ gia’ stato prenotato e declino l'invito.
Mi sono un po’ maledetta a dire il vero perche’ la compagnia in macchina era sicuramente piacevole e io invece non sapevo che gente mi sarebbe capitata, comunque sia sara’ solo per poche ore di bus perche’ a Picton prevedo di starci due notti e non una sola come da Stray bus programma: dovrei chiamare il mio tour "un'asociale in viaggio!"

Nuova Zelanda - Christchurch

Sab Mag 03, 2008 12:33 am

...ma poi e' successo che anche sabato c'era il sole e soprattutto di fronte al mio ostello c'era un mercatino mooolto carino con musica, cibo e artigianato.
e' un mercato che c'e' ogni w-e all'art centre, un complesso di edifici storici a corti e chiostri, sede anche dell'universita', di spazi mostre, un cinema e una scuola di ballo.
ho fatto un giro e mi sono comprata un cappello di lana che una signora simpatica faceva a mano, poi mi sono diretta in una di queste agenzie che fanno prenotazioni senza costi aggiunti, ho comprato un pass con lo Stray bus che comprende tutta l'isola del sud e parte dell'isola del nord perche' con lo sconto del 30% costava meno che comprare solo l'isola del sud. ho preferito quella compagnia ad un'altra che si chiama Magic perche' due persone su due mi hanno detto che la stray fa tappa per dormire in posti piu' piccoli e meno popolati e durante il percorso ci sono stop per fare qualche camminata.
la cosa implica che si fa piu' vita di gruppo rispetto all'altra ma incrocio le dita e vediamo come va.
(esiste anche un'altra compagnia di bus con lo stesso principio del Hop on-Hop off e si chiama Kiwi Experience ma e' notoriamente infestata solo da teenagers inglesi!)
Il primo bus disponibile parte lunedi' quindi mi tocchera' rimanere un giorno in piu' a Christchurch. La cosa onestamente non mi dispiace; mi ci vuole sempre un po' per carburare prima di partire, questi giorni a vagabondare per questa piccola citta’ so che mi faranno bene e sento che mi servono per rilassarmi ed entrare nella mentalita’ viaggio che spero di raggiungere presto.

Prima di lasciare Melbourne ero un po’ preoccupata di questo : un po’ preoccupata perche’ la decisione di partire e starmene in giro qualche mese era stata presa un bel po’ di tempo prima e al momento della partenza non ero piu’ sicura di avere quell’energia o meglio non ero piu’ nel « voglio mettere lo zaino in spalla e andare ».
Un po’ come quando ero arrivata a Perth e me ne ero stata due settimane a girovagare senza fare nulla, essenziali per togliermi quello stress e liberarmi quella sensazione del « devo fare » che ti prende quando passi dal avere mille cose a cui pensare a un semplice nulla ; riempire il tempo che fino al giorno prima rincorrevi e non bastava per tutto quello che avevi in testa ; scrollarsi tutto di dosso e svuotare la mente perche’ serve spazio per fare entrare tutto quello che si incontrera’, vedra’ e imparera’ da li’ in poi.
Quindi altri due passi lungo il fiume e nella piazza della cattedrale : e’ sabato sera ma non me rendo conto fino a prima di andare a letto : la perdita della cognizione del tempo e’ gia’ iniziata ed e’ un buon segno.

