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Parliamo di Bali, ma una volta tanto parliamone male.
Non sono un viaggiatore di lunga carriera. Ho viaggiato solo in Europa e in totale ho speso nel sud est asiatico 3 mesi, tra Malesia, Singapore e Bali. Di sicuro continuerò a viaggiare in futuro e l'Asia, tutto sommato, mi intriga. Sono venuto a Bali dalla Malesia, per farmi una "vacanza" di una dozzina di giorni e per incontrare Luca e altri amici che soggiornavano nell'isola. Dai loro racconti e da quelli di altre persone mi ero fatto un'idea di Bali molto buona, una specie di paradiso in cui stare. Io me l'immaginavo come un'isola accogliente, con gente pacifica e disponibile, con buon cibo, con tanto relax, con bei posti naturali, con uno stile di vita rilassato rispetto a posti tipo Malesia e Singapore, e naturalmente più economica di questi paesi. Una specie di cantuccio caldo e isolato, rimasto un po' aggrappato ad altri tempi ed altri ritmi.
Bali non è nulla di tutto questo, salvo forse per le belle spiagge in cui fare surf o certi posti in cui isolarsi dal resto del mondo (ma a detta di alcuni viaggiatori più esperti d me c'è di molto meglio nel mondo, sia per il surf che per i posti immersi nella natura). Il cibo era ok, ma ho avuto qualche problemino di stomaco, la pulizia delle cucine è inferiore a quella dei mamak malesi (è quanto dire) e la varietà del cibo è chiaramente inferiore. Mangiare occidentale non ha senso secondo me, quindi mi risparmio i commenti su quel tipo di cibo. Il cibo è tutto sommato costoso, per risparmiare dovete andare nell'entroterra o lontano da tutte le zone turistiche, il che però rende le cose meno pratiche. Ammetto di aver visitato Bali in quella che oramai diventata alta stagione (agosto) e durante la mia permanenza ho smarrito (o mi è stato derubato) il passaporto e questo ha reso il mio viaggio meno piacevole. Tuttavia ogni esperienza è buona esperienza sia per evitare il ripetersi dell'evento in futuro sia per imparare cose nuove; e in un certo senso in occasioni limite come la mia puoi conoscere con più rapidità di che pasta è fatta la gente di un posto. E la pasta che ho trovato a Bali puzza di più di quella lasciata a marcire in una busta di immondizia sul lungomare di Napoli a ferragosto.
Di pensieri ne avrei tanti, li butto giù disordinatamente.
- Impossibile muoversi nell'isola, a meno di non guidare uno scooter oppure fittare un'auto (costosa a meno di non essere in cinque e comunque scomoda, le strade sono piccole e intasate). Viene da chiedersi con tutti i soldi che i turisti hanno portato a Bali come mai le autorità locali siano incapaci di creare una rete di trasporto pubblico efficiente. Forse non gli conviene. Meglio spremere i turisti, in fondo, visto che i locali non userebbero il trasporto pubblico, con ogni probabilità. In certe zone dell'isola i tassì non arrivano e in altre esistono taciti accordi (chiamomoli col nome che li spetta: mafie) tra le società dei taxi e la popolazione locale (magari in prossimità di resort, alberghi o semplici homestay) per cui siete costretti a fittare un "transport" non autorizzato e pagarlo caro. Peraltro i tassì sono carissimi, molto di più che in posti tipo Malesia e, incredibilmente, Singapore (!!!), viaggiano tutti a 30-40 all'ora anche in strade dove potrebbero pigiare l'acceleratore, prendono sempre stade lunghe, chiedono salati extra se viaggiate di notte e se dovete raggiungere posti remoti a volte si rifiutano o chiedono altri extra. Se chiedete loro "devo andare qui: sai arrivarci?" rispondono sempre di sì ma poi a metà strada vi chiedono di fare una telefonata o se avete una mappa con voi (in certi casi se si perdono possono pretendere ugualmente la cifra del tassametro senza sconti, spetta a voi incazzarvi e pagarli meno per il tempo perso e per il fatto che siete andati avanti e indietro sulla stessa strada: tutta acidità in più che vi va nello stomaco). Alcuni vi diranno che viaggiando in scooter si respira l'autentica atmosfera di Bali. Secondo me non c'è nulla di autentico in uno scooter. Fino a poche decine di anni fa non esistevano scooter a Bali. E' la modernizzazione dell'isola, che porta con sé inquinamento, caos, rumore, frenesia... e per ogni scooter in più è un pezzo di presunto paradiso che se ne va (vogliamo parlare delle auto che i balinesi stanno comprando? a Ubud si è aperta una voragine in strada di 10 metri di diametro tagliando la via principale in due, perché le strade non reggono più il traffico ormai).