La domenica e’ un’altra incredibile bella giornata di sole ma la mattina mi tocca fare bagagli e spostarmi perche’ pensando di partire non avevo prenotato in anticipo una notte in piu’ e quando ho deciso di rimanere l’ostello era gia’ pieno.
Attraverso la citta’ con il mio zaino che ad ogni passo mi fa maledire ogni minima cosa messa dentro (pensavo di essere stata brava e compatta stavolta !) e arrivo al Central YHA che come tutti gli ostelli della catena e’ grande, pulito, ordina e un po’ impersonale ma per una notte direi che e’ l’ideale ed e’ anche un dei punti del pick up del bus per il giorno dopo. Inoltre –nota positiva- in questo ostello trovo finalmente il riscaldamento centralizzato ; mi riservo di dare ancora un po’ di tempo a questo paese ma per quello che ho visto in giro ho capito che non funziona diversamente dall’Australia e cioe’ : fa un freddo cane ma il loro modo di riscaldare e’ qeullo di mettere una stufetta elettrica nelle camere da letto ; ergo : nei corridoi, bagni, spazi comuni si gela !
E qui non hanno scuse, qui e’ dichiarato, qui e’ cosa risaputa : in Nuova Zelanda fa freddo ! non posso nascondersi dietro uno stereotipo come succede a Melbourne dove l’inverno e’ inverno ma siccome siamo in Australia si pensa che siamo tutti surfisti tutto l’anno ad arrostire al sole ! No, no qui si viene per sciare quindi cacciate fuori un cavolo di termosifone porco mondo !!!
Chiusa parentesi

Domenica tranquilla direi : ancora mercatino, ancora quattro passi e visita alla National Gallery interessante piu’ per la strutture che per quello che espone.
Non ho fatto nessuno vita notturna ma gironzolando verso ora di cena in cerca di un buon take-away mi rendo conto che ci sono tanti locali e ristoranti carini, un voto decisamente positivo a questa citta’, direi che non mi dispiacerebbe viverci per un po’.

Nuova Zelanda - introduzione

Ven Mag 02, 2008 7:49 am

Dopo oltre due settimane in Nuova Zelanda finalmente riesco a scrivere qualcosa....


sul come, quando e perche' ho lasciato la mia vita australiana prima o poi scrivero' perche' c'e' qualcuno che aspetta con ansia qualche chiarimento (o forse c'e' solo la mia amica Nadia) pero' adesso meglio che dica qualcosa di questo viaggio perche' sono finalmente tornata nella parte attiva dei blogger, nella parte di qualli che sono in movimento e ho un pubblico (?) da accontentare!

Ho lasciato Melbourne il 17 aprile e ho quasi preso al volo il volo, cioe' ero un po' in ritardo ma al check in non c'era nessuno di nessuno e quindi non ho avuto problemi.
Sono atterrata a Christchurch a sera inoltrata e quando sono arrivata al backpacker la reception era gia' chiusa e le chiavi della mia camera erano appiccicate al frigorifero (ci eravamo messi d'accordo su questo).
il sabato me la sono presa con calma e ho fatto un giro in centro con la mia guida sotto braccio non tanto per sapere qualcosa di quello che mi circondava da vicino ma per sapere cosa mi circondava con un raggio un po' piu' allargato.
mi spiego
Questo viaggio non e' iniziato solo disorganizzato ma soprattutto disinformato!...e cio’ e’ male!
Nel senso va bene il: “vado, vedo, decido” ma il: “vado, vedo….ah dove sono? Cosa si fa da queste parti ? » forse e’ un po’ troppo e anche un po’ da ignoranti nel senso di chi ignora.

Comunque sia ho lasciato Melbourne cosi’ di corsa che avevo messo in conto di stare qualche giorno in Christchurch a indottrinarmi piuttosto che continuare a rimandare la partenza.
Cosi’ e’ stato mi sono armata di vera-finta lonely planet (quando sono andata in libreria era finita e ne ho comprato un’altra e’ praticamente la copia ma piu’ leggera) di qualche pagine di blog di chi c’e’ gia’ stato e delle emails che alcuni amici mi hanno mandato dandomi qualche dritta.
La decisione principale che dovevo prendere era con che mezzo viaggiare.
Escluso l’optione dell’acquisto di un’auto (che rimane comunque la migliore scelta) e anche quella di affitarne una, mi rimaneva da decidere quale compagnia di bus prendere: se quelli di linea o quelli organizzati, diciamo cosi’, che hanno un percorso prestabilito e un autista/guida e fanno qualche fermata extra lungo il percorso.
La cosa positiva di questa opzione e’ che puoi scendere e salire quando vuoi ma di negative c’e’ che e’ una sorta di tour quindi viaggi col gruppo quindi se il gruppo fa schifo il viaggio ne risente.
Essendo io non molto una da « gruppo » ero inizialmente proiettata verso i bus di linea ma poi guardando un po’ gli itinerari e visto che queste compagne di tour/bus avevano uno sconto del 30% fino a fine aprile, ho deciso di comprarmi il pass per l’isola del sud e poi fare l’isola del nord con quelli di linea.
Dimenticavo di dire una cosa molto importante : i tempi.
Ho tempo da spendere in NZ fino al 22 di Maggio quando da Auckland ho un volo prenotato per le Cooks Islands con ritorno nella stessa citta’ dopo 8 giorni.
Dunque l’unico vincolo che ho e’ quello di essere per quel giorno a Auckland e una volta tornata dalla mia settimana dispersa nel Pacifico ho ancora tempo da spendere nell’isola del nord nel caso queste 5 settimane non fossero abbanstanza.

Dicevo che il venerdi 18 aprile era il giorno programmato per prendere decisioni e fare prenotazioni ma il punto e’ che c’era il sole e OMMIODDIO mi hanno detto che da queste parti e’ raro quindi si’ sono partita con le migliori intenzioni ma poi mi sono persa un po’ in giro anche perche’ Christchurch mi piace, centro piccolo e curato, lungo fiume tranquillo, giardini botanici rilassanti e –attenzione attenzione- pure qualche monumento storico che i miei occhi non erano piu’ abituati a vedere.
Insomma per farla breve sono entrata solo in una agenzia di prenotazioni per chiarirmi qualche dubbio ma domani, promesso, si risolve il tutto e domenica si parte !

A ritroso

Gio Apr 10, 2008 4:09 pm

Avevo detto che avrei cominciato ad andare a ritroso!
Ho praticamente deciso che tra un anno mi mettero’ a scrivere “ah un anno fa ero….” e magari il ricordo sara’ piu’ interessante di quello che potrebbe essere adesso fare un elenco di cose successe che non dicono molto se messe giu come la lista della spesa
I vari festival, cene, compleanni,….
Tante piccole cose e un po’ mi dispiace non aver tenuto aggiornato questo blog sul quotidiano ma come dice una mia amica: “I was too busy having fun” o semplicemente sono stata molto pigra.

Direi che innanzitutto c’e’ da segnalare il fatto che facendo una media in due anni non ho mai parlato cosi’ tanto italiano come negli ultimi quattro mesi.
Prima ragione perche’ da gennaio ho una collega italiana, anche lei qua piu’ o meno come ero io all’inizio: arrivata per viaggiare, fermata per lavorare con il WHV. Mi piace mettermi finalmente a parlare in italiano in ufficio e sapere che nessuno intorno a te capisce niente (a parte la collega brasiliana che capisce e parla italiano bene ma e’ diverso…) e chissenefrega se ci prendono un po’ in giro tutti iniziando a guardarci e a dire “Si, si…” ah, loro non sanno che sto parlando di loro!!
Forse per questo e’ scoppiata la italiano mania e tutti hanno iniziato a chiedere come si dice quello, come si dice questo…ad un’altra mia collega ho iniziato a insegnarle i gesti per noi basilari che accompagnano una conversazione ma non so perche’ ogni volta mi chiede: “is it rude?”
E’ incredibile come certi gesti che per forza, secondo me, internazionalmente devono voler significare per tutto il mondo e universalmente la stessa cosa, qui non esistono…mah!