- mafie di ogni tipo... continuando con l'esempio della mafia dei taxi di cui sopra, anche all'aeroporto, come atterrate, se chiamate un tassì di solito arrivano i bemo o altri trasporti che chiedono tipo 50.000 per arrivare in centro, a kuta, vicinissimo. I tassì blu col meter (tassametro), più economici (io ho pagato al minimo 20.000 aeroporto-kuta) sono obbligati da questa specie di mafia a non entrare in aeroporto per caricare turisti, ma solo scaricarli. Dovete essere fortunati a bloccarne uno mentre scarica un turista oppure uscire dall'aerporto zaino in spalla. Altre mafie ce ne sono... come alcuni tipi insistenti che vi portano o vi seguono in questo o quel posto o negozio oppure affermano di avervi portato loro là e poi pretendono mance oppure la loro fetta di torta su ciò che comprate, facendo lievitare i prezzi.
- Traffico pazzesco, in competizione con quello napoletano (a Napoli ci ho abitato 20 anni, so di cosa parlo): se non guidate uno scooter in Italia da molto tempo, Bali è l'ultimo posto dove sarebbe raccomadabile imparare a farlo. Se noleggiate una bici è peggio, rischiate che vi buttino per aria visto che non esiste rispetto per il pedone o il ciclista. Spesso i mezzi noleggiati hanno difetti rischiosi (cambio malfunzionante, freni tenuti uno schifo, gomme lisce, ecc). Il traffico a Bali non ha regole, sic et simpliciter. Motorini che sfrecciano ovunque in tutte le direzioni, contromano e contropiede, inclusi i marciapiedi, con gioia dei passanti che stanno silenziosi ad ammirare l'inciviltà dei conducenti. Se vi capita un incidente, le possibilità che il colpevole si fermi sono scarse. Ho visto di persona dei tamponamenti e gli scooter o l'auto responsabili volatilizzarsi immediatamente. Durante la mia permanenza a Bali un italiano è entrato in coma e ha perso la vita lasciando la compagna incinta di 6 mesi a causa di un incidente in moto (probabilmente, a detta di alcuni amici comuni, causato da un pirata della strada, ma è indimostrabile, il ragazzo è stato trovato in fin di vita con un taglio al braccio sospetto). Ho notato un certo numero di persone con gessi alle gambe o alle braccia... Non so se un caso oppure...
- Estrema corruzione di tutte le persone e soprattutto di tutte le autorità. A conti fatti a Bali ho pagato mazzette per 500.000 rupie (circa 35 euro) nel giro di tre settimane, e NON guidavo uno scooter. Se guidate uno scooter questo fa aumentare le possibilità di esser letteralmente rapinati dai poliziotti, che fermano turisti per ogni scusa possibile (la cosa migliore è mettersi 20.000 rupie in tasca e sperare che si accontentino di quelle... normalmente chiedono dai 100.000 in su). A voi naturalmente non conviene che accettare e subire un'ulteriore vessazione a meno di non essere veramente sicuri di quello che fate e non avete nulla da perdere. Ma se, come me, disgraziatamente vi trovate a che fare con uffici ed autorità, preparatevi a uno stilicidio. Come ho presentato denuncia per smarrimento portafogli (con i miei averi) e passaporto, mi viene chiesto di pagare un "contributo" dai poliziotti, per il semplice fatto di avermi timbrato la denuncia. Cioè uno denuncia alla polizia "ho perduto tutti i miei averi" e loro la prima cosa che pensano è "dacci dei soldi". Umano vero? Al consolato mi sono stati chiesti soldi dal personale indonesiano (100.000 rupie per un documento altrimenti gratuito, come scritto sul documento stesso!! - e questo è un fatto di per sé gravissimo perché l'ufficio era italiano); all'immigrazione, all'uscita, ho dovuto versare un'ulteriore mazzetta, pena esser trattenuto al varco e perdere per la seconda volta l'aereo. E questo è niente. Non oso immaginare se vi salta in mente di aprire attività a Bali o sbrigare altre pratiche burocratiche... chessò sposarvi lì, fare documenti, ecc. Ma chi ve lo fa fare?