Seconda ragione di italianizzazione degli ultimi tempi e’ che mi sono intrufolata un po’ piu’ spesso nelle serate tra gli italiani del forum di Melbourne che sono ormai appuntamento fisso per un bel gruppetto di gente che si rinnova e cambia di settimana in settimana. Il tutto organizzato da Silvia che e’ la mamma (per modo di dire, e’ giovane ne’!) di tutti gli italiani senza famiglia passanti per Melbourne; pero’ non ditelo troppo in giro primo perche’ tanto lo sanno gia’ tutti, secondo perche’ se no non ne esce viva!
Belle serate con gente diversa, qualcuno solo di passaggio, qualcuno che anche se si ferma poi sparisce, qualcuno che fa la meteora (tipo me) e si vede solo ogni tanto, qualcuno che non se ne vuole piu’ andare!

Infine forse anche il fatto che con la mia coinquilina colombiana (che e’ arrivata a dicembre dopo che quella brasiliana e’ torna a casa) ogni tanto ci si butta dentro qualche parola o al telefono mi risponde sempre: Ciao Irene como estas? E io: bene e tu?
Troppo ridere, e’ simpaticissima e ha una risata contagiosa; io e la mia coinquilina francese la prendiamo in giro (bastarde) e lei ride e noi ridiamo per come ride e inizia un circolo vizioso che non la smettiamo piu!

Ho parlato e sentito un po’ meno invece gli amici dall’Italia perche’ le dieci ore di fuso decisamente non aiutano, pero’ ho ricevuto un sacco di cartoline.
Interessante questa cosa, era molto che non mi succedeva e non so neanche chi ha iniziato ma l’anta destra del mio armadio e’ tappezzata di cartoline, direi che sto facendo un puzzle! un po’ inusuale anche, visto che oramai chi le scrive piu’ le cartoline? io ad esempio ho smesso un sacco di tempo fa, mi sono venduta completamente a sms ed emails pero’ devo dire che fa piacere ed e’ sempre bello ricevere una foto con due righe scritte a mano.

Ci sarebbe ancora qualcosa; qualche post fa avevo detto che di 1252 cose successe ne avrei raccontate 1251 e quella interessante la dicevo poi….
Sono tornata ormai da una settimana dalla Tasmania ma tra meno di una settimana ho un altro volo che mi aspetta: quello per la Nuova Zelanda!
Ebbene si’ mi rimetto lo zaino in spalla e ancora quasi non l’ho disfatto. Il problema e’ che oltre allo zaino devo preparare mille altre cose perche’ prima di prendere l’aereo per la NZ devo staccare una ad una tutte le cartoline dall’anta dell’armadio e disfare il puzzle, piegare vestiti, accatastare cose, fare degli scatoloni e spedirli perche’ lascero’ la mia casa cosi’ come ho fatto con il lavoro poco piu’ di tre settimane fa.
Decisione presa da un po’ di tempo, troppo forse; troppo perche’ avrei quasi gia’ cambiando idea, pero’ no dai.
Tanto tempo mi sembrava di avere prima di arrivare alla partenza che pensavo che con gran calma avrei scritto un bel post e cosi’ chi leggeva sapeva e chi non leggeva lo sapeva da Tavani che legge sempre.
E mi dispiace un po’ se ultimamente a qualcuno che mi chiedeva al telefono, via skype o in chat come andavano le cose, ho detto un semplice: tutto bene.
Mi dispiace se ho sviato un po’ il discorso con i miei amici ma vi giuro non ho avuto tempo, non avevo tempo di stare al computer e anche adesso devo chiudere peche’ domani devo fare mille e una cosa tra cui “having fun” con i miei colleghi durante il Friday drink, il mio ultimo.
Voglio scrivere di come sono andate le ultime settimane e cosa sara’ delle prossime ma non so se riesco, tra sette giorni la mia connessione internet sparira’ come la zucca di Cenerentola ma forse si concretizzera’ una Moleskine e una penna in un ostello dell’isola del sud della Nuova Zelanda quindi prima o poi daro’ altre notizie.

p.s.: la seconda parte sulla Tasmania arriva, promesso.