- molti italiani e stranieri sognano di aprirsi un ristorante o un locale a Bali. Alcuni comprano ville e terreni a poco prezzo. Benissimo, in effetti con il costo di un'auto di piccola o media cilindrata potete realizzare tutti questi sogni. Peccato che i sogni rimangono comunque nel regno delle nuvole. A Bali non siete proprietari di nulla. Per la legge indonesiana gli stranieri non possono possedere così facilmente immobili, proprietà, attività commerciali. Siete costretti a rivolgervi a prestanome, ad anziani o "agenzie" che in cambio di soldi registrano le vostre cose a nome loro per aggirare le leggi indonesiane. Naturalmente avrete già capito che rischi comportano certe operazioni. Non siete proprietari di nulla e rimarrete in balia di gente corrotta e avida, in un posto senza autorità e senza polizia o sistema giudiziario che regga, in un'isola che appartiene comunque a un paese musulmano noto per la sua corruttibilità e instabilità, nonché contraddistinto da una non totale simpatia per gli occidentali infedeli, almeno da parte di alcune frange della popolazione islamica.
- Persone di un'antipatia, un'opportunismo, un'ignoranza, una scortesia, un'avidità incredibili, alla faccia della tanto strombazzata ospitalità di Bali. Ovunque andiate vi accorgerete che tutto ciò che importa al balinese medio sono i vostri soldi e la sua unica preoccupazione è come sfilarveli. Con un sorriso, naturalmente, perché i fessi siete voi. La simpatia dei balinesi è falsa e basta arrivare lì per capirlo. Non conoscono riconoscenza. Su consiglio di Luca sono andato da un homestay che è segnalato nella sua guida e in un suo sito. Per avere un buon prezzo ho dovuto contrattare mezz'ora. Quando due amiche di Luca, pagando un prezzo molto più salato del mio la stanza, hanno chiesto allo stesso figuro un giro di Ubud, questo gli ha solo fatto fare un giro di aria fritta, offrendo un servizio pessimo (tanto hanno pagato, il resto non ha importanza). A me aveva chiesto dei soldi per andare a fare la denuncia alla polizia (poi io ho pagato la stanza ad un altro e al momento non si sono ricordati di chiedermi quell'addebito). Quando ho perso il passaporto il giorno dopo ho provveduto a distribuire volantini nella strada dello smarrimento (o furto). La strada era lontana dal centro di Ubud e dalla zona turisticamente più calda, senza ristoranti o ostelli per turisti. Ma la pasta delle persone non cambia. Alcuna gente era interessata alla questione e mi ponevano domande utili al ritrovamento del mio portafogli: "ma i soldi che c'erano dentro non ti interessano vero? tu vuoi recuperare solo il passaporto, giusto? quanto c'era dentro". Altri andavano più per le spicce: "Ah ok, ciò mi dispiace.. Ma hai un albergo? posso portarti io? Ti serve un tassì? transport? transport?". Cioè della serie non mi frega nulla di quello che ti è successo, hai altri soldi per me? Riconosco che viaggiare in paesi poveri può portare a incontrare personaggi del genere un po' disperati e invidiosi dell'altrui (apparente) benessere, e fa parte dell'avventura, ma per favore non mi etichettate come paradiso un posto con gente simile. Statevene a Napoli ai quartieri spagnoli o alla Sanità allora, vi assicuro che proverete brividi anche più autentici ed esotici, risparmiando sulle spese di viaggio.
- Io sono abituato a valutare se un posto mi piace o meno dalla gente che lo abita. Altrimenti andrei a stare in un'isola deserta o chessò in Alaska o in Groenlandia, no? Uno dei posti più belli in cui ho abitato è la Danimarca, che quanto a territorio è un'enorme pianura padana, specie lo Jutland dove ho abitato quasi un anno, ma la gente di là è la più squisita e civile del mondo, che ha reso un posto altrimenti arido, semplicemente magnifico. Per rimanere in Asia, direi che in Malesia, paese geograficamente non spettacolare quanto i suoi vicini, in pieno sviluppo con i problemi che questo comporta, ho trovato persone squisite e socievoli chevoli con cui stringere buoni rapporti di amicizia. Per converso, la gente che abita Bali è il peggio che ho incontrato tra i tre paesi del sud est asiatico che ho visitato finora. Alcuni vi diranno ok il sud dell'isola è così.. ma se ti sposti più su... no più a est, no vai di là, Ok mi sono spostato a Ubud e dintorni, la gente era uguale, camminando per Hanoman street, Ubud Main street o Monkey forest la differenza con la Legian o le Poppy è il minimo, l'unica cosa che cambia è che non ci sono mignotte o presunte tali che ti afferrano il braccio e ti urlano "massass massass" o tipi che ti propongono droghe inesistenti. Quando camminavo a Balangan da solo in cerca di un tassì mi hanno fermato in tanti ed era una strada isolata. Lungo la spiaggia di Balangan e ai chioschi di Padang Padang pure "invitavano" con insistenza a consumare qualche cibo da loro con sorrisi falsi come una banconota da 2 euro. La gente è di un'insistenza nauseabonda. Non ti puoi avvicinare a qualunque mercanzia che ti saltano addosso cercando di farti comprare la loro m***a made in china a cifre ridicolmente alte (ho chiesto il prezzo di una piletta a led, era più alto che a Chinatown a Kuala Lumpur: ho detto tutto, per chi conosce i posti). A Ubud almeno l'artigianato è soprattutto locale (e oggettivamente bello, molto bello), ma ad agosto i prezzi triplicano ovunque. In altre zone che non ho visitato personalmente, ma leggendo qua e là, anche in un recente post di Luca sulla tripguida di Bali, menzionano gente insistente. Ora capita anche il tizio a cui piace tanto Bali che mi dirà... ah ok ma tu devi andare più a nord, oppure più a sud, vai in mezzo al nulla, vai qui, vai là, noleggia lo scooter, isolati, nasconditi, ecc. ecc. Il fatto che me ne devo scappare da certi posti e isolarmi per me non ha senso... significa che l'isola sta diventando sempre più stretta e questo paradiso sempre più lontano. Io lo so che sono in Asia e certe cose sono diverse. Ma va bene quando ti lasciano uno spiraglio per farcela, non quando ti rendono la vita impossibile. A Bali la gente ti rende la vita impossibile. Sembra di stare in Italia con l'aggravante che sei in un paese straniero.