Tasmania – parte I

Mar Apr 08, 2008 4:23 pm

Eccomi qui dopo un po’ di silenzio scritto.
Questa volta con una buona ragione e un post succulento di viaggio appena sfornato.
Sono stata in Tasmania….finalmente!
L’ isoletta che non ero ancora riuscita a fare mia meta dopo due anni di permanenza a Melbourne a solo un’ora di volo.
La partenza e’ stata direttamente il primo giorno delle vacanze pasquali dopo un giovedì sera finito un po’ tardi…
Il volo era comunque nel pomeriggio inoltrato con tutto il tempo per preparare bagagli, arrivare in aeroporto in orario e accorgersi di aver dimenticato i biglietti!
3 secondi di panico
Poi mi sono ricordata che potevo usufruire di uno dei pochi vantaggi di vivere nel 21esimo secolo: il biglietto elettronico; di quello cartaceo oramai non se ne fa piu’ niente nessuno basta il passaporto e il nome e sei a bordo!
Cosi’ e’ ricomparso il sorriso anche sulla faccia di Soizic che viaggia con me…
Arrivate all’aeroporto di Launceston e’ stato il suo turno della cazzata del giorno e al momento di compilare il modulo per affittare la macchina si e’ accorta di non avere la patente… oh well, guidero’ per cinque giorni, sono quasi contenta mi manca troppo guidare!

Il giorno seguente poco da segnalare a Launceston a parte la citta’ carina e la passeggiata al Gorge. Da segnalare a dire i vero ci sarebbe che al Gorge ci siamo andate anche di sera perche’ la mia guida diceva fosse ben illuminata. Il problema e’ stato che dal parcheggio al Gorge c’e’ un bel sentiero largo, pavimentato ma niente luci e molti possum.
Questi diavolo di animaletti che la prima volta che li vedi dici: “wow I’ve seen a Possum!” alla terza volta capisci che sono niente di piu’ che dei ratti e quindi proprio carini no!
Non fanno niente (a parte ravanare nella munnezza) ma ogni volta che nel buio senti un mezzo rumore a due dita da te, fai un salto e poi scopri che e’ solo un diamine di possum…ma che te possino!
Nei due giorni seguenti siamo andate verso nord-west che di solito e’ una delle parte meno battute. Abbiamo fiancheggiato tutta la costa fermandoci in mattinata alla Platipus House, che direi non e’ niente di piu’ di un acquario con due platipus e due echidna (si lo so Matteo tu avevi vivamente sconsigliato di andare ma e’ stato uno di quei compromessi quando non si viaggia da soli e cmq non e’ stato male), e nel pomeriggio a Pinguin dove ci sono pinguini (finti) dappertutto ma di quelli veri neanche l’ombra (non eravamo in stagione). Tappa della serata a Stanley che e’ quasi la punta nord west e che ha una tranquilla spiaggia lunga, ampia, bianca con tre bambini che giocano e i loro genitori che li guardano da lontano. In fondo il porto e i pescherecci. A lato “the Nut” che e’ questo monte (che se non sbaglio era un vulcano) o meglio un masso piatto, direi un Uluru dei poveri.
Quello che adoro di questi minuscoli paesini e’ che c’e’ un campeggio, un mini supermarket, qualche B&B, un ristorante e un mitico Bistro’ che e’ un po’ pub, un po’ ristorante ed, essendo sull’oceano fa specialita’ pesce!
Il giorno dopo abbiamo scalato Nut di prima mattina e guardandolo abbiamo pensato che il koreano al quale avevamo chiesto quando ci voleva a salire e che ci aveva risposto con un grande sorriso “15 minuti”, al solito non aveva capito un cavolo. Poi a inizio sentiero abbiamo visto la pendenza di circa 80% e abbiamo capito perche’ in 20 minuti scarsi eri in cima: sono solo tre tornanti di sentiero per un totale di 150 metri con la lingua di fuori o in discesa con le ginocchia che scricchiolano!
Il resto del giorno l’abbiamo passato guidando in lungo e in largo per il Tarkine anche se non c’e’ stato verso di poterlo attraversare causa incendio che da una settimana ancora non si era spento.
Arrivo in serata a Cradle Montain pronte per una giornata di cammino il giorno dopo che si e’ poi rilevata produttiva. Un totale di 20 kilometri (calcolati alla sera davanti ad una zuppa calda) pochi in salita a dire il vero e molti in piano perche’ recita una frase storica: “l’Irene non va su neanche a calci nel c**o”, comunque il pezzettino di scalata con le catene l’abbiamo fatto.
Stanche e soddisfatte abbiamo dormito per la seconda notte a Cradle Montain e questa volta nel bidone dell’immondizia della cucina del campeggio per fortuna non si era infilato uno stupido possum come la sera prima…
Il giorno seguente abbiamo raggiunto Hobart dove Soizic ha preso il suo aereo per tornare a Melbourne e io ho continuato il mio viaggio da sola.
Arrivata in centro mi sono messa a cercare un ostello per la notte e il posto dove pensavo di andare non era piu’ un backpacker ma una specie di ufficio di collocamento, quindi mi sono buttata a casaccio sul primo che mi e’ capitato.
Di Hobart posso dire che dopo cinque minuti che c’ero gia’ l’odiavo!!
Sara’ che sono arrivata in centro giusto verso le 17 bloccata in un traffico che non pensavo di trovare, sara’ che ci sono solo vie a senso unico a quattro corsie e immancabilmente quando dovevo girare a destra ero all’estrema sinistra, sara’ che i parcheggi erano tutti a pagamento, sara’ che faceva un freddo maiale fuori e dentro l’ostello, sara’ che quando sono uscita per comprarmi qualcosa da mangiare verso le sette non c’era piu’ in giro un’anima e non c’e’ stato verso di trovare un supermercato.
L’ostello non era proprio il peggio del peggio ma nella cucina era impensabile cucinare qualcosa e c’era un cane bavoso che dormiva su tutti i divani a turno, ergo: l’ostello puzzava. La camera era veramente veramente piccola per quattro persone ma ci si poteva stare. Il punto e’ stato quando il tedesco a fianco a me si e’ tolto gli scarponi….a quel punto la camera era veramente troppo piccola. Ergo: la camera puzzava.
Il giorno dopo mi sono un po’ dovuta ricredere su Hobart che nella parte del porto non e’ male anche se un giorno e mezzo direi che e’ piu’ che sufficiente per questa citta’ che la lonely planet definisce una delle piu’ belle d’Australia (mah). Dopo aver riconsegnato la macchina in mattinata, ho passato la giornata tra turist centre, bus stations e rental car per giungere alla conclusione che affittare un’altra macchina era la soluzione migliore per la mia restante settimana di viaggio.
All’inizio l’avevo escluso sia per il costo sia perche’ ero un po’ stanchina di guidare ma poi mi sono fatta prendere dalla pigrizia di certi orari dei bus alle 6 am e dalla voglia di indipendenza. La mattina dopo sono andata in uno dei posti dove il giorno prima mi avevano detto: no worries passa quando vuoi e c’e’ una macchina per te.
E infatti la macchina c’era ma non era la piu’ piccola e compatta e nemmeno la piu’ economica; al mio storcere il naso il tipo mi ha fatto un supersconto e mi ha dato la macchina grossa per due dollari in piu’ al giorno di quanto avrei pagato quella piccola (e accettando ho pensato: cin ghei puse’ ma ros), non ero contentissima perche’ preferivo una compatta per gironzolare invece di queste insignificanti berline tre volumi lunghe tre kilometri. Uscita nel parcheggio c’erano solo due fuori strada ….guardo il ragazzo addetto e gli dico: cerco la mia macchina e lui mi indica il 4WD nuovo di pacca…rosso fiammante! Una figata!
(continua…)


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