- E' normale contrattare in Asia. Anche in Malesia e persino nella moderna e tecnologica Singapore, quando entri in un negozio contratti sempre su tutto. E devo dire che la cosa è anche divertente. A Bali non so perché diventa una gran rottura di c*****i. Sarà perché alla fine i servizi ricevuti sono sempre inferiori a quelli promessi (altrove almeno ci si avvicinano di più o almeno ci provano). Ma la gente a Bali spara prezzi ridicoli, fuori da ogni realtà, e ci mette una faccia che ti vien voglia di prendere a schiaffi all'istante. Ti trattano come un deficiente. Mai nessun cinese, persino nella Chinatown di Kuala Lumpur (pessimo ambiente) si è mai permesso di ridermi in faccia, a Bali sì. Se lo facessero in Italia succederebbe il finimondo, mi trattengo solo perché sono ospite in un paese straniero (per quanto ostile). Spesso sono così insistenti che iniziano a seguirti o cominciano a essere così petulanti che non ce la fai più a tenerli nelle orecchie (a Kuta accade spesso, ma la signora della risata in faccia era a Balangan). Poi inventano scuse ridicole per spillarti soldi... tipo sempre a Balangan volevano obbligarmi a mangiare in ostello perché secondo loro avevo avuto un prezzo troppo economico (120.000 in un posto che normalmente ne chiede 40-50.000)... e la tipa, moglie del proprietario che mi fa "ah ti prego, mi hanno assunta da poco", ecc. ecc. E questo è davvero solo un episodio tra i tantissimi che ora mi scoccio di elencare.
non poche persone che ho incontrato mi hanno detto "Bali mai più ad agosto". Già l'idea di un posto con alta e bassa stagione mi ricorda troppo l'Italia e un posto per fighetti italiani o, nel caso, australiani (ne ho visti diversi ubriachi a kuta, a darsi scazzottate - viste in due occasioni - oppure a fermare prostitute nei vicoli, pagare i prodotti senza contrattare sui prezzi, facendoli lievitare all'inverosimile). Ed in effetti la percezione che ho avuto di Bali è solo un posto per sollazzarsi, far vacanza, assolutamente non per viverci a meno di non fare gli eremiti armati di molta pazienza. Moltissimi che vanno nell'isola manco interagiscono con la gente locale. E comunque è difficile farsi amici nel posto, a meno di non fermarsi davvero a lungo (forse, manco è detto)... La qualità dei turisti stranieri spesso è infima e non credo che i lettori di questo forum o del blog di luca vorrebbero averci a che fare. Sono troppo allergico al turismo, ma questo forse è un problema mio. Io francamente non ho motivi per tornare a Bali. Magari ci tornerò solo e se avrò bisogno di arredarmi una casa a poco prezzo (posto che mi vada e i prezzi rimangano convenienti), magari non ci tornerò più e impegnerò il mio tempo a visitare posti nuovi. Come dicono gli americani, you never have a second chance to make a first impression (qualcosa del genere). La prima impressione che ho avuto di Bali è stata pessima e non incoraggia l'idea di tornarci.
per ora la smetto qua.. me di cose da raccontare ne avrei eccome. La Malesia, con tutti i suoi difetti, non mi ha fatto questo effetto e ogni volta ci torno volentieri... il posto è meno bello, ma la gente mi piace e questo è importante per me
